In vista del prossimo 23 maggio, anniversario della strage di Capaci, studenti, studentesse e giovani della città stanno organizzando una grande mobilitazione antimafia, per dare voce a un’alternativa concreta al modello proposto dall’attuale Governo.
La nostra idea di antimafia si rifà alla visione lucida di Pio La Torre, che denunciava il sistema di potere politico-affaristico-mafioso, ben lontano dalla narrazione riduttiva che vorrebbe la mafia come semplice criminalità organizzata. Denunciamo con forza le riforme che mettono a rischio la lotta alla mafia, come la revisione delle intercettazioni, l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio e il ridimensionamento del traffico di influenze illecite.
Riteniamo grave il tentativo, operato da alcuni settori della maggioranza, di riscrivere la storia delle stragi e degli omicidi eccellenti, cancellando o minimizzando la responsabilità di parti delle istituzioni o dell’eversione nera. Come ricordato da Don Luigi Ciotti, “l’80% dei familiari delle vittime di mafia non ha ancora avuto verità e giustizia”. Per noi, verità e democrazia sono inseparabili.
Critichiamo inoltre l’ultimo decreto sicurezza, che consente ai servizi di intelligence di operare in deroga al diritto, anche con azioni gravi come l’istigazione alla strage, una norma pericolosa per lo stato di diritto.
Per noi, lotta alla mafia significa lotta per i diritti: diritto alla scuola, alla salute, al lavoro dignitoso. Non ci interessano opere faraoniche come il Ponte sullo Stretto, terreno fertile per gli appetiti mafiosi, ma vogliamo infrastrutture sociali, ospedali, poli sportivi, spazi pubblici per i giovani.
Sosteniamo con forza il Referendum per il lavoro e la cittadinanza previsto per l’8 e 9 giugno, perché antimafia è anche lotta alla precarietà, allo sfruttamento, alla ricattabilità sociale.
Il nostro obiettivo è costruire una piazza colorata, artistica, inclusiva, dove la lotta alla mafia si intrecci con le battaglie per l’ambiente, i diritti LGBTQIA+, la giustizia climatica, la lotta al patriarcato e al razzismo.
Le mafie prosperano dove i diritti mancano: per questo invitiamo collettivi, associazioni, scuole, spazi sociali, sindacati, movimenti antifascisti, comunità migranti e tutte le realtà attive sul territorio a partecipare alle assemblee di costruzione del corteo.
Uniti, possiamo costruire un’antimafia radicata nei territori, intersezionale e capace di cambiare davvero la nostra società.





