Rampollino rampollino, quousque tandem abutere patientia nostra? Cui prodest?
È la domanda che abbiamo posto meno di un anno fa, il 28 aprile 2025. In quell’occasione registrammo l’ennesima uscita pubblica di Giuseppe Salvatore Riina detto Salvo. Dopo il protagonismo mediatico successivo all’uscita del libro “Riina family” da quasi sette anni è un crescendo di nuovo protagonismo sui social del rampollo. Era il 17 gennaio 2020 quando per la prima volta abbiamo dedicato un articolo a tali sortite. Bastava e avanzava quanto già avvenuto, soprattutto nel periodo abruzzese, ma Salvo Riina non ha mai smesso di alzare l’asticella, di continuare a macinare nuove sconcertanti uscite social.
Si continuano a registrare dichiarazioni sempre più inaccettabili, uscite (come quella contro la memoria del giudice Terranova) che sempre più dovrebbero far rivoltare ogni coscienza civile. Coscienze che sembrano mancare, di cui c’è una forte scarsità. Perché, tranne rare ed estemporanee sortite, non ci sembra di veder nulla di forte e deciso. E continuano le dichiarazioni, le apparizioni, gli show di Riina. Da qui la domanda che ponemmo, con l’indignazione e la rabbia che erano giunti (e continuano ad aumentare) a livelli altissimi, l’anno scorso e riproponiamo oggi dopo che la cronaca ha registrato l’ultima puntata della saga.
Il libro è stato in questi anni pubblicato e venduto in vari Stati, essendo fallita la casa editrice abbiamo chiesto ripetutamente chi l’ha stampato e chi ha finanziato stampa e diffusione. In passato è comparso un video sui social di Riina che appariva il trailer di un film. Non abbiamo riscontri se poi sia stato così, se questo film è mai stato realizzato o sarà realizzato. Ora apprendiamo che il libro è diventato protagonista anche di un videoclip musicale. Autore un rapper in cui compare anche lo stesso Salvo Riina.
Nei primi secondi del video si dice che il rampollo del boss ora si è trasferito in Spagna. Romania, Corleone e ora lo Stato iberico. Perché questi trasferimenti? Perché dopo il ritorno a Corleone Riina ora ha addirittura cambiato Stato? E perché proprio la Spagna? Domande che si aggiungono ai tanti, troppi, interrogativi che continuiamo a porre da sei anni.
Si lamentano che poverino porello non ha avuto un’infanzia Riina jr, che nella sua infanzia c’è stato dolore (e le vittime del padre? E i familiari dei morti ammazzati da Cosa Nostra cosa dovrebbero dire? Fin quando questa narrazione offensiva abuserà della pazienza civile e umana?), «cercano di incastrarti» è una frase pronunciata. Incastrarlo? Incastrare il figlio di uno dei più sanguinari e disumani boss di mafia? Incastrare colui che difende e sbandiera con orgoglio il boss di attentati e omicidi? Incastrare colui che partecipò alla stagione stragista di Cosa Nostra che ha insanguinato le strade siciliane per anni e anni fino alle stragi di Capaci e Via D’Amelio? Non abusano più solo della pazienza, è ogni limite di decenza che è stato superato. La soglia del ridicolo di flaiana memoria è acqua di rose a confronto.
Subito dopo la narrazione riportata è quella di un povero ragazzo perseguitato e di «onore e rispetto con vecchi valori» attaccati per attaccare il poverello porello figlio orgoglioso del padre che gli ha trasmesso valori e amore – come lui ha dichiarato in varie interviste e post sui social – da «chiacchieroni». Parole che ricordano l’esternazione social dopo che il consiglio comunale di Corleone ha ribadito che lui è persona non gradita.
«Quanti sacrifici di un padre e una madre, la storia di quel bambino senza un’infanzia vissuto in latitanza» prosegue il rapper. C’è bisogno di commentarle queste parole? La rabbia e l’indignazione, l’offesa alla decenza umana, l’insulto e lo sputare sulla memoria delle vittime di Cosa Nostra, supera pure il livello del rivoltante. Quousque tandem abutere patientia nostra? Lui, si ascolta poco dopo, non ha mai avuto pace. Lui? La sua famiglia? Cui prodest? Perché queste vergognose provocazioni (come qualcuno le ha definite)? Sta mandando messaggi e a chi? Cosa vuol trasmettere, quali messaggi filo mafiosi stanno passando con questo video?
