Il comunicato del Comitato No Lotto Zero denuncia i primi effetti dei lavori: “disboscamento selvaggio” su 450.000 mq, “prosciugamento” della Fonte dell’Acquario e ricadute economiche “miseramente smentite” a fronte di 174 milioni.
Nel comunicato diffuso il Comitato No Lotto Zero fotografa la situazione: i lavori “continuano ad andare avanti in maniera indefessa”, mentre, si legge, i primi effetti sarebbero già visibili, tangibili, misurabili.
Il Comitato apre con una premessa che è anche un atto d’accusa istituzionale: “In attesa di essere convocati dalle Procure e dalla Prefettura di Isernia per essere ascoltati rispetto alla documentazione che abbiamo da tempo presentato e quindi esporre le anomalie procedurali da noi rilevate rispetto alla famigerata opera in corso di realizzazione…”. Il senso è chiaro: carte e segnalazioni sono state depositate “da tempo” ma l’audizione attesa non arriva, mentre i cantieri vanno avanti.
Dentro questa attesa, il Comitato mette in fila tre conseguenze che definisce “primi effetti dei lavori”. E non sono dettagli.

Il primo è ambientale: “Disboscamento selvaggio di un’area di circa 450.000 metri quadrati con l’eradicamento di decine di migliaia di alberi e piante, molte delle quali secolari”. Non è solo una questione di paesaggio: quel taglio avrebbe “un conseguente peggioramento della qualità dell’aria di tutta la zona”, con un impatto che “investe anche la Riserva Orientata di Pesche, sito di interesse comunitario (S.I.C.)”.
Il secondo effetto, sempre secondo il comunicato, riguarda l’acqua: “prosciugamento della Fonte dell’Acquario in località Citerna, nel comune di Miranda. Da tempo non emette più acqua, coincidentalmente all’inizio dei lavori per la realizzazione del Lotto Zero”. E poi la domanda, affilata come una lama ma formulata con apparente calma: “Possiamo dire che è solo una coincidenza, o c’è un nesso tra le due cose?”. Il Comitato chiedendo verifiche, controlli.
Il terzo punto riguarda lavoro e ricadute economiche: “Il personale impiegato nei lavori consta di poche decine di persone, la grande maggioranza delle quali è rappresentata da tecnici esterni al nostro territorio, dipendenti della ditta appaltatrice dei lavori. Ditta che fa parte del gruppo Caltagirone, multinazionale del settore”.

“La narrazione che è stata fatta per anni dai propugnatori dello sfregio/sperpero in corso rispetto agli enormi vantaggi in termini di ricaduta economica sul nostro territorio è miseramente smentita dalla realtà dei fatti”. Il Comitato insiste: “Non c’è alcun impatto significativo in termini occupazionali e di vantaggi” a fronte di una spesa che definisce enorme e destinata, a suo avviso, a salire: “una spesa prevista di 174 mln. di euro, che sicuramente lieviteranno ulteriormente fino a raggiungere cifre a oggi inimmaginabili”.
Il comunicato cambia passo e allarga l’inquadratura: non è solo Lotto Zero. “E mentre i cittadini si disperano e manifestano, giustamente, per difendere e migliorare la sanità pubblica, oggetto di tagli e misure restrittive con il pretesto di fare quadrare i conti pubblici, si buttano dalla finestra soldi ed energie”, scrive il Comitato, “che potrebbero risanare ampiamente un settore di vitale importanza dal punto di vista sociale”.

Il Comitato inserisce anche un paragone economico preciso, pensato per rendere immediata la sproporzione: “La spesa per realizzare un solo chilometro del Lotto Zero equivale al deficit di un intero anno del sistema sanitario della regione Molise”. Una frase che pesa. E aggiunge l’alternativa che propone “da anni”: quelle risorse potrebbero servire “a modernizzare e realizzare opere viarie e di riassetto del territorio dell’intera regione”.
“Allo stesso tempo constatiamo che il lodevole impegno profuso nel campo sanitario se fosse stato messo in campo per bloccare un’opera Inutile, Costosa e Pericolosa come il Lotto Zero probabilmente non vedremmo realizzare sotto i nostri occhi un tale scempio ambientale e spreco di risorse pubbliche”. Tre aggettivi “Inutile, Costosa e Pericolosa”.

La chiusura è una promessa. “Fin quando non avremo una risposta esaustiva rispetto alle osservazioni, esposti e denunce che da anni, in modo puntuale e dettagliato portiamo avanti, continueremo a fare luce”, scrive il Comitato, “su una vicenda emblematica di come i nostri territori sono oggetto di rapine e di stupro”. E ancora: uno scempio che “compromette la bellezza, la vivibilità e uno sviluppo compatibile”, “in favore invece di pochi gruppi e potentati economici predatori e lontani anni luce dai bisogni e dalle esigenze della nostra gente”.
Nel racconto del Comitato, mentre si aspetta una convocazione, il territorio paga il conto: alberi sradicati, acqua che non esce più, promesse economiche che risultano “miseramente smentite”.
Nella foto di copertina Celeste Caranci, promotore del Comitato
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