AGGIORNAMENTO 30 GENNAIO ORE 9.30: Quest’articolo è stato redatto e programmato nel pomeriggio di ieri, giovedì 29 gennaio. Questa mattina sono uscite tre notizie di arresti tra Vasto e Monteodorisio, a conferma del quadro da noi delineato in tanti nostri articoli, ultimo appunto questo redatto ieri pomeriggio. A Vasto 26enne arrestata perché trovata in possesso di 100 grammi di cocaina, già nel settembre scorso fu denunciata a piede libero perché trovata in possesso di 60 grammi di cocaina e una settimana prima era stata arrestata la sorella perché trovata con 200 grammi di cocaina. 23enne rintracciato dai Carabinieri a Cupello e arrestato in esecuzione di un provvedimento restrittivo: deve scontare una condanna complessiva di due anni di reclusione per reati che includono spaccio di sostanze stupefacenti, lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale e altre vicende giudiziarie avvenute negli anni scorsi. M.A., residente a Casalbordino, e D.P.C., residente a Monteodorisio, arrestati dopo un tentato furto in un’abitazione di Monteodorisio. Uno degli arrestati, 20 anni, è accusato – come da notizie di stampa locale dei mesi scorsi – di aver incendiato l’auto della prima cittadina di Monteodorisio nel maggio scorso e qualche settimana prima di esser fuggito senza prestare soccorso dopo aver tamponato un’altra auto.
Quattro esercizi commerciali e due auto nel mirino di una banda di ladri in una sola notte. È il bilancio di quanto avvenuto a Vasto e San Salvo prima dell’alba del 27 gennaio.
Tutti gli esercizi commerciali colpiti, due furti andati a segno e due colpi andati a vuoto, sono attivi nello stesso settore: tre sono rivendite di tabacchi, l’altro di sigarette elettroniche. Nell’ultimo mese, a partire dal 18 dicembre scorso, varie sono state le operazioni della Guardia di Finanza contro il contrabbando di sigarette. Quantità ingenti, anche tonnellate, scoperte dalle Fiamme Gialle. Il vecchio business delle mafie sembra essere ancora fiorente, mai uscito dalle scene della malavita italiana. Di fronte il raid a Vasto e San Salvo nel cittadino la domanda può scaturire, perché tre tabaccherie e una rivendita di sigarette nel mirino dei ladri?
Tre gli esercizi commerciali colpiti a Vasto: sulla circonvallazione Histoniense la tabaccheria del distributore Esso e la tabaccheria edicola di proprietà della famiglia Boreave all’altezza del punto della strada in cui diviene viale Perth, la rivendita di sigarette elettroniche Refill nel cuore del centro storico in via XXIV maggio. A San Salvo nel mirino della banda è finito il bar tabacchi Blue Eyes, situato in via Giacomo Puccini.
I furti andati a segno sono stati due, contro la rivendita di tabacchi del distributore Esso e contro Refill a Vasto, il colpo nella tabaccheria edicola della famiglia Boreave e quello nel bar tabacchi Blue Eyes a San Salvo sono andati a vuoto: i ladri hanno divelto le saracinesche ma non sono riusciti ad introdursi all’interno. Nei due esercizi commerciali depredati sono stati rubati stecche di sigarette, denaro in cassa e i dispositivi elettronici comprese le ricariche per le sigarette elettroniche. Negozi svuotati dai ladri e danni ingenti, nell’ordine delle migliaia di euro.
La razzia da parte dei malviventi, secondo quanto emerso dalla ricostruzione dei vari furti, dovrebbe essere iniziata nel cuore del centro storico vastese. Il furto nella rivendita di sigarette elettroniche Refill è avvenuto intorno alle 4.20. Da lì la banda si è spostata sulla circonvallazione Histoniense, colpendo presso la tabaccheria del distributore Esso. Proseguendo sulla circonvallazione, fino al punto in cui la strada è rinominata in viale Perth, la banda ha tentato di colpire la tabaccheria edicola della famiglia Boreave. Probabilmente spaventati dal passaggio di auto, dopo aver divelto la serranda di ingresso i ladri sono fuggiti. La circonvallazione Histoniense- viale Perth si conclude a sud dell’abitato di Vasto incrociando la strada che porta verso Cupello e San Salvo. Qui i ladri hanno tentato di introdursi nel bar tabacchi Blu Eyes, colpo fallito e identica dinamica del furto fallito a Vasto. Un tentato colpo avvenuto intorno alle 5.30 di ieri mattina. Il fortissimo rumore causato dalle spranghe con cui hanno forzato la serranda e poi infranto il vetro della porta di ingresso ha svegliato i residenti che hanno lanciato l’allarme. Quattro banditi a volto coperto, uno di loro armato in quanto impugnava una pistola, sono stati visti dai residenti. Dopo le urla di una persona sono stati visti entrare in un’Audi di colore bianco e scappare in direzione contrada Montalfano di Cupello.
