Il 15 dicembre scorso, al termine di una lunghissima seduta del consiglio comunale di Vasto, è stata discussa la mozione presentata dai consiglieri di opposizione Guido Giangiacomo, Vincenzo Suriani e Francesco Prospero (Fratelli d’Italia) sul rinvio a giudizio di Vincenzo Toma, dirigente in pensione del comune di Vasto ma ancora presente nella pianta organica dell’ente, a cui la Procura contesta l’auto assegnazione di un “premio di risultato” di 30.000 euro.
Abbiamo ricostruito la discussione nel nostro articolo pubblicato il 22 dicembre. Il tema è durato il tempo di alcuni resoconti giornalistici e della pubblicazione dei comunicati post voto di maggioranza e opposizione di Fratelli d’Italia e poi è caduto nel silenzio totale cittadino. Come accaduto con la bufera scatenata sul concorso “messi notificatori” e in tantissimi altri casi. La città appare lontana, indifferente, disinteressata, anestetizzata come qualcuno ha detto proprio in consiglio comunale. Circostanza che colpisce, fa riflettere, in un eterno presente (anche in certi personaggi che ricompaiono, nonostante atti e fatti che dovrebbero imporre altro, ad ogni campagna elettorale) in cui venti, trent’anni, non passano, rimangono gattopardescamente uguali, identici. Tanto si sussurra e poco si parla, tanto si vocifera e nulla mette la faccia. Tutto passa, tutto si accetta. E la storia di questi cinque anni, di denunce e fatti, di indipendenza e autonomia, di un narrare giornalistico che non si fa mai dettare tempi e parole, che incalza e fa emergere quel che molti non vogliono emerga, di ventri oscuri e fatti gravi e gravissimi che corrono nelle strade e nelle piazze, ha il sapore dell’amaro di fronte un’apatia ingiustificabile e inaccettabile. Apatia che diventa ferocia e grida nevrotiche e violente, attacchi, tentativi di isolamento e delegittimazione e tanto altro, in momenti molto più meschini e sconcertanti.
L’8 gennaio è stato pubblicato sull’albo pretorio online il verbale della discussione. Come già avvenuto per il consiglio comunale straordinario sul concorso “messi notificatori” stiamo ripubblicando il verbale, per trasparenza e dovere d’informazione. Ai lettori approfondire e valutare, giudicare e farsi proprie opinioni, sulle posizioni assunte da maggioranza e opposizione, dai proponenti la mozione e dal sindaco Francesco Menna. Abbiamo ripubblicato il 14 gennaio la prima parte del verbale. Un articolo, come i precedenti, come questo e come i prossimi, che poteva non esser mai scritto, c’è stata la possibilità che non avremmo potuto informare su quanto espresso nella seduta e sulla decisione della massima assise civica.
Come si può scoprire rivedendo la registrazione, infatti, all’inizio della discussione lo stesso Toma è intervenuto chiedendo – citando un articolo del regolamento del consiglio comunale – che la seduta venisse secretata. Proposta respinta e, dopo un veloce dibattito, solo il voto è stato stabilito segreto. Così tutti i cittadini possono verificare di persona le posizioni assunte (come già facemmo in occasione del consiglio comunale sul concorso “messi notificatori” pubblicheremo il verbale integralmente quando sarà pubblicato sull’albo pretorio online) e i giornalisti hanno potuto fare i giornalisti. Eravamo presenti in aula all’inizio della seduta e, appena è balenata la possibilità, abbiamo fatto notare che se la seduta fosse stata secretata ci sarebbe stato impossibile svolgere il nostro compito di giornalisti e praticamente veniva vanificata la presenza anche della stampa. Protestando con forza e determinazione. Giustamente, avevamo ragione, visto come si è poi proceduto.
Intervento di Vincenzo Suriani ad illustrazione della mozione
Allora qua si profila a nostro modo di vedere, e non vogliamo imporre nulla ma condividere questa posizione con voi, visto che qua sono due lati di amministrazione attiva quella che vigila e controlla, e preferiremmo che diciamo non scendesse in una polemica ma veramente nell’affrontare la situazione come casus. C’è un doppio problema quindi un problema giuridico, e un problema amministrativo. Il problema giuridico è se il Comune che anche solo ipoteticamente potrebbe essere danneggiato da questo comportamento si debba o no costituire parte civile, e secondo noi sì. C’è poi un problema di opportunità di amministrativa, perché non stiamo parlando di una persona che fa strutturalmente parte della dell’ente, ma di un caso particolare di incarico ad personam, di fatto dato dalla Giunta nel momento in cui non era più nella pianta organica per l’ente. Poi uno come vuole vedere questa cosa: abbiamo visto fior di dirigenti lasciare per vari motivi questo ente. e mai è successo che uno venisse richiamato. Quindi si pone una seconda valutazione determinate tipologie di firme o di autorizzazioni emesse, tra l’altro, quando non sei più nella pianta organica dell’ente, emesse nel momento in cui si è sub-judice per una questione che riguarda il patrimonio pubblico, possono o non possono essere diciamo inficiate da una successiva eventuale – che noi non auspichiamo – sentenza contro? E qua si pone problemi di opportunità, cioè non stiamo parlando di un dipendente che è nelle sue funzioni, stiamo parlando di dipendente che è al suo posto grazie all’utilizzo di una legge che consente la sua presenza ancora all’interno dell’organigramma.
Quindi si pone il problema se nelle more che si risolva questo procedimento, che tra l’altro proviene da una specifica segnalazione fatta da un ente diciamo di controllo, quindi non da una parte ma da un ente di controllo; non si debba provvisoriamente rinunciare a questa collaborazione nelle more che si definisca al meglio la procedura. Tutto ciò è scritto nel documento, e dispiace che ne siano girate versioni scorrette; che non riusciamo a capire.
Comunque chiediamo che il Comune di Vasto si costituisca parte civile nel procedimenti, Di richiedere, e questo penso che sia talmente sensato che avreste già dovuto fare, di monitorare l’evoluzione del procedimento suo, come di qualsiasi altro dipendente che potrebbe avere un simile problema.
A predisporre un’istruttoria interna, per capire che cosa è successo. Perché qua al di là del discorso del merito, bisognerebbe capire cosa è successo. come è stato pensabile. Infine al recupero nel caso di condanna, che evidentemente non dipende da questa mozione, nel caso di recupero di eventuali somme indebitamente percepite.” Credo sia l’abc del buon amministratore, cioè pensare a una doverosa presunzione di innocenza, ma al tempo stesso chiedere cautela all’ente. Noi siamo l’ente, noi rappresentiamo cittadini. I cittadini si devono sentire sicuri, così come dipendente deve fare il suo percorso per evidentemente risolvere la questione. Noi dobbiamo fare gli interessi del Comune di Vasto, non gli interessi di una parte dell’altra ma quelli del Comune grazie.





