Domenica si è svolto a Catania un incontro per parlare della riforma targata Nordio e della separazione delle carriere. Tra gli altri era presente Pierpaolo Montalto, avvocato e segretario regionale di Sinistra Italiana, che abbiamo intervistato.
NO alla riforma: “Stiamo parlando di una riforma che innanzitutto è incentrata su un falso problema”
Siamo partiti dal tema centrale dell’incontro e tema attuale in vista del referendum di fine marzo: la riforma della giustizia firmata Carlo Nordio:
“Si tratta di un attacco senza precedenti all’autonomia e l’indipendenza della magistratura da parte di chi evidentemente non ha una storia di rispetto e di scrittura della Costituzione perché qua stiamo parlando di una riforma che innanzitutto è incentrata su un falso problema, che è quello della separazione delle carriere. Io vorrei ricordare che un giudice può diventare pubblico ministero e viceversa solo una volta nei primi nove anni della sua carriera e cambiare regione, quindi stiamo parlando di qualcosa di assolutamente irrilevante. Quello che viene fatto invece è un attacco alla magistratura, viene fatto attaccando quella che è la sua autonomia e indipendenza e quindi l’autogoverno della magistratura sdoppiando il CSM, escludendo dal ruolo del CSM quello del giudizio sui giudici e lo fa, per altro, aggravando la posizione delle singole cittadine, dei singoli cittadini. Guardate io faccio l’avvocato. Io credo che una garanzia per tutti gli imputati è quello di avere come accusatore un pubblico ministero vincolato dalla ricerca della verità reale e che ha una visione sistemica del processo, tanto nella fase d’accusa tanto nella fase di giudizio. Quindi NO a questa riforma perché è contro gli interesse delle cittadine e dei cittadini ed è una riforma per colpire un assetto fondamentale della nostra Costituzione che è il principio di divisione dei poteri.”
Politica regionale: “Insieme ad Ismaele La Vardera per ora ci stiamo battendo perché il campo progressista sia veramente un’alternativa al centro-destra”
Un passaggio successivo è stato fatto sulla politica regionale e sulla vicinanza di Sinistra Italiana a Controcorrente, il movimento politico fondato dal deputato regionale Ismaele La Vardera:
“Noi vogliamo essere chiarissimi. Innanzitutto ovviamente Alleanza Verdi Sinistra, Sinistra Italiana non c’è ancora nel panorama regionale perché non è mai stata sperimentata la nostra lista in Regione. Noi siamo nati dopo, quasi in concomitanza. Ricordo che la prima volta che il simbolo di Alleanza Verdi Sinistra ha fatto apparizione alle scorse politiche nazionali. C’erano in concomitanza le regionali quindi non ci fu una organizzazione né come partito né come Alleanza Verdi Sinistra. Partecipammo allora a quella che fu la lista 100 passi. Quindi siamo speranzosi di entrarci, stiamo facendo un grandissimo lavoro, siamo sempre più radicati nei territori e noi abbiamo un obiettivo. La costituzione di un fronte progressista ampio e alternativo al centro destra. Però per essere veramente alternativo non può commettere degli errori, non può tornare agli errori del passato come le alleanze del governo Crocetta o l’incredibile governo Lombardo – Partito Democratico, non può copiare il centro-destra sui contenuti, sui programmi e sulle pratiche. Controcorrente oggi rappresenta una risposta, una risposta che è capita dalla gente al malgoverno, al malcostume e alla crisi etica e morale che sta vivendo in Sicilia. Insieme ad Ismaele stiamo condividendo questo percorso e vediamo. Insieme per ora ci stiamo battendo perché il campo progressista sia veramente un’alternativa al centro-destra. In futuro vediamo cosa succede.”
Andamento governo Schifani: “ Noi non abbiamo avuto nessuna pianificazione strategica”
Inoltre è stato approfondito l’andamento del governo Schifani:
“Qua c’è un problema. Il problema è che si è parlato necessariamente più di questione morale che di politica in Sicilia. Siamo obbligati a parlare delle inchieste giudiziarie dell’Amata, di Galvagno e di tutti i personaggi che governano questa Regione e ci dimentichiamo quali sono i disastri. Noi non abbiamo avuto nessuna pianificazione strategica sulle crisi idriche, sui problemi infrastrutturali della Sicilia, sul reddito, sul lavoro che manca. Non abbiamo avuto nessun intervento sulla sanità, sulla viabilità. E continuiamo a parlare solamente delle loro indagini e la vicenda di Ismaele La Vardera, quindi questo emendamento fake, perché abbiamo comunque ritenuto questa iniziativa quantomeno utile? Perché capiamo il perché non progettano, perché se non vi è una pianificazione delle risorse, dell’investimento delle risorse che tenga conto della Sicilia ma avviene tutto attraverso una spartizione lobbystica tra i diversi rappresentanti politici, è chiaro che non si può intervenire per risolvere i problemi della nostra isola.”
Questioni internazionali: “Serve una grande internazionale umana dei popoli per fermare tutto quello che stiamo vivendo”
Un ulteriore passaggio è stato fatto sulle questioni internazionali, e quindi l’andamento di Trump e le guerre in corso:
“Un tempo si diceva socialismo barbarie. Io credo che oggi questa fase vada declinata. O ritorniamo ad un principio umano, di umanità e di rispetto dell’umanità o la barbaria continuerà e ci travolgerà tutte e tutti noi. La guerra ormai è tornata prepotentemente nel mondo, nelle vite di tutte e tutti noi in termini di paura, di sconforto, di orrore e di atrocità. Abbiamo visto un Genocidio, continuiamo a vedere guerre, vediamo Trump spadroneggiare in tutto il mondo e comportarsi un cowboy con le pistole che vuole vincere con la forza e con la prepotenza. Io credo che dobbiamo riscoprire il senso profondo della pace cercando di metterci assieme pure un’altra cosa. Se stiamo vivendo questo momento terribile è perché il capitalismo dominante si è organizzato nuovamente per superare le sue crisi attraverso la guerra. Serve una grande internazionale umana dei popoli per fermare tutto quello che stiamo vivendo.”
Gaza e il silenzio: “Questa non è una pace. Questa è una colonizzazione forzata, un insulto”
Per finire un passaggio obbligatorio su Gaza:
“Dobbiamo tornare a parlare per forza, il movimento deve riprendere. Questa non è una pace. Questa è una colonizzazione forzata, un insulto. La presenza di Blair è un insulto alla storia di quel popolo che è stato colonizzato proprio dagli inglesi. Non si comprende per quale motivo a governare i palestinesi debbano essere i paesi stranieri. In realtà è l’interesse alla ricostruzione. Il Genocidio, l’orrore di Gaza è diventata l’ennesima occasione per fare affare a Trump”