Ai quattro esercizi commerciali finiti nel mirino della banda di malviventi si è aggiunto anche il furto di un’auto di elevato valore e il tentato furto di un’altra. in via Ciccarone, arteria stradale vicina alla circonvallazione Histoniense e nei pressi del centro di Vasto.
Le razzie banditesche dell’inizio di questa settimana sono solo le ultime di una lughissima serie che ha colpito il vastese per tutto il 2025 e prosegue in queste prime settimane del 2026.
Nella notte tra il 19 e il 20 dicembre scorso un precedente furto era avvenuto a Repair Shop a Vasto, secondo in un anno. Nella notte tra il 6 e il 7 gennaio è stata spaccata la vetrina di Menna Store, nel cuore del centro storico di Vasto, il ladro aveva rubato parte della merce esposta.
È passata una settimana dalle scene quasi da far west che hanno segnato la serata sansalvese. Dopo il furto in un’abitazione in via Italica, una traversa di via dello Stadio la banda nella fuga non ha rispettato l’alt dei Carabinieri. Ne è nato un inseguimento per le strade di San Salvo e, usciti dal centro abitato, i malviventi si sono diretti verso la Statale 650 “Trignina”. Nelle vicinanze dello svincolo Montenero di Bisaccia-San Salvo l’Audi nera su cui viaggiava la banda ha colpito altre due auto ferendo tre persone in maniera lieve.
Due settimane fa ladri acrobati hanno messo a segno furti nella stessa notte in via Valloncello a Vasto e via dello Stadio a San Salvo. In quest’ultimo caso i ladri sono stati filmati da telecamere di videosorveglianza privata, nelle immagini sono visibili due persone giunte a bordo di un’Audi nera. Auto segnalata in molti raid avvenuti nell’ultimo anno. Stesso modello ma colore diverso, in quest’ultimo episodio è bianca, dell’auto vista da alcuni residenti durante il tentato colpo al bar tabacchi Blu Eyes a San Salvo.
Negli anni novanta tra le regioni in cui sono arrivati i rifiuti delle mafie c’è stata l’Abruzzo. In quei mesi la relazione conclusiva della Commissione Parlamentare Antimafia accendeva i riflettori anche sull’Abruzzo e su Vasto, meno di cinque anni dopo l’attentato sventato a Giovanni Falcone, in città per un interrogatorio. Attenzione ad un soggetto, scrissero i commissari, venuto dalla Campania: Michele Pasqualone. Dodici anni dopo, tra gambizzazioni, attentati, negozi saltati, auto bruciate, Pasqualone venne arrestato.
Tra l’allerta parlamentare e la prima operazione Histonium silenzio, omertà, complicità, disinteresse. Ci volle una seconda operazione Histonium l’anno dopo perché la rete di Pasqualone si fermasse. In quei mesi alla magistrata che stava indagando, Anna Maria Mantini, fu assegnata la scorta e la massima allerta di sicurezza possibile. Ma non bastò. E fu trasferita a Pescara. Dopo Pasqualone venne la famiglia Cozzolino. E poi altri ancora.
L’Operazione Tramonto, che coinvolse altre cinque regioni oltre l’Abruzzo (e segnatamente il vastese), scattò all’alba dell’11 gennaio 2012. Un mese prima, di fronte ad un nuovo ampio fronte di fuoco esploso nel vastese, si chiese per la seconda volta (la prima fu dicembre 2010) se sarebbe mai arrivata (o meglio, quando sarebbe arrivata) una “histonium 3”.
