QUESTA MATTINA, giovedì 22 gennaio 2026 doveva essere il giorno della resa dei conti procedurale per l’inchiesta “Memory” davanti al Gup del Tribunale di Campobasso. Ma l’udienza preliminare è stata rinviata al 12 marzo 2026, ore 11.
Il motivo? Difetto di notifica verso alcune parti e impedimento di un legale. Lo ribadiamo, per fare chiarezza, l’udienza preliminare è un filtro giudiziario. Ancora nessuno dei 44 imputati è stato rinviato a giudizio. Il giudice deve valutare se l’impianto accusatorio tiene, per aprire il dibattimento. O si va a processo o si archivia.
Il rinvio di questa mattina sposta in avanti la risposta.
La richiesta di rinvio a giudizio, come abbiamo già detto, riguarda 44 persone (imputati). A vario titolo, nel procedimento, compaiono diverse contestazioni: dall’associazione mafiosa all’estorsione, dal traffico di droga allo smaltimento illecito di rifiuti. Un presunto sistema attivo tra Molise e Puglia, con collegamenti con ambienti della Società Foggiana. Sempre secondo la tesi accusatoria della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Campobasso.
Nel fascicolo compaiono imprenditori, intermediari, figure tecniche e anche il presidente della Regione Molise Francesco Roberti, insieme alla moglie Elvira Gasbarro.
Il filone Roberti–Gasbarro
A Roberti, attuale presidente della Giunta regionale del Molise, la Procura contesta il reato di corruzione per fatti collocati tra il 2020 e il 2023, periodo in cui ha ricoperto ruoli istituzionali (sindaco di Termoli, presidente della Provincia di Campobasso e membro del Consiglio generale del Cosib).
Secondo l’accusa, avrebbe messo a disposizione la funzione pubblica in cambio di utilità personali, in relazione a rapporti con società del settore rifiuti, in particolare Energia Pulita Srl: vantaggi legati a incarichi professionali e un lavoro per la moglie, ed altri elementi che dovranno essere verificati.
Per la Gasbarro, tecnico ambientale, l’ipotesi è concorso: sempre l’accusa sostiene che ci sarebbero stati rapporti di lavoro formalizzati con più società, con attività svolta in modo riconducibile a un unico perno operativo.
Roberti ha respinto gli addebiti attraverso un memoriale.
Il presunto sistema tra Molise e Puglia
“Memory” – secondo l’ipotesi investigativa – riguarda un presunto sistema tra Molise e Puglia, con collegamenti verso la mafia pugliese (Società Foggiana), con intrecci pericolosi: rifiuti, droga, estorsioni e condizionamenti nell’economia e nell’amministrazione. Pressioni, debiti, minacce. Imprenditori costretti a cedere attività, attraverso il “metodo mafioso”.
Noi siamo dalla parte della presunzione di innocenza. Le contestazioni dovranno essere provate.
Ma in caso di rinvio a giudizio pretendiamo le dimissioni di coloro che gestiscono la cosa pubblica. Non per le parole inutili, come “giustizialismo”. Ma per la responsabilità che ogni amministratore deve mostrare.
Il prossimo 12 marzo 2026 sarà il momento in cui “Memory” si rivelerà nella sua interezza: una bolla di sapone o uno spaccato pericoloso, che denunciamo da anni, del nostro caro ma sfortunato Molise?

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