Passate le feste natalizie e per l’arrivo del nuovo anno siamo tornati alla normale quotidianità, lavorativa per gli adulti e scolastica per i più piccoli. A Casalbordino alcuni scolari hanno vissuto un ultimo giorno di scuola speciale, con un tuffo nella storia del paese, in un capitolo importante per la cultura e l’editoria di tutto il Centro e sud Italia.
Su corso Garibaldi, il principale corso di Casalbordino, sorge il palazzo che oggi ospita l’Upim. Una presenza quasi familiare, abitudinaria per tutti i casalesi che lo attraversano ogni giorno. Lì, un secolo fa, dietro quelle mura, si sono scritte pagine importanti della storia della cultura: gli anni della Tipografia De Arcangelis.
«Un tuffo nella storia di Casalbordino e della cultura italiana nel pieno centro storico», così l’Associazione Culturale Nuovo Umanesimo ha raccontato l’esperienza vissuta dagli studenti della classe quarta dell’Istituto Tecnico Economico e della scuola primaria, accompagnati dalle insegnanti Maria Teresa Santini e Roberta Pesce e dalla vicesindaca Carla Zinni. Scopo dell’iniziativa la scoperta della storia della Tipografia De Arcangelis, la cui sede era un palazzo storico di Casalbordino, per decenni punto di riferimento culturale per tutta l’Italia centrale e meridionale. L’evento è iniziato presso la Saletta delle Arti, in cui è esposta una mostra dedicata alla storia della tipografia, e si è conclusa davanti il palazzo in cui vi era la sede.
«I libri in mostra provengono dalle collezioni private di Luigi Lucarelli e Duilio e Mario Fornarola, mentre macchinari (attualmente custoditi dal Comune) e caratteri sono stati donati all’associazione dalla famiglia Coladonato con lo scopo di istituire un pubblico Museo delle Arti Grafiche» di cui l’associazione è promotrice da vent’anni. «Fondata nel 1885 la “De Arcangelis” testimonia non solo la vivace proliferazione delle aziende tipografiche abruzzesi in quell’epoca ma anche un nuovo dinamismo culturale volto ad indicare e rappresentare, ad un pubblico sempre più alfabetizzato e consapevole, sia il patrimonio storico-culturale che le potenzialità della nostra regione, allora impegnata a partecipare con una sua identità e specificità al processo di integrazione nazionale del giovane Regno d’Italia» ricorda il sodalizio culturale presieduto da Nicola Zinni.
«Pur rimanendo un’azienda tipografica “minore”, la “De Arcangelis” ha lasciato un’impronta significativa sia per il livello culturale che per la qualità tipografica delle opere impresse, riuscendo a catalizzare il coraggio imprenditoriale del suo fondatore con l’appassionato e qualificato lavoro intellettuale di una schiera di insigni autori: da Antonio De Nino a Filippo Masci ,da Emile Bertaux a N. F. Faraglia, da Giovanni Pansa a Pietro Piccirilli, da Giovanni De Caesaris a Silvio Spaventa, da Ettore Moschino a Carlo Ignazio Gavini e a tanti altri esponenti della cultura regionale tra ‘600 e ‘900 – ricorda l’Associazione Culturale Nuovo Umanesimo – Ne è scaturita una produzione editoriale di oltre 400 pubblicazioni inerenti alla storia o all’Arte, alla Medicina e all’Agronomia, alla Religiosità o al folclore, ma anche alla Pedagogia e alla Didattica, con manuali scolastici e testi grammaticali da proporre come validi supporti all’istruzione o alla formazione delle nuove generazioni, quando si avviano nella nostra regione importanti processi di scolarizzazione e informazione pubblica; da rilevare che a fine ‘800 l’Abruzzo registra una stimolante diffusione di pubblicistica periodica, cui contribuisce validamente anche la nostra Editrice con la stampa sia di giornali locali — come “ L’Eco D’Abruzzo” (1890) e “L’Eco della Marsica” (1890) — sia di riviste specializzate, con illustri direttori e collaboratori vedi la Rassegna Abruzzese di Storia e Arte, diretta da Giovanni Pansa e Pietro Piccirilli, impressa dai torchi della Carabba nei primi due anni (1897—98) o della De Arcangelis nei successivi due (I899-l9OO); “Abruzzo Magistrale”, periodico quindicinale della scuola e dei maestri della Regione, diretto da Rosario Iavicoli (1909 e 1910); la Rivista Giuridica Abruzzese diretta da Vincenzo Speranza con un Comitato Scientifico di emeriti accademici delle Università dì Roma, Napoli, Bari, Palermo e Milano. Tra le opere che hanno maggiormente qualificato la produzione editoriale della De Arcangelis, sono senz’altro da annoverare i tre pregevoli volumi, con eleganti tipi e preziosi fregi o illustrazioni, che riproducono atti e memorie del Convegno Storico Abruzzese-Molisano svoltosi a Roma nel 1931, inaugurato dal Ministro dell’Educazione Nazionale e presieduto da Enrico Carusi. La professionalità e lo spirito imprenditoriale, sempre palesati con larghezza di rapporti e di vedute – nonostante la dislocazione periferica così lontana dai principali circuiti editoriali – procurarono al Commendator Nicola De Arcangelis gratificazioni e riconoscimenti sia in ambito regionale (collaborò assiduamente, in qualità di “vice” col presidente della Camera di Commercio Mezzanotte, e instaurò rapporti di devota amicizia coi membri del Cenacolo Michettiano) sia in ambito nazionale dove riscuoteva lusinghieri apprezzamenti dai rappresentanti preminenti del mondo editoriale, come Mondadori, Ricordi e Sandron, specie quando entrò con loro a far parte (1927) del Consiglio Nazionale degli Industriali di Arti Grafiche d’Italia».
