Fin dagli anni Sessanta alcuni miliardari statunitensi «si recavano in Portogallo, con la connivenza dei membri di spicco della Casa Pia, e facevano di questi bambini ciò che volevano». È la denuncia della giornalista Felícia Cabrita in un documentario uscito anni fa su Netflix sulla scomparsa di Madeleine McCann, bambina inglese di 3 anni scomparsa in Portogallo il 3 maggio 2007, scomparsa su cui incombe il possibile rapimento da reti di trafficanti pedofili.
La visione di quel documentario ha portato ad una denuncia negli Stati Uniti su un sistema di abusi pedofili compiuti da potenti e ricchi statunitensi in Portogallo. In uno degli episodi della serie su Netflix giornalisti portoghesi hanno ricordato lo scandalo su abusi in un orfanotrofio nello Stato europeo. Uno di questi orfanotrofi era Casa Pia, milionari statunitensi volavano in Portogallo con jet privati per abusare sessualmente dei bambini che vi si trovavano. Anche il “Lolita Express”, l’aereo al servizio del sistema Epstein negli anni ha effettuato voli verso il Portogallo, tra le mete c’è l’isola di Santa Maria, nelle Azzorre.
Un possibile coinvolgimento di orfanotrofi nel giro pedofilo di Epstein ha portato ad una forte mobilitazione, di magistrati e anche di parlamentari, in Turchia. «I magistrati turchi hanno avviato un’approfondita analisi di decine di migliaia di documenti emersi dai file del finanziere pedofilo Jeffrey Epstein, con l’obiettivo di verificare l’esistenza di un possibile traffico di minori dalla Turchia verso circuiti internazionali. Le indagini preliminari sono partite ad Ankara e coinvolgono materiale rilasciato dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, relativo a dossier risalenti anche al 2008» si legge in un articolo di Il Dubbio del 5 febbraio. «Con il sostegno del Parlamento, i magistrati stanno ora passando al vaglio il materiale per ricostruire eventuali reti di reclutamento, trasferimento e sfruttamento. Secondo quanto emerso, alle indagini preliminari potrebbe presto affiancarsi anche una commissione parlamentare d’inchiesta, con un mandato più ampio rispetto a quello giudiziario» riporta il quotidiano.
«A rendere particolarmente allarmante il quadro sono i dati ufficiali dell’Istituto nazionale di statistica turco, il Turkish Statistical Institute (TÜİK), secondo cui tra il 2008 e il 2016 risultano scomparsi oltre 104.500 minori. Numeri che, pur non essendo automaticamente collegati al caso Epstein, impongono – secondo i promotori dell’iniziativa – verifiche rigorose su possibili collegamenti con traffici internazionali» sottolinea Il Dubbio.
«Bisogna capire se siano stati coinvolti politici, funzionari o rappresentanti delle istituzioni – ha affermato Dogan Bekin, parlamentare del partito conservatore Refah Partisi, una denuncia riportata nell’articolo del quotidiano – e risalire al ruolo di orfanotrofi e centri di accoglienza, per verificare eventuali falle nei sistemi di tutela».
«L’inchiesta turca si inserisce in un contesto internazionale ancora fortemente segnato dalle ombre sul sistema di protezione che avrebbe consentito a Epstein di operare per anni. Ankara punta ora a chiarire se e in che misura il Paese possa essere stato coinvolto come area di origine delle vittime, aprendo un fronte investigativo che potrebbe avere rilevanti implicazioni politiche e giudiziarie, anche sul piano della cooperazione internazionale» si conclude l’articolo pubblicato il 5 febbraio sul sito di Il Dubbio.
Non sono paragonabili ai numeri emersi in Turchia in soli otto anni ma aumenta il numero di minori scomparsi anche in Italia: l’ultimo rapporto del commissario straordinario di governo per le persone scomparse registra in ogni regione un aumento enorme. Ma il tema nel fu BelPaese non sembra interessare nessuno, neanche in una regione come l’Abruzzo, piccola come una parte di Roma ma in cui sono decine le inchieste su pedofilia, pedopornografia anche all’interno di reti nazionali, abusi e sono quasi mille i minori scomparsi in poco più di cinquant’anni. E la media mensile è aumentata di 5 nei primi quattro mesi del 2025.
Il dato, aggiornato all’aprile scorso, è stato diffuso dalla stessa Penelope Abruzzo l’anno scorso: 946 erano i minori scomparsi e mai ritrovati al 31 dicembre dell’anno scorso, nei primi mesi del 2025 sono scomparsi un numero di oltre un terzo portando il totale a 1170. Sono quasi ventitre minori all’anno, quasi due al mese, una media aumentata di quasi 5 punti in 8 mesi. Dati rilevati a fine agosto quando mancavano quattro mesi (un terzo) alla fine dell’anno.
«Alcuni arrivano per ricongiungersi ai parenti, ma molti altri finiscono nelle reti della criminalità, fatte di prostituzione, pedofilia, commercio di organi e tratta dei bambini». È la denuncia – da noi citata in vari articoli – nel 2017 in un convegno dell’avv. Federica Benguardato, vicepresidente di Penelope Abruzzo, la sezione regionale dell’associazione a sostegno dei familiari di persone scomparse fondata da Gildo Claps, il fratello di Elisa, trovata morta dopo diciassette anni nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità a Potenza.





