Domenica a Catania si è svolto un incontro sulla separazione delle carriere partendo dal libro dell’avvocato Pietro Gurrieri dal titolo “Divide et Impera. La separazione delle carriere e i rischi di eterogenesi sei fini”. Presente tra i relatori il GIP di Catania, nonché presidenze della sezione distrettuale dell’Associazione Nazionale Magistrati, Ottavio Grasso. Lo abbiamo intervistato approfondendo le questioni che portano a votare NO al prossimo referendum.
La risposta alla Premier Meloni a seguito dell’attacco alla campagna dell’ANM nella conferenza stampa di fine anno: “Facciamo un appello a moderare i toni”
Si è partiti dalla conferenza stampa di fine anno della Premier Giorgia Meloni che ha sferzato un duro attacco alla campagna referendaria dell’ANM affermando che ciò che dice l’Associazione è il falso, soprattutto per quanto riguarda l’indipendenza del Pubblico Ministero:
“Entriamo nel vivo della campagna referendaria. Noi ci teniamo a dire con serenità che la magistratura è intervenuta e ha deciso di costituire un comitato “Giusto dire NO” autonomo da qualsiasi altro comitato proprio per evitare di suscitare polemiche o “speculazioni” di sorta. Per noi la politica fa il suo lavoro, qualunque parte politica ha le sue idee politiche.
Il nostro non è un andare contro questa o quella parte. Il nostro è un messaggio di concentrazione sull’oggetto della riforma. Noi riteniamo che abbia dei contenuti che non faranno bene alla cittadinanza ed è su questo che ci appigliamo. Non vogliamo entrare in polemiche anzi facciamo un appello a moderare i toni. Alla fine ci sarà un risultato in un senso o nell’altro però il senso istituzionale nostro, e crediamo del governo Meloni o dei governi che verranno, deve essere quello di rimanere sereno sui toni”
“La separazione delle carriere noi riteniamo che sia già in atto”
Poi abbiamo affrontato l’annosa tematica della separazione delle carriere:
“La separazione delle carriere noi riteniamo che già sia in atto. I dati ci dicono che lo 0,3-0,4% ogni anno dei colleghi in magistratura cambiano le funzioni. Questo significa che su 9 mila magistrati meno di 40-50 persone l’anno cambiano funzioni. E allora perché devi separare le carriere? Noi riteniamo che il vero obiettivo della riforma, così come orchestrato e strutturato, sia quello di indebolire il Consiglio Superiore della Magistratura, spezzettarlo e, proprio come l’evento che ci apprestiamo a partecipare, è “Divide et Impera” cioè dividere la magistratura perché la politica possa più facilmente interferire sulle attività della magistratura. E questo non a detrimento della magistratura ma a detrimento dei cittadini.
Perché se un pm è meno indipendente non vigila sul malaffare, è meno attento sulla truffa o sul malaffare che possa circolare nella società. Quello che noi ribadiamo e diciamo è vero non è scritto da nessuna parte. Ma dobbiamo stare attenti. Non sempre il principio declamato è quello che fa capire la vera natura delle cose. In questi giorni la polemica è ‘ah ma nella nostra Costituzione rimarrà scritto che il pm è indipendente’. Si è vero però, è stato replicato da parte di qualcuno del comitato, anche nella Costituzione russa, nella Costituzione cinese, nella Costituzione di paesi non democratici c’è scritto che la magistratura è indipendente. Bisogna vedere come la riempi di contenuti. E agire sul Consiglio Superiore della Magistratura, separare le attività di controllo sulla disciplina dei magistrati, inevitabilmente porterebbe a questo.”
Il CSM, l’Alta Corte e il sorteggio: “se passa la riforma sarà un CSM in cui l’influenza e l’interferenza politica sarà molto più forte”
Approfondendo la parte della riforma che riguarda il sistema di autocontrollo della magistratura, il giudice ha detto che:
“La separazione dei consigli moltiplicherà, si stima, i costi di tanti milioni di euro che potrebbero essere invece destinati a entrare nel merito che riguardano la questione della giustizia, Perché, piccolo inciso, la gente che guarda la giustizia e che è amministrata la giustizia si lamenta di due cose a grandi linee: la lentezza dei processi e la mancata certezza della pena. Su nessuno di questi due elementi interviene la riforma.
Con la separazione dei Consigli Superiori della Magistratura, abbiamo il blocco e comunque l’attività unitaria della magistratura, la separazione del pubblico ministero dal giudice, gli toglie la cultura giurisdizionale, l’approccio per cui il pubblico ministero cerca la verità nell’ottica del rispetto delle norme, come mi diceva un mi affidatario: ‘il pubblico ministero è il primo giudice del fatto.’ Il giudice del fatto significa che parte da un approccio giurisdizionale. Separarlo, è vero che non è scritto da nessuna parte, però la tendenza di tutti gli ordinamenti nei quali c’è la separazione delle carriere è quello di spostare la sua attività sotto l’egida di un potere diverso che domani sarà, se passasse la riforma, questo CSM in cui l’influenza e l’interferenza politica sarà molto più forte. Non è un sorteggio alla pari ma, mentre il sorteggio è puro per quanto riguarda la magistratura, il sorteggio dei laici è un sorteggio farlocco perché all’interno della nomina dei membri laici saranno scelti tra un calderone di avvocati e professori in materie giuridiche scelti dalla politica. Quindi mentre il sorteggio che riguarda i magistrati riguarderà 9 mila magistrati, il sorteggio dei laici sarà un piccolo contenitori dove ci saranno laici preselezionati dalla politica.
Quindi il risultato sarà che la componente laica sarà componente espressione della maggioranza politica, che quindi sarà molto più forte e molto più in grado di interferire e condizionare quella che sarà la componente togata”
Durante l’intervista si è parlato dell’influenza delle correnti, sulla rappresentatività dei magistrati e l’inserimento del sorteggio nella Costituzione e sul referendum che ci apprestiamo a votare.




