Il 13 febbraio 2025, la Commissione parlamentare d’inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori ha ascoltato in audizione Cinzia Valenzi, ex compagna di banco e amica intima di Mirella Gregori, testimone privilegiata degli ultimi mesi prima della scomparsa della quindicenne romana.
Nel corso dell’audizione, Valenzi ha ribadito che Mirella Gregori era una ragazza semplice, “la purezza fatta persona”, cresciuta in un ambiente familiare onesto e protettivo. Tuttavia, alcuni elementi emersi nel resoconto lasciano spazio a interrogativi ancora irrisolti, a partire dalla frequentazione occasionale di ambienti che, secondo Valenzi, non trasmettevano fiducia, come il bar gestito dalla famiglia di Sonia De Vito, citata più volte nel corso dell’audizione.
In particolare, Valenzi ha affermato: “Non mi piaceva quell’ambiente, lo dissi anche all’Interpol”, facendo riferimento proprio al bar sotto casa di Mirella Gregori, che considerava poco adatto a una ragazza come lei. Secondo la testimone, quel bar poteva essere frequentato da “brutti ceffi”, un’espressione che ha colpito i commissari e riaperto la riflessione su una possibile pista criminale legata a dinamiche esterne al contesto familiare.
Altro passaggio significativo è quello riguardante le ipotesi sulla scomparsa di Mirella Gregori: Cinzia Valenzi ha parlato chiaramente di due possibilità. La prima, legata alla tratta delle bianche, fenomeno di cui si parlava all’epoca con crescente preoccupazione. La seconda, altrettanto inquietante, è una vendetta legata a richieste di pizzo rifiutate al bar di famiglia: “Magari il padre non ha voluto pagare, e per vendetta hanno preso Mirella”.
Rilevante anche la valutazione sul possibile legame tra i casi Orlandi e Gregori: “Per me c’è una matrice comune. Due ragazze della stessa età, scomparse a poca distanza di tempo. Troppo simile per essere un caso”.
Tra i dettagli riportati, colpisce la testimonianza secondo cui Mirella Gregori fu vista entrare nel bagno del bar con Sonia De Vito il giorno della scomparsa, rimanendovi circa 15 minuti: un episodio che Valenzi definisce “sempre sospetto” e mai chiarito.
Non sono mancati momenti emotivamente forti: la testimone ha espresso dolore nel vedere messa in dubbio la reputazione dell’amica, sottolineando quanto fosse una ragazza “pulita, seria, affidabile”. Ma ha anche ammesso di essersi sentita seguita, pochi mesi dopo la scomparsa di Mirella, tanto da rifugiarsi in un negozio per paura.
Infine, la Commissione ha sollevato il dubbio sulla tessera di una discoteca rinvenuta tra gli effetti personali di Mirella, ma Cinzia Valenzi ha escluso che l’amica potesse averla mai frequentata: “A quell’età, con i genitori che aveva, era impossibile”.




