Perché oggi la sanità pubblica molisana è allo stremo? Per rispondere a questa banale domanda bisogna guardare i numeri. La foto, pubblicata un paio di anni fa da Aida Trentalange, è mera contabilità politica. Ed è devastante.
Da anni, e non solo sulle colonne di WordNews.it, registriamo il pensiero critico, documentato, di Lucio Pastore, già primario del PS del “Veneziale” di Isernia, che ha sempre denunciato la deriva: la progressiva privatizzazione del sistema sanitario molisano.
Il POS di Ruta e la svolta mancata
Il Piano Operativo Sanitario elaborato dal commissario alla guida dell’Asrem Carmine Ruta fu presentato come il riferimento dell’amministrazione guidata da Paolo Di Laura Frattura. Doveva diventare il piano della razionalità, della tutela del pubblico. Durò un giorno. Il giorno dopo quel piano fu ritirato, Ruta estromesso. Un piano con una direzione chiara, limpida, rivoluzionaria: più pubblico, meno privato. Una vera scelta politica.
Dal 1995 abbiamo una sola fotografia. Sono cambiati i nomi, i colori politici, ma la tendenza è rimasta sempre la stessa. Hanno fatto partire il processo e nessuno lo ha fermato. Nessuno ha voluto ricostruire il sistema pubblico. Nessuno ha rimesso al centro il diritto alla salute. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un pubblico che arranca, molto vicino alla fine, e un privato convenzionato che cresce, non per colmare i vuoti (causati dall’azione umana e voluti per giustificare l’azione delittuosa). Per massimizzare i profitti. Non ci siamo mai trovati di fronte ad una sana integrazione pubblico-privato. È genocidio: una evidente sostituzione del pubblico.
Denunciare pubblicamente il disfacimento del “Veneziale” e dell’intero sistema sanitario pubblico non è scontato. La risposta popolare è stata forte. Un segnale politico enorme.
Stati generali della sanità
Sono necessari, a questo punto, gli Stati Generali della Sanità molisana. Pubblici. Con medici, operatori, cittadini, amministratori locali. Serve indicare nuove strade, rompendo con un modello fallimentare. La sanità deve tornare a essere al servizio dei bisogni della popolazione, non degli interessi clientelari. Non del profitto.
I numeri del passato spiegano il disastro del presente. Continuare a percorrere la strada disegnata in questi anni significa condannare il Molise al collasso sanitario definitivo.
Non bastano più le promesse. La storia sta già presentando il conto finale.
Chi ha governato il Molise mentre la sanità veniva smontata
Ma come siamo arrivati a questo punto? Proviamo a scorrere l’elenco dei presidenti della Regione Molise che si sono succeduti negli ultimi trent’anni. Dal 1995 a oggi hanno guidato la Regione Marcello Veneziale, Michele Iorio (per più mandati), Giovanni Di Stasi, Paolo Di Laura Frattura, Donato Toma e, oggi, Francesco Roberti.
Colori politici diversi, maggioranze diverse, stagioni diverse. Stessa mentalità.
Nessuno ha fermato la progressiva destrutturazione della sanità pubblica. Nessuno ha invertito la rotta. Nessuno ha rimesso al centro il diritto alla salute dei molisani. Il disastro attuale è il risultato di responsabilità politiche.

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