L’avv. Paola Cecchi, che assiste la compagna del compianto Andrea Costantini, ha depositato alla Procura di Larino una richiesta di accertamenti ambientali e forensi sul terreno che era di Costantini, nell’ambito dell’inchiesta in corso e dell’incidente probatorio già disposto.
La richiesta, per come viene rappresentata dalla difesa, punta a chiarire in modo tecnico e oggettivo le ragioni della paura, dello stato di ansia e della forte preoccupazione che Costantini avrebbe manifestato in relazione a quel fondo, fino a dichiarare di non volervisi più recare.
L’obiettivo dichiarato è verificare l’eventuale presenza di sostanze tossiche, contaminanti o altri elementi anomali, nella convinzione che solo un’indagine completa e scientifica possa contribuire alla piena ricostruzione dei fatti.
Le “voci” sulla coppia: la difesa contesta ricostruzioni “non aderenti”
Negli ultimi tempi, secondo quanto riferito dall’avvocata, starebbero circolando ricostruzioni ritenute fuorvianti su un presunto rapporto conflittuale tra Costantini e la compagna. La difesa ribadisce che, anche alla luce di quanto emergerebbe dalle dichiarazioni rese dalla psicologa di Costantini, le tensioni nella coppia sarebbero state legate esclusivamente alla vendita del terreno e, al più, a qualche screzio tra suocera e nuora.
Il punto centrale, nella ricostruzione difensiva, è questo: Costantini avrebbe voluto vendere il terreno con estrema urgenza, mentre la compagna, non comprendendo la ragione di quella fretta e del relativo stato d’ansia, avrebbe cercato di posticipare la vendita per evitare una svendita. La difesa sostiene che non vi sarebbero elementi idonei a corroborare insinuazioni attribuite ai familiari.
Telecamere e filmati: “nessun riscontro negli atti” su rimozioni o cancellazioni
Un passaggio riguarda la presunta rimozione di telecamere o la sottrazione e/o cancellazione di filmati di videosorveglianza. La difesa afferma che tali notizie non troverebbero riscontro negli atti d’indagine.
Sempre secondo quanto riportato, dalle annotazioni investigative risulterebbe che i Carabinieri avrebbero accertato soltanto che all’esterno dell’abitazione non risultano installate telecamere, senza mai affermare che vi fossero dispositivi precedentemente presenti e poi rimossi, né che filmati siano stati cancellati o sottratti. In questa cornice, la difesa esclude che esista un accertamento investigativo che supporti l’ipotesi di una rimozione dolosa.
Altro chiarimento messo agli atti, per come viene riferito, riguarda la notizia di un presunto pagamento di un’ultima rata di mutuo: la difesa sostiene che non sarebbe mai stato acceso alcun mutuo per l’acquisto dell’immobile in cui la coppia viveva.
Infine, la difesa contesta come del tutto infondata anche l’affermazione secondo cui la madre impedirebbe i rapporti tra il figlio minore e i nonni paterni. La ricostruzione offerta è opposta: la nonna contatterebbe ripetutamente il minore tramite WhatsApp e il ragazzo, libero di utilizzare il proprio smartphone, sceglierebbe autonomamente di non intrattenere rapporti, senza condizionamenti o forme di plagio.
L’appello: meno suggestioni, più responsabilità
Il senso complessivo dell’intervento difensivo è una richiesta di rigore: evitare la diffusione di notizie non verificate che, secondo la difesa, ledono l’immagine dell’assistita e incidono soprattutto sulla serenità del minore.
In mezzo, resta il dato procedurale: un’istanza depositata in Procura a Larino per portare la questione su un terreno misurabile, quello della prova scientifica, dove le parole pesano meno e parlano i risultati.
La morte di Andrea Costantini
Andrea Costantini, 38 anni, è stato trovato senza vita il 15 settembre 2025 all’interno della cella frigorifera del supermercato dove lavorava a Termoli. Sulla vicenda indaga la Procura della Repubblica di Larino. L’inchiesta è stata seguita con ulteriori accertamenti e con un incidente probatorio già disposto, per verificare in modo tecnico ogni elemento utile alla ricostruzione dei fatti. Per approfondire le cause del decesso, è stata disposta la riesumazione e il 14 gennaio 2026 è stata eseguita l’autopsia a Pescara. Gli esiti definitivi dipendono dagli esami di laboratorio e dal deposito della relazione medico-legale.
Morte di Andrea Costantini, il giudice fissa l’autopsia: “Ora solo fatti, non supposizioni”





