Uno spot per il calcio. È quello andato in scena a Milano tra i nerazzurri e i blaugrana dopo una partita ricca di emozioni e colpi di scena. Un primo tempo targato Inter con il doppio vantaggio conquistato meritatamente: prima Lautaro su assist di Dumfries, poi Chalanoglu su rigore conquistato dallo stesso argentino allo scadere della prima frazione.
Al rientro dall’intervallo, il Barcellona sale in cattedra e la partita cambia inerzia, con Garcia che accorcia le distanze e Dani Olmo di testa la pareggia. Il Barcellona prende così sempre più campo e le redini del gioco, con l’Inter in confusione totale e non più in grado di costruire azioni, faticando a uscire dalla propria metà campo. Lautaro e Dimarco sostituiti anzitempo per problemi fisici, Taremi e Augusto al loro posto, Chalanoglu e Mkhitaryan per Zielinski e Frattesi per dare più respiro ad un centrocampo totalmente inerme dinanzi a quello spagnolo.
Nonostante i cambi, la situazione precipita a tre minuti dal 90’: Raphinha segna il 2-3 confermandosi capocannoniere di questa edizione. San Siro gelato, ammutolito. Nei minuti di recupero accade di tutto con Yamal che prende clamorosamente il palo e nell’azione successiva, una discesa del solito Dumfries porta al pareggio interista grazie ad Acerbi che di destro fa 3-3.
Si va ai tempi supplementari, l’Inter galvanizzata dal pareggio allo scadere, ritorna a giocare bene creando i presupposti per il goal che arriva con Frattesi, servito da Thuram, quest’ultimo autore di una prova maiuscola. Si va al secondo tempo supplementare e la scena se la prende tutta l’uomo partita premiato dall’UEFA, Sommer, autore di un miracolo prodigioso su Yamal a pochi minuti dal termine.
Arrivato il fischio finale, esplode la festa sugli spalti e in campo per una finale meritata, in cui Lautaro Martinez ha dimostrato ancora una volta di essere il leader indiscusso della squadra, la coppia Acerbi-Bastoni dietro ha retto benissimo l’urto dei catalani, Dumfries protagonista assoluto con due assist al bacio, Thuram nonostante la stanchezza non ha mai mollato un centimetro, il solito Barella è stato il tuttofare del centrocampo. Onore al Barcellona per la doppia sfida disputata, una squadra durissima da affrontare e con tante frecce nel proprio arco. Simone Inzaghi ha di nuovo messo a tacere gli scettici, azzeccando i cambi a partita in corso e portando per la seconda volta in tre anni la squadra a giocarsi una finale di Champions League.
Chiunque ami questo sport, non dimenticherà questo doppio confronto condito da 13 goal, emozioni, capovolgimenti continui.
Appuntamento al 31 maggio a Monaco di Baviera, per una finale da non perdere.
Viva il calcio, viva lo sport.





