Andrea Rat, giudice che ha fatto parte del collegio del maxiprocesso di ‘ndrangheta Aemilia in primo grado e nel processo Edilpiovra, è stato vittima di un atto intimidatorio nei giorni scorsi: mentre era assente da casa qualcuno si è introdotto nel giardino e ha lasciato un grande disegno nero, che rappresenta una croce, sul vetro di una porta finestra al piano terra. Rat ha sporto denuncia e le telecamere di videosorveglianza dell’abitazione e della zona sono al vaglio degli inquirenti. A indagare sono carabinieri e Procura.
Durante un incontro pubblico in aprile, nel teatro di Brescello, davanti agli studenti, aveva raccontato:
“Durante ’Aemilia’ ricordo lo sguardo terribile di un imputato, ma lo abbassò lui. Sono pericolosi anche altri criminali, cani sciolti fuori controllo. Ma il magistrato non può permettersi di avere paura, neppure in un processo ’normale’, altrimenti sei ricattabile: siamo chiamati a ripristinare la legalità”.
E aveva detto di aver ricevuto minacce “in altri processi, non in Aemilia“. Una sua dichiarazione, a seguito di quest’ultimo atto intimidatorio rilasciata al Resto del Carlino, è stata:
“Mi sento assolutamente tranquillo e sereno. Mi dispiace semmai per la cerchia delle persone che mi stanno vicino. Ma i miei sentimenti e il mio atteggiamento non cambiano: non ho paura”.
In passato, sempre nell’ambito del processo AEmilia, il giudice aveva una protezione durata per circa due anni, a partire dalla stesura della sentenza nel 2018 fino ad inizio 2020. Successivamente il dispositivo fu tolto. Ma a seguito di questa intimidazione è stata riattivata una vigilanza attiva rafforzata che prevede, ad esempio, il monitoraggio degli spostamenti per gli eventi pubblici.





