Agnone non è solo una città: è un respiro antico. Un colpo di tamburo che arriva da lontano, un battito di campane che si mescola al vento di dicembre. E quando torna il FireFolk Festival, Agnone si riaccende. Si illumina di un fuoco che non scalda soltanto l’aria gelida dell’Alto Molise, ma anche la memoria collettiva, il senso profondo di appartenenza a una storia che non vuole smettere di camminare.
Domenica 7 dicembre, alle 21.00, il Teatro Italo Argentino – sala “Paola Cerimele” diventa la casa di questo rito contemporaneo: una terza edizione che profuma di radici, di passi consumati dalla danza, di suoni che rotolano giù dai monti per farsi festa, incontro, comunità.
Nel cuore della città proclamata Città del Folklore 2025, il FireFolk non è un semplice evento: è un ritorno. Una conferma. Un “ci siamo ancora”.
Un palco, tre identità, un solo respiro popolare
La scena accoglierà tre gruppi che portano con sé storie, accenti, ritmi e culture diverse, unite dalla stessa fiamma: quella del folklore autentico, vissuto, suonato e sudato.
“Pizzeche e Muzzeche” – Vieste
Arrivano dal Gargano come un vento salmastro, con quella forza arcaica che la Puglia sa liberare quando i tamburelli cominciano a vibrare. Le loro danze sono vortici, lampi, un richiamo alla terra che non si dimentica.
“Valle di Comino” – Atina
Sono i custodi delle melodie che attraversano la Ciociaria come un fiume antico. Portano sul palco il sapore delle zampogne, delle voci che si intrecciano, della tradizione che non si limita a sopravvivere: si rinnova, si rigenera, si offre al presente.
“I Dragoni del Molise” – Agnone
I padroni di casa. Ambasciatori di un territorio che ha fatto del fuoco, delle danze e delle comunità il proprio codice genetico. Tornano con l’entusiasmo che li contraddistingue, con la fierezza di chi sa di rappresentare un patrimonio che non può andare perduto.
Un viaggio che unisce regioni e generazioni
Il FireFolk Festival è la risposta più poetica a un mondo che corre troppo veloce: è il tempo che si ferma, la voce della tradizione che torna a parlare. Qui, musica e danza non sono un esercizio estetico: sono un atto d’amore. Una dichiarazione di identità, di continuità, di memoria viva che ancora si muove tra le strade di Agnone e oltre.
È uno spettacolo che diventa rito, rito che diventa comunità.
L’anteprima che accende il rito: FENIX e il fuoco di Caronte
Prima che le note invadano il teatro, alle 20.30, sarà il fuoco a prendere parola.
L’artista FENIX presenterà CARONTE, una performance che vibra tra luce e ombra, un preludio suggestivo che accompagna il pubblico dentro l’atmosfera simbolica del festival. Fuori dal teatro, il fuoco non sarà solo spettacolo: sarà guida, soglia, promessa di ciò che accadrà dentro.
Agnone, ancora una volta, capitale del sentire popolare
In un dicembre che sa di attese e di tradizioni, il FireFolk Festival 2025 diventa un appuntamento imprescindibile. Non solo un evento culturale, ma un’espressione autentica del patrimonio folk locale e interregionale, capace di unire territori, racconti e comunità.
Un festival che non si limita a intrattenere: custodisce, valorizza, tramanda.
E soprattutto ricorda che la musica popolare non è un reperto, ma una scintilla viva.
Una fiamma che Agnone, ogni anno, difende e rilancia.




