In un momento storico caratterizzato da grandi cambiamenti socio-economici fortemente condizionati da tecnologie rivoluzionarie, prospetticamente irrinunciabili, e da nuovi modelli generati dalle intelligenze artificiali (IA), che esaltano il valore della raccolta e dell’utilizzo dei dati per ottimizzare l’automazione e l’efficienza dei processi, diventa fondamentale interrogarsi sui connessi effetti culturali, sociali, politici.
L’uso crescente di strumenti di IA generative nel produrre radicali trasformazioni impone cambi di prospettive e nuove domande su ciò che vuol considerare autentico, creativo, legale e, prioritariamente, umano.
L’impatto delle nuove tecnologie basate sull’apprendimento automatico (machine learning) induce esperti ed esperte a riflettere – anche a lume della teoria delle graffette teorizzata dal filosofo svedese Nick Bostrom direttore del Future of Humanity Institute presso l’Università di Oxford (il centro di ricerca dal quale è partito il primo appello sui possibili rischi delle IA) – sulle conseguenze in materia di diritti, aumento di pregiudizi e stereotipi di genere, diffusione di fake news, minacce alla protezione dei dati e della privacy.
Il tema delle implicazioni, di interesse non solo accademico, impone assunzioni di responsabilità da parte dei governi (le cui azioni concrete per identificare le priorità nella ricerca e nella comunicazione, ma anche l’individuazione di best practices capaci di generare rapidamente effetti positivi, nel panorama del dibattito pubblico sono, nella valutazione dei massimi esperti, al momento insufficienti) nella valorizzazione della ricerca e nell’adozione delle opportune e necessarie misure di diritto internazionale nel rispetto dello Statuto delle Nazioni Unite, della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani nonché delle risoluzioni in materia di innovazione tecnologica e sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals (SDGs) che potrebbero essere compromessi nel caso di progettazione, sviluppo, implementazione e utilizzo improprio o malevolo dei sistemi. (cfr: https://docs.un.org/en/A/78/L.49)
Tra gli interventi che, auspico, possano trovare attenzione da parte del governo insisto (*in nota alcuni miei articoli) nel ribadire l’importanza di investimenti in progetti nella ricerca nei settori della ricerca pubblici valorizzabili ai fini della riduzione del gap culturale tra aree geografiche o settori (che oggi caratterizza le disuguaglianze regionali) in azienda e negli uffici della pubblica amministrazione, l’ottimizzazione dell’ accesso ai servizi informatizzati da parte dei cittadini nonché investimenti che consentano l’ampliamento delle professionalità nei settori delle tecnologie innovative nella gestione dei dati, della cybersecurity e nella formazione di competenze specialistiche (hard skill) che riportano direttamente alle specializzazioni di tipo STEM (specializzazioni che, com’è noto, non sono adeguatamente incentivate per assicurare la partecipazione femminile. I numeri dei laureati sono ancora troppo elevati nella componente maschile ed è ormai riconosciuto quanto possa incidere favorevolmente una maggiore presenza femminile in termini di competitività, di qualificazione della forza lavoro, di arricchimento per contributi innovativi fin dalle fasi di progettazione nelle applicazioni altamente tecnologiche, di soluzione di problemi complessi.
Il ricorso a professionisti con una qualificazione avanzata in campo matematico, fisico, ingegneristico e filosofico diventa cruciale per comprendere appieno la portata delle innovazioni tecnologiche e per contribuire alla loro diffusione in ragione delle reali esigenze di sviluppo del paese e dei principi ineludibili di accessibilità a tutti.
E’ in tale ottica che dall’8 al 10 maggio 2025 oltre 180 studiosi e studiose provenienti da tutto il mondo si riuniranno sull’isola di San Servolo a Venezia per la conferenza Ethics and Aesthetics of Artificial Images (EA-AI 2025), organizzata dall’Università Iuav di Venezia in collaborazione con la Venice International University.
Durante le tre giornate, esperti ed esperte di fama internazionale cercheranno di confrontarsi su tali domande e sulle loro implicazioni filosofiche, culturali, politiche ed etiche. Tra i keynote speaker, nomi quali Lev Manovich (New York University), tra i maggiori teorici dei nuovi media; Joanna Zylinska (King’s College London), pioniera del rapporto tra intelligenza artificiale e arte; Neil Leach (Harvard University), tra i massimi studiosi dei rapporti tra IA e progettazione architettonica; Matteo Pasquinelli (Università Ca’ Foscari), Antonio Somaini (Université Sorbonne Nouvelle), Neta Alexander (Yale University), Francesco D’Isa.
Oltre 140 interventi affronteranno questioni legate alla natura dei contenuti e delle immagini generate dall’AI, il modo in cui esse trasformano il concetto tradizionale di autore e di creatività, il loro impatto epistemologico, percettivo e conoscitivo, nonché le conseguenze sociali e legali della loro diffusione. Inoltre si indagheranno i mutamenti nel campo dell’arte, del design e dell’architettura, ma soprattutto le implicazioni politiche, culturali ed etiche di queste tecnologie.
L’ampiezza disciplinare di questo convegno mira, infatti, a mettere in dialogo ambiti differenti su un fenomeno tecnologico che investe tanto gli aspetti sociali quanto quelli culturali e artistici. In un contesto segnato dalla rapida evoluzione degli strumenti generativi, interrogarsi da diverse prospettive sullo statuto, il valore e le implicazioni dei contenuti e delle immagini prodotte artificialmente diventa una necessità urgente.
L’evento, cui parteciperò, è aperto al pubblico e il programma è disponibile a questa pagina: ai-venice2025.com
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Innovazione ed etica nel cuore della rivoluzione digitale https://www.youtube.com/watch?v=KwGz2CFw5T8
Big Data e IA le sfide del Fisco nella lotta all’evasione (Rivista della Guardia di Finanza n. 2/2024)