Di fronte tutto questo squallido e vergognoso video, queste affermazioni che ci rivoltano lo stomaco e la coscienza la risposta può essere solo questa
https://www.youtube.com/watch?v=lwgZ7ZoWEmY
Sei anni fa ponemmo alcuni interrogativi. Negli anni le domande sono solo aumentate e altre si aggiungono oggi, come già riportato in quest’articolo. Risposte mai nessuna. Torniamo, quindi, oggi a porle, a metterle tutte in fila, a ripeterle in questo nuovo articolo e a ricordare alcune sue esternazioni. A partire dall’asta social del 2019, chiusa pochi minuti prima dell’anniversario della strage di via D’Amelio.
Qualcuno crede che sia stata casualità? Noi no. E ci domandiamo cosa volesse trasmettere, quale messaggio era indicato in quella precisa scelta cronologica. Sei anni fa, meno di mezz’ora prima del minuto esatto in cui esplose l’autobomba in via D’Amelio che assassinò Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina e Vincenzo Fabio Li Muli (li citiamo e ricordiamo tutti, li nominiamo tutti, perché la loro memoria deve essere eterna, la loro memoria va esaltata, non quella di chi fu protagonista di quella stagione criminale), Giuseppe Salvatore Riina detto Salvo concluse un’asta social. In palio c’era una cover per cellulari del suo libro «Riina family», quello in cui esaltava il ricordo del padre, lo decantava e raccontava come porello gli è stato strappato quando era piccolo. Piccino, lui si lamenta che non ha potuto più avere amore, coccole, abbracci, stare insieme al padre. E le vittime che dovrebbero dire? I familiari di chi è stato assassinato dalle mafie che dovrebbero dire? Do you remember Santino Di Matteo? E che Cosa Nostra sparò anche di fronte una donna incinta?
Ad aprile salvo riina ha pubblicato la foto di un quadro del padre annunciando, tra il tripudio e il plauso della memoria del padre tra i commenti, che verrà messo all’asta. Nel post menziona il carcere San Pietro di Reggio Calabria, perché? Quale messaggio intende dare con quella menzione colui che l’anno scorso (tanto per ricordarne una), tornato a Corleone anche se da oltre dieci anni dichiarato persona non gradita dall’Amministrazione Comunale, calpestò la memoria del giudice Cesare Terranova?
Sono almeno sei anni, dal periodo abruzzese cancellato dai suoi profili social (perché?) che oggi è documentato solo dai nostri screenshot, che vediamo un netto aumentare di livello delle esternazioni social di salvo riina. E non ci sembra certamente casuale. Ad ogni post tripudio di commenti esaltanti. E negli anni, tra i “mi piace” e i commenti stessi, ogni tanto son sbucati personaggetti abruzzesi, che lui ha frequentato nell’anno e mezzo qui, che ben conosce chi da cinque anni frequenta queste pagine.
Tra le tante domande, interrogativi mai evasi, che abbiamo posto in questi anni sull’attività social di Riina c’è anche quella sulla possibilità (balenata in alcuni post) che dal libro “Riina family” possa essere tratto un film. Domenica 24 novembre 2024 tra i commenti al post con la foto del libro e la didascalia in francese «Niente è mai finito per sempre» (messaggio rivolto a chi? Per esprimere cosa? E cosa non è finito per sempre?) si legge un commento in cui si torna ad evocarlo. Sei giorni prima, all’indomani delle polemiche per il post nell’anniversario della morte di Tòtò Riina, il terzogenito scrittore celebrante ha pubblicato un video musicale con la didascalia «La lingua più parlata nel mondo è “a VANVERA”».
Che sia una risposta all’indignazione e alla rabbia delle ore precedenti, e che si riferisca a chi non china la testa e non accetta le celebrazioni del defunto boss di Cosa Nostra, è conclusione che appare più che spontanea. Anche questo un comportamento che si ripete negli anni. L’immagine di suo post, che abbiamo riportato in un nostro articolo il 10 ottobre scorso, è di due mani che si stringono e un ramoscello d’ulivo. Chi rappresentano le mani che si stringono e perché si stringono, cosa rappresenta il ramoscello d’ulivo (simbolo universale di Pace tradizionalmente, tra chi e perché?) sono domande che abbiamo aggiunto alle tante che ripetutamente continuiamo a pubblicare e che torniamo a porre anche in quest’articolo.