Alla memoria della Tipografia De Arcangelis fu dedicata anche una importante iniziativa dall’Associazione Culturale Nuovo Umanesimo: la ristampa del libro in tre volumi relativo al Convegno Storico Abruzzese-Molisano svoltosi a Roma presso l’Associazione Famiglia Abruzzese-Molisana dal 25 al 29 marzo del 1931. Il testo, alla cui ristampa ha partecipato la Editrice Rivista Abruzzese di Lanciano, è stato edito dalla Tipografia De Arcangelis di Casalbordino e rappresenta l’atto conclusivo del progetto di riscoperta e valorizzazione che l’associazione culturale casalese portò avanti. “Il Convegno del 1931 ebbe notevole successo e vide la partecipazione dei massimi esponenti della cultura italiana, di una nutrita schiera di autorità politiche ed ecclesiali, del Ministro dell’Educazione Nazionale Balbino Giuliano, nonché del Mons. Enrico Carusi che presiedette il Convegno – sottolineò l’associazione in occasione della presentazione, in collaborazione con la BCC “Sangro Aventina”, del libro nel luglio 2009 – Gli atti e le memorie del Convegno furono pubblicati la prima volta nel 1933 e successivamente ristampati con edizioni nel 1935 e nel 1940 e rappresentarono la consacrazione di prestigiosi contributi di elevato valore scientifico e culturale difficilmente reperibili altrove”.
Al convegno del 1931, presieduto da Mons. Enrico Carusi, storico ed archivista nella Biblioteca Vaticana nativo di Pollutri, parteciparono – sottolineano la storica Lia Giancristofaro e il presidente dell’Associazione Nuovo Umanesimo Nicola Zinni nella prefazione – “importanti studiosi, non solo di abruzzesistica, con relazioni che toccarono tutti gli aspetti della cultura, dalla storia all’archeologia, all’epigrafia, alla letteratura, alla scienza , all’architettura, al diritto, all’arte, facendo così dell’evento un caposaldo per gli studi sull’Abruzzo e il Molise”. Gli atti di quel convegno furono stampati grazie a Nicola De Arcangelis, tre volumi di 1039 pagine complessive con 86 tavole fuori testo in carta patinata che riproducono monumenti artistici e archeologici, documenti archivistici e incunaboli, che “assumendosi il carico della stampa, ha mostrato di occuparsi del buon nome della sua casa più che dei suoi interessi materiali” sottolineò all’epoca Monsignor Carusi.
La tipografia fu fondata da Nicola De Arcangelis nel 1885 ed ha avuto sede in quello che ancora oggi è uno dei palazzi storici più belli del centro di Casalbordino, lungo Corso Garibaldi, fino al trasferimento a Pescara nel 1933. Editore ed, appunto, tipografo Nicola De Arcangelis ha accolto in quel palazzo anche illustri rappresentanti del mondo culturale abruzzese come D’Annunzio e Michetti. Oltre i già citati atti del convegno del 1931 tra i tantissimi libri stampati dalla tipografia De Arcangelis si può ricordare il “Vocabolario abruzzese” scritto da Domenico Bielli e con la prefazione di Cesare De Titta, l’illustre umanista, filologo e poeta dialettale abruzzese. Nicola De Arcangelis ha svolto un ruolo determinante nell’evoluzione culturale abruzzese tra Otto e Novecento, punto di riferimento per molti autori abruzzesi e di studiosi, anche non italiani, per le loro ricerche. Tra i più conosciuti autori che hanno pubblicato con la tipografia De Arcangelis si ricordano Gabriele D’Annunzio, Gennaro Finamore, Cesare De Titta, Antonio Fogazzaro e, per conto dell’editore Carabba, la raccolta poetica di Edoardo Scarfoglio “Papaveri”. Tra i periodici “L’illustrazione abruzzese”, “L’annuario abruzzese” a cui contribuivano anche Benedetto Croce, Ignazio Silone e Michele Cascella, la “Rassegna Abruzzese di Storia e Arte” delle annate 1898-1900, la “Rivista Giuridica Abruzzese” per l’anno 1934 ed il primo numero del ’35, “L’Abruzzo Magistrale” (1909-10), periodico sindacale e didattico dei maestri elementari, “La Vita Agricola” (1925), bollettino della Cattedra ambulante di agricoltura del vastese.