L’Operazione Tramonto e la rete dei Cozzolino fu la risposta. Gli anni passano e le cronache ci hanno raccontato di nuove maxi operazione, dell’arrivo delle mafie foggiane, del traffico di droga da Albania e Puglia al vastese, dei traffici di rifiuti (l’inchiesta della DDA di Campobasso è la seconda in pochi anni), negli stessi anni ci furono le prime maxi operazioni contro le mafie nigeriane (e quanto lo sfruttamento della tratta sia diffuso è sotto gli occhi di tutti) tra i cognomi del ventre oscuro autoctono che egemonizzano narcotraffico, usura, violenza, estorsione, racket delle case popolari, compare Casamonica (segno di un ritorno in Abruzzo?).
Di Histonium 1 e 2 e Pasqualone non si può parlare, ancora oggi appare tabù o quasi, Cozzolino non lo ricorda più nessuno (o almeno si fa finta). Cosa è accaduto nel vuoto lasciato da Michele Pasqualone e Lorenzo Cozzolino?
In tutto questo il vastese è tornato vittima di rapine e furti.
Banditi intercettati dai Carabinieri sulla Statale 709-Tangenziale di Termoli. I malviventi con un carro attrezzi rubato avevano poco prima messo a segno il furto di una mini car e di una moto d’acqua in una concessionaria di Vasto. Rivenuti nelle campagne di Guglionesi, nascosti nella vegetazione, due trattori non ancora immatricolati. Valore complessivo dei mezzi 200.000 euro circa, erano stati rubati nel piazzale di una concessionaria a Cupello. Sono due delle notizie dell’ottobre scorso.
Una lunga scia che prosegue da anni e che giunge, come ampiamente documentato negli anni, in provincia di Foggia. Lì si stavano recando i banditi fermati in Molise?
Sono le stesse rotte, o comunque limitrofe, di traffici di droga dai Balcani (Albania soprattutto) e del riciclaggio di capitali reinvestiti in tante attività economiche (a Vasto e San Salvo negli anni delle maxi operazioni contro la camorra, la mafia albanese e le mafie pugliesi numeroso è l’elenco di attività economiche sequestrate) sgominati negli anni. Sono sempre le stesse? Sono collegate? Chi sale per rubare, depredare e “cannibalizzare” auto è coinvolto anche in altri traffici? Le basi di questi tentacoli vecchi e nuovi della malavita che colpisce nel vastese sono sempre quelle?
Per mesi e mesi Casalbordino è stato tra i comuni più colpiti. A Vasto, sempre ad ottobre, è stata rubata un’auto. Il segnale GPS ha indicato come punto di approdo della Hyundai Tucson rubata la provincia di Foggia. Territorio in cui, come documentato e denunciato da svariate inchieste, è enorme il numero di automobili rubate che vengono fatte arrivare provenendo da vari territori abruzzesi e molisani e “cannibalizzate”. La “cannibalizzazione” consiste nello smontare pezzi delle auto per poi rivenderle su mercati illeciti.
L’ultima operazione contro il furto e la “cannibalizzazione” di auto è dell’agosto scorso: undici arresti (quattro ai domiciliari) e venti indagati. Indagini condotte dalla procura di Foggia, provvedimenti eseguiti dai carabinieri di Termoli e San Severo. La maxi operazione ha sgominato una banda che agiva in cinque regioni: Abruzzo, Marche, Molise, Puglia e Campania.
Un laboratorio della droga ad Aprilia con stupefacenti che giungevano nei locali e nelle piazze di spaccio del teramano, di Chieti e di Lanciano. Un massiccio hub del narcotraffico che allungava i suoi tentacoli su almeno due regioni. Undici arresti, due nuclei albanesi attivi sul territorio. Lazio, Puglia, Albania. Sono alcune delle rotte del narcotraffico più documentate negli anni nelle operazioni, molte antimafia, delle forze dell’ordine.
Fiumi di droga e di denaro, riciclaggio nell’economia “legale” e affari sporchi che si mischiano. La malavita organizzata, le relazioni semestrali della Direzione Investigativa Antimafia lo documentano costantemente, continua a fare salti di qualità. Se trent’anni fa in Puglia si parlava di Sacra Corona Unita, considerata la quarta mafia dopo Cosa Nostra, Camorra e ‘Ndrangheta, da tanti anni è accertata la “Società foggiana”. Nomen omen, indicazione ben precisa. Spaccio, flussi di denaro, sono affari sporchi e allo stesso tempo sono segni di presenze predominanti, egemoni, leve del controllo del territorio. Dividersi le piazze di spaccio, agire nell’economia locale, non è solo una banale commissione di reati organizzativi. È dominio del territorio, è espressione di un potere.





