C’è una Calabria che non si rassegna, che non abbassa la testa, che risponde con la cultura. A Vibo Valentia, dal 12 al 16 gennaio 2026, torna il Festival delle Arti, giunto alla sua VI edizione, con un tema che è una dichiarazione di intenti e una chiamata alle armi dell’anima: “Λόγος: Comunicazione è Libertà”.
Non uno slogan, ma una visione. Perché comunicare significa scegliere da che parte stare. E la libertà, oggi più che mai, non è mai neutra.
Il cuore pulsante dell’evento sarà l’I.I.S. Morelli-Colao di Vibo Valentia, con il coinvolgimento del Liceo Classico Michele Morelli e del Liceo Artistico D. Colao, in un dialogo continuo tra arte visiva, parola, musica, memoria e attualità.
Lunedì 12 gennaio: l’inaugurazione e il ricordo di Lea Garofalo
L’apertura ufficiale del Festival è fissata per lunedì 12 gennaio, al Pala Morelli Auditorium, con la partecipazione delle autorità istituzionali, del Comune di Vibo Valentia, del Conservatorio Musicale F. Torrefranca e dell’Ufficio Scolastico Regionale.
Alle ore 10:00 l’Opening Talk dal titolo
“Comunicazione è Libertà: ieri, oggi e domani”, con Josephine Alessio di Rai News, in un dialogo coordinato dal dirigente scolastico Raffaele Suppa e da Tonino Fortuna.
Alle ore 11:15, uno dei momenti più intensi e simbolici:
“In ricordo di Lea”, con Marisa Garofalo e Paolo De Chiara, autore del libro “Una fimmina calabrese”. Un incontro che non è solo memoria, ma atto politico, gesto educativo, ferita che continua a parlare. A dialogare con loro ancora Raffaele Suppa e M. Concetta Preta.
Lea non è passato. Lea è una domanda aperta rivolta all’Italia di oggi.

Performance, pittura, musica: il linguaggio che rompe il silenzio
Il Festival entra poi nel vivo anche all’Aula Magna “C. Diano”:
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Ore 10:15 – Talk giornalistico con Marcello Barillà, giornalista e musicista, con M. Concetta Preta e Titti Rando
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Ore 11:30 – Vincenzo Pata presenta “Invitti”, coordinato da Anna Melecrinis
Al Liceo Artistico Colao:
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Ore 10:00 – La pittura di Vincenzo Lavia, coordinamento di Agostino Caracciolo
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Ore 12:00 – Francesco Villari con “…perché è Rock! Dalla musica afroamericana ai giorni nostri”, in dialogo con Rosa Maria Daria Russo
Qui l’arte non decora: disturba, interroga, sveglia. È parola che graffia, suono che non consola, colore che non chiede permesso.
Comunicazione è libertà: una sfida culturale e politica
Il tema scelto per questa edizione, Λόγος, va dritto al cuore della crisi contemporanea:
chi controlla la comunicazione, controlla la realtà.
E se la comunicazione è piegata alla propaganda, allora la libertà diventa un’ombra.
Per questo il Festival delle Arti di Vibo Valentia non è una semplice rassegna scolastica, ma un laboratorio civile, un punto di frizione tra giovani, istituzioni, artisti, giornalisti, testimoni di giustizia. È un luogo dove la parola non viene anestetizzata, ma riportata al suo peso specifico.
Una scuola che diventa spazio pubblico di democrazia
Il lavoro del dirigente scolastico Raffaele Suppa, insieme al team organizzativo e alla Commissione Eventi guidata da M. Concetta Preta, dimostra che la scuola può ancora essere avanguardia culturale, non semplice contenitore di programmi, ma spazio vivo di confronto, conflitto, crescita.
Il Festival coinvolge studenti, docenti, artisti, musicisti, scrittori, giornalisti. È un gesto collettivo che dice chiaramente una cosa: la cultura non è un lusso, è un presidio di libertà.
Un appuntamento che parla a tutta la Calabria (e non solo)
Dal 12 al 16 gennaio 2026, Vibo Valentia diventa crocevia di linguaggi, esperienze, visioni. Un sud che non chiede permesso, che non si giustifica, che si racconta con dignità e forza.
Il VI Festival delle Arti non celebra la bellezza come evasione, ma come atto di resistenza. E in un tempo in cui il rumore soffoca il senso, scegliere il λόγος è un atto rivoluzionario.






