La vertenza Smaltimenti Sud si completa di un terzo tassello sindacale. Dopo FP CGIL e Fisascat CISL, anche Stefano Marinelli, coordinatore regionale UILTrasporti Molise, conferma l’esistenza di un accordo separato firmato con Confial, definendolo un caso di dumping contrattuale che aggira il perimetro dei sindacati firmatari del CCNL Igiene Ambientale.
Marinelli ricostruisce le tappe della trattativa, il silenzio improvviso dell’azienda, la procedura di raffreddamento e l’incontro decisivo in Prefettura fissato per il 30 gennaio.
Stefano Marinelli, qual è la situazione oggi nella vertenza Smaltimenti Sud?
Smaltimenti Sud ci aveva contattato alcuni mesi fa perché aveva la necessità di discutere un contratto di secondo livello integrativo su alcune tematiche, comprese le proroghe di lavoratori stagionali in determinati appalti.
Ci aveva fatto una proposta di integrativo. Noi, come UILTrasporti, avevamo formulato una controproposta, anche piuttosto articolata. È normale: tu chiedi cento, io chiedo cinquanta e si trova un’intesa.
Poi cosa succede?
Da quel momento in poi l’azienda è sparita. Non abbiamo avuto più risposte. Eravamo a fine anno.
A quel punto abbiamo deciso di aprire una procedura di raffreddamento.
Nel frattempo però emerge un altro accordo. Come lo scoprite?
Dalla stampa. Leggiamo articoli, a firma del segretario provinciale Confial, in cui si parla di un grande risultato e di un accordo per 180 lavoratori.
Dal punto di vista sindacale, cosa significa “apprenderlo dalla stampa”?
Significa che noi non siamo stati coinvolti. Preciso una cosa: non esiste un obbligo formale per cui l’azienda debba dirci “ho firmato con Confial”. Questo va detto. Ma FP CGIL, FIT CISL, UILTrasporti sono sindacati firmatari del CCNL Igiene Ambientale. Per fare un integrativo, l’accordo minimo va raggiunto con chi firma il contratto nazionale. Poi eventualmente si possono aggiungere altri soggetti. Questo non è avvenuto.
Siamo davanti a una condotta antisindacale?
Non parlerei di antisindacalità in senso stretto, non abbiamo tutti gli elementi. Parlerei, senza esitazioni, di dumping contrattuale. È dumping contrattuale perché si trova un sindacato non firmatario del CCNL, che quindi non recepisce le tutele previste dal contratto nazionale, e si firma un accordo peggiorativo rispetto a quello che i sindacati firmatari avrebbero potuto accettare.
Non è un caso isolato?
No. Non è il primo caso Smaltimenti Sud, né l’unico nel settore dell’igiene ambientale. Ci sono varie aziende che ricorrono a sindacati non firmatari per ottenere integrativi “comodi”.
Per questo, nel comunicato, abbiamo scritto anche all’assessorato regionale all’Ambiente: chiediamo un protocollo di settore, come già avviene in altre regioni, che metta paletti chiari sulle relazioni sindacali, sui cambi appalto, sugli integrativi.
Avete reagito formalmente all’accordo Confial?
Sì. Abbiamo diffuso un comunicato unitario rivendicando che l’azienda ha trovato un sindacato disposto a concedere ciò che noi, come firmatari del CCNL, non avevamo concesso.
E tutto questo mentre eravamo già in procedura di raffreddamento.
Possiamo parlare di “sindacato giallo”?
Su questo preferisco essere prudente. Non mi sento di dirlo perché non ho letto il testo dell’accordo.
Posso però affermare una cosa con certezza: si tratta di dumping contrattuale sul CCNL Igiene Ambientale. Questo sì.
L’accordo è impugnabile?
Potenzialmente sì, se ci sono i presupposti. Ma il tema non è solo giuridico. Prima ancora di impugnare, vogliamo aprire un tavolo regionale. Serve un intervento istituzionale, amministrativo, comunale e regionale per correggere il tiro.
Avete coinvolto anche il Comune di Isernia?
Sì. Il Comune di Isernia, nel cambio appalto con Smaltimenti Sud, ha inserito clausole molto lungimiranti sull’applicazione del CCNL Igiene Ambientale.
In altri territori, come nell’Unione del Biferno, dove mancavano clausole chiare, ci sono lavoratori con contratti multiservizi peggiorativi. Qui invece il Comune di Isernia ha fatto un lavoro serio, che non può essere messo in discussione da un accordo separato.
C’è anche una difficoltà dei lavoratori a esporsi?
Sì. Spesso il lavoratore è reticente, anche quando le condizioni sono peggiorative. Impugnare un accordo significa esporsi, rischiare, mentre intanto l’azienda continua a gestire appalti e servizi.
Per questo io credo che la strada prioritaria sia quella istituzionale, non scaricare tutto sulle spalle dei lavoratori.
Cosa vi aspettate dall’incontro del 30 gennaio?
Mi aspetto innanzitutto un confronto serio in Prefettura.
E mi aspetto una convocazione regionale, perché questo tema del dumping contrattuale non riguarda solo Smaltimenti Sud, ma più appalti e più territori. L’obiettivo è arrivare a un protocollo regionale che fissi regole chiare e non aggirabili.
Con le parole di Stefano Marinelli si chiude il cerchio sindacale sulla vertenza Smaltimenti Sud. FP CGIL, CISL e UIL parlano la stessa lingua: accordo separato, dumping contrattuale, bypass del CCNL.

Nota
Abbiamo provato a contattare anche il segretario di Confial, Giancarlo Di Nunzio, per offrire ai nostri lettori tutte le versioni dei fatti.
Al momento, però, non siamo stati fortunati: dopo due telefonate (una muta, durata pochi secondi, e l’altra rifiutata) non siamo nemmeno stati richiamati.
Continueremo a provarci e ritenteremo, perché riteniamo doveroso dare spazio a tutte le opinioni e garantire un’informazione completa e corretta.
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