La cerimonia non è stata una passerella: è stata un convegno vero, con autorità, editori e giornalisti che hanno riempito la sala e, soprattutto, il senso dell’incontro. A dare spessore alla memoria collettiva anche il documentario “Lo scrigno parlante”, dedicato alla storia della radio, con presenze che hanno impreziosito l’evento: la principessa Elettra Marconi, il documentarista Vittorio Muscia di Cine 3 e il sottosegretario Stefano Gemmato.
Premiati 32 editori: riconoscimenti anche al Molise
Durante la cerimonia sono stati premiati 32 editori, tra cui Tlt Molise e Telemolise. Ma uno dei momenti più significativi è stato il riconoscimento a Vincenzo Cimino, presidente dell’Ordine dei Giornalisti e del Corecom, premiato per l’attività svolta a favore delle radio. Cimino ha definito il riconoscimento una sorpresa che però riapre un cassetto di battaglie e lavoro concreto: dalla protesta a favore della Rea nel 2019 davanti al Mise, fino alle attività formative curate come Ordine regionale. Nel suo intervento ha ricordato anche la legge regionale per l’editoria: per le radio si prevede il requisito di 2 dipendenti, in misura ridotta rispetto alle tv, per accedere ai ristori.
Nel racconto di Cimino c’è un filo rosso che non è retorica: il lavoro quotidiano del Corecom Molise per le emittenti, dai Mag alla partecipazione alla Giuria di Sanremo, fino ai temi dell’inquinamento elettromagnetico, al coinvolgimento delle testate nei progetti educativi e alla gestione, “veloce e meticolosa”, di quei pochi fondi che spesso sono ossigeno puro per chi trasmette sul territorio. Ha citato anche realtà come Radio Luna, Valentina e Hollywood (o “Holliwood”, come riportato), indicando una tutela costante e un’idea chiara: la radio non è un residuo romantico, è un presidio informativo.
Un premio che “rilancia” Corecom Molise e Odg Molise
Per Cimino questo riconoscimento “rilancia” Corecom Molise e Odg Molise. E infatti ha ringraziato la terna del Corecom, i dipendenti e i docenti relatori dei corsi sul giornalismo radiofonico: un traguardo che, nelle sue parole, è anche un risultato collettivo.
Se i primi 50 anni sono stati la conquista della libertà d’antenna, i prossimi 50 si giocheranno su una domanda: quanto spazio di libertà sapremo difendere nell’era degli algoritmi? Tra digitale, piattaforme, nuove forme di ascolto e formazione continua, la radio ha ancora un vantaggio competitivo.





