Il Civicus Monitor dall’anno 2017 monitora lo stato della libertà di associazione, di riunione pacifica e di espressione in 198 paesi e territori.
Nel periodo coperto da questo rapporto – dal 1° novembre 2024 al 31 ottobre 2025 – il Civicus Monitor è stato in grado di identificare 3.120 violazioni della libertà civica.
Il rapporto annuale, “People Power Under Attack”, valuta lo stato delle condizioni dello spazio civico sulla base di dati raccolti durante l’anno da organizzazioni della società civile attive nei singoli paesi, team di ricerca regionali, indici internazionali sui diritti umani ed esperti interni del Civicus Monitor. I dati provenienti da queste quattro fonti separate vengono poi combinati per assegnare a ciascun paese e territorio una valutazione: aperto , ristretto , ostruito , represso o chiuso . Nell’edizione 2025 figurano nuove valutazioni dello spazio civico e analizziamo le tendenze a livello regionale e globale.
Lo spazio civico è definito come il rispetto, nella legge e nella pratica, delle libertà di associazione, di riunione pacifica e di espressione. In ciascuna delle tre libertà fondamentali è insita la consapevolezza che uno Stato ha il dovere di proteggere la società civile e deve andare oltre la semplice astensione dall’interferire nel godimento dei diritti dei cittadini.
Poiché lo spazio civico è influenzato da complessi processi economici, sociali e politici, il Civicus Monitor attinge a una serie di dati quantitativi e qualitativi per le sue analisi e valutazioni : al fine di evitare gli errori di campionamento e le distorsioni dei dati viene evitato un eccessivo affidamento su un particolare set di dati.
Ne deriva una valutazione che nel rapporto 2025 conferma il deterioramento strutturale delle libertà democratiche e colloca il nostro Paese tra quelli in cui lo spazio civico è sottoposto a restrizioni significative, allo stesso livello dell’Ungheria di Orban.
Il Civicus Monitor utilizza una metodologia basata sulla raccolta e l’analisi di dati provenienti da fonti multiple, incluse organizzazioni della società civile, osservatori sui diritti umani, piattaforme di monitoraggio indipendenti e analisi giuridiche, valutando il rispetto delle libertà di espressione, manifestazione e associazione. Il rating “ostruito” indica che tali libertà sono soggette a violazioni ricorrenti, intimidazioni, limitazioni arbitrarie e uso distorto degli strumenti normativi.
Mentre cresce l’impegno della società civile per la tutela dei diritti fondamentali, i decisori italiani chiudono ogni spazio di dialogo democratico, mostrando disinteresse per il confronto e una crescente propensione a silenziare voci critiche. In Italia, il deterioramento dello spazio civico è stato accelerato dall’approvazione del Decreto Sicurezza, che introduce pene più severe e strumenti repressivi nei confronti del dissenso pacifico e in generale sull’esercizio della libertà di riunione e associazione pacifiche, in violazione dei principi di legalità, uguaglianza e non discriminazione.
A questo si aggiunge l’impiego dello spyware Graphite, prodotto da Paragon Solutions, utilizzato per attività di sorveglianza illegale nei confronti di giornalisti e attivisti, dimostrando una crescente compromissione del diritto alla critica e alla libera informazione.
Tutto questo si inserisce in un quadro generale di criminalizzazione della protesta che ha colpito principalmente l’attivismo climatico e ambientale, le ONG impegnate nel soccorso in mare delle persone migranti e attivisti dei movimenti in difesa del popolo palestinese.
Un quadro in cui sono messi in discussione la libertà di stampa e l’autonomia della magistratura con i giornalisti che subiscono azioni temerarie e processi per il loro lavoro, mentre esponenti governativi sono protagonisti di vere e proprie campagne diffamatorie contro la magistratura, accusando i giudici di parzialità politica e di collusione con le organizzazioni non governative.
Non si tratta di un caso isolato. Anche Francia e Germania sono state declassate, segno di un arretramento generalizzato dello spazio civico in Europa. L’intensificazione del clima di guerra e la crescente militarizzazione delle politiche pubbliche stanno restringendo progressivamente gli spazi democratici, con i cittadini sempre più esclusi dai processi decisionali. In questo contesto, la sicurezza viene spesso utilizzata come argomento per limitare libertà e diritti fondamentali, alimentando dinamiche repressive.
Tutte le forze politiche democratiche debbono fermare questa deriva autoritaria e riaffermare il ruolo centrale del dissenso e della libertà di stampa nella tutela della democrazia come previsto dalla nostra Costituzione. La difesa dello spazio civico è condizione essenziale per garantire pluralismo, giustizia sociale e tutela dei diritti umani.
Per approfondire:
https://civicusmonitor.contentfiles.net/media/documents/GlobalFindings2025.EN.pdf