La casa editrice che stampò “Riina family” è fallita da anni, ora come è possibile che Salvo Riina continua a vendere il libro su Facebook ed Instagram? E come è possibile che venga stampato e distribuito persino all’estero?
Due anni fa comparve sui profili social del rampollo un video che pare il trailer di un film, come abbiamo documentato in alcuni nostri articoli. È così? Dopo il libro avremo anche un film per celebrare Totò ‘U Curtu e la sua famiglia?
L’intensa attività social di Salvo Riina si è improvvisamente interrotta nel dicembre 2019, quando sparì da Casalbordino e da allora non si è mai più visto, e di cui oggi l’unica traccia rimangono i nostri articoli, i nostri screen e quanto precedentemente pubblicato sulle pagine Facebook (profilo non più perché Facebook cancellò al sottoscritto un profilo mentre mai nulla ha compiuto nei confronti dei post di questo soggetto e di pagine e gruppi osannanti mafie e mafiosi) e il profilo Instagram curate dal sottoscritto. Sulla pagina «ufficiale» Facebook e sul profilo Instagram «ufficiale» di Salvo Riina non c’è più nulla, tutto sparito, tutto cancellato, non c’è più traccia. Perse esattamente come la grande attività sociale e benefica sbandierata nel maggio 2019 da lui e dal suo legale. Cosa è successo? Come mai? Perché?
Viste le dichiarazioni sulla stampa e sui social di sei anni fa quale «nuova vita» ha mai proposto Riina jr? Il tenore di vita, compresa la vacanza in un luogo extralusso documentata anni fa sui suoi profili social, appare più che alto. Da quali entrate e quali ricchezze è permesso?
Perché Salvo Riina era tornato a Corleone? E perché, come ha riportato l’Adn Kronos, ora pare si sia trasferito in Spagna? Prima del ritorno a Corleone è vero che un periodo è vissuto in Romania? Perché vi era arrivato e perché poi si è trasferito altrove?
La vicenda di Licata, di cui abbiamo parlato in vari articoli tra cui questo https://wordnews.it/2020/01/17/il-figlio-del-boss-dei-boss-in-abruzzo-e-riina-diventa-un-brand/ di quattro anni fa quali sviluppi ha avuto? E quali conseguenze e attenzioni sul periodo vastese-casalese del rampollo della Riina family?
Mesi in cui Salvo Riina è stato visto varie volte intrattenersi pubblicamente con appartenenti alla famiglia più nota alle cronache, e nella vita di paese, di Casalbordino e larga parte dell’intero Abruzzo come tra le più attive nel narcotraffico e in altri reati. Uno degli esponenti della famiglia De Rosa – legata ed imparentata con altre famiglie come Spinelli, Di Rocco, Ciarelli, Di Silvio, Spada, Casamonica ed altre – varie volte arrestato per spaccio, usura e violenze negli anni, come abbiamo riportato quattro anni fa, è stato attivo sulla bacheca di Salvo Riina. E negli anni ogni tanto sono sbucati tra i commenti e i mi piace autoctoni di questo lembo d’Abruzzo. Quanto assidua la frequentazione di Riina con certi “personaggi” durante il suo soggiorno abruzzese? Quali rapporti sono rimasti?
Visto il tenore di vita che appare dalle foto su Facebook ed Instagram (certamente ben pochi residenti in Romania possono pagarsi una vacanza in luoghi extra lusso a Valencia, in Spagna), il rampollo vorrà magari mai raccontare qualcosa di dove sono finiti e come si potrebbero rintracciare i capitali del padre?
In un nostro articolo del gennaio 2020 pubblicammo la foto, in piena Gomorra style, postata sulla bacheca facebook di Salvo Riina nel periodo casalese in cui campeggiavano la copertina del libro, altri oggetti, un paio di manette e quella che appare una pistola. Era effettivamente una pistola? E, soprattutto, la foto era di repertorio o scattata in quei giorni?
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