Una scatola di fotografie può diventare un portale. Basta aprirla, e il passato irrompe nella stanza come un vento caldo, portando profumi dimenticati, voci lontane, frammenti di vite che continuano a battere sotto la pelle. È ciò che accade in “L’Album delle Foto” di Antonietta Meringola, pubblicato da Apollo Edizioni, un romanzo autobiografico che scorre lieve e tagliente, come un ruscello che attraversa un territorio interiore fatto di perdita, gratitudine e riscoperta.
Un libro breve, 98 pagine, ma capace di lasciarti addosso una scia lunga, perché quello che racconta riguarda tutti noi: la memoria, le radici, i silenzi che pesano, le parole che non si sono mai dette abbastanza.
Un romanzo che nasce da un gesto semplice e si apre come una rivelazione
Il racconto parte da una scena intima: una figlia e una madre davanti a un vecchio album di fotografie. Un gesto quotidiano, quasi casuale, che però apre una crepa nel presente e libera un flusso di ricordi. È in quella fessura che si infila la narrazione, costruendo un ponte tra ciò che è stato e ciò che continua ad essere, tra l’infanzia vissuta in una Calabria rude e luminosa e l’età adulta che tenta di cucire ciò che il tempo ha strappato.
Le immagini ingiallite diventano specchi emotivi: parlano di campi assolati, di mani che lavorano senza tregua, di sorrisi che resistono, di quella dignità antica delle famiglie italiane di un tempo. Ma soprattutto riportano alla luce la ferita centrale della storia familiare: la morte del padre nel 1984, una delle tante tragedie che si inseriscono nel grande dolore collettivo delle morti bianche.
Meringola non racconta questo lutto come un semplice episodio biografico, ma come un nodo storico e sociale che attraversa l’Italia operaia. Lo fa con una voce limpida, composta, mai retorica. E questo rende il racconto ancora più potente.
Il valore della memoria: un viaggio che cura e illumina
In queste pagine la memoria non è un rifugio nostalgico, ma un luogo in cui tornare per capire. È un viaggio interiore necessario, quasi obbligato, che permette all’autrice — e al lettore — di intravedere una continuità affettiva che non si spezza, anche quando la vita colpisce duro.
La relazione tra madre e figlia diventa il filo rosso della narrazione: due donne che, guardando quelle foto, toccano l’assenza e la presenza, il dolore e la bellezza, la perdita e l’eredità. È un dialogo muto, fatto di gesti lenti e ricordi che tremano appena, dove si riconosce la forza di tante donne italiane, custodi di case, di storie, di un amore silenzioso ma instancabile.
Dare voce a chi non ce l’ha più
Il romanzo mostra come il gesto del ricordare sia, in fondo, un atto politico: preservare la vita di chi non può più raccontarsi, ridare dignità e nome a chi è stato inghiottito dal lavoro, dalla fatica, dalla sorte. Meringola riesce a restituire colori e respiro anche alle ombre più scure.
E lascia una frase che vibra come una dichiarazione d’amore al passato:
«Giallo come la luce dell’infanzia, verde come l’eredità dei sorrisi, rosso come l’amore che resta, blu come la memoria che resiste al tempo, nero come il dolore che segna ma non spegne la vita».
Un libro che parla a chiunque abbia una ferita, un ricordo, una storia da custodire
“L’Album delle Foto” non è solo la storia di una famiglia: è una lente per osservare il Paese, il lavoro, la memoria collettiva, le radici che ci tengono in piedi. È il romanzo che ti ricorda che nessuna vita è davvero perduta finché qualcuno la custodisce.
Un’opera intima, sincera, necessaria.
Scheda del libro
-
Titolo: L’Album delle Foto
-
Autrice: Antonietta Meringola
-
Casa Editrice: Apollo Edizioni
-
Collana: Romanzi di vita
-
Genere: Narrativa autobiografica
-
Pagine: 98
-
Prezzo: 8,00 €
-
ISBN: 979-1254810552
Dove acquistarlo
-
Facebook: https://www.facebook.com/EdizioniApollo
-
Sito ufficiale: https://www.apolloedizioni.it/negozio/LAlbum-delle-foto-p790688304





