All’alba di 12 gennaio, i Carabinieri della Compagnia di Venafro hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nei confronti di un uomo e una donna residenti nel casertano, entrambi pregiudicati. L’accusa: truffa aggravata ai danni di una persona anziana, con il metodo del “finto carabiniere”.
Si entra in casa con la paura.
La truffa: “Suo figlio ha preso una multa, se non paga raddoppia”
L’indagine è partita da un episodio avvenuto a Sesto Campano (IS), dove la vittima, vedova di 77 anni, sarebbe stata contattata telefonicamente da un soggetto che si presentava come carabiniere. Il copione, in questi casi, è quasi sempre lo stesso: una storia urgente, un parente “nei guai”, una sanzione da pagare subito.
Secondo la ricostruzione investigativa, l’uomo al telefono avrebbe detto di aver elevato una multa al figlio e che, in caso di mancato pagamento, l’importo sarebbe raddoppiato. La donna, presa dall’ansia, avrebbe consegnato a un complice che si presentava a casa denaro contante e monili in oro: collane, bracciali, anelli.
L’indagine: telefoni, telecamere, lettori targa e incroci di dati
L’attività investigativa condotta dall’Aliquota Operativa di Venafro viene descritta come articolata e meticolosa, basata sia su metodi tradizionali sia su accertamenti tecnici complessi: analisi di tabulati telefonici, visione di filmati di videosorveglianza, testimoni, banche dati, studio dei report dei lettori targhe lungo le principali arterie che collegano Molise e Campania, oltre a raccordi informativi con diversi reparti territoriali dell’Arma.
Queste truffe non provocano solo perdite economiche, spesso importanti. Lasciano un danno emotivo: angoscia, turbamento, vergogna, sgomento. La vittima si sente derubata e “sciocca”. Aggredita in un punto fragile, con una tecnica studiata per colpire chi è più solo, più esposto.
L’Arma promuove da anni, in molti Comuni, incontri informativi rivolti agli anziani, spiegando le tecniche.
Il procedimento, viene precisato, si trova nella fase delle indagini preliminari. Gli indagati potranno esercitare pienamente il proprio diritto di difesa secondo il Codice di procedura penale.
Come riconoscere la truffa del “finto carabiniere”
Segnali tipici della truffa
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Mettono fretta (“subito”, “urgente”, “se non paga adesso…”).
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Tirano in ballo un familiare (“suo figlio”, “sua nipote”) e un guaio.
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Chiedono soldi o oro da consegnare a qualcuno che “passa a ritirare”.
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Chiedono di non parlare con nessuno.
Cosa fare
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Chiudi la chiamata senza discutere.
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Richiama il 112.
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Avvisa un familiare o un vicino.
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Non aprire la porta a sconosciuti, anche se “in divisa” o con tesserini mostrati in fretta.
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Le forze dell’ordine non chiedono pagamenti in contanti o oro a domicilio.
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