Venerdì mattina a Catania si è tenuta la conferenza stampa del Coordinamento “Giusto dire NO” di Catania. In questa occasione abbiamo intervistato il suo Coordinatore, Francesco Mannino già Presidente del Tribunale di Catania.
Separazione delle carriere e la riforma Costituzionale: “La separazione delle carriere non è il problema principale a cui questa maggioranza mira”
Si è partito dalla separazione delle carriere e se sia questo il reale obiettivo della riforma:
“La separazione delle carriere non è il problema principale a cui questi partiti, questo esecutivo, questa maggioranza mira. La separazione delle carriere è lo specchietto per le allodole ì. È troppo semplice far rilevare che se Bassani fosse stato all’epoca favorevole alla separazione delle carriere in occasione della riforma del processo penale avrebbe ben provveduto anche a far approvare la separazione delle carriere. La verità è che è tutto un complesso di norme, separazione di carriere o meno, che va a mettere in crisi un sistema di pesi e contrappesi all’interno della Costituzione che regola l’autonomia e l’indipendenza della magistratura.”
Lo strapotere delle correnti all’interno della magistratura: “L’influenza della politica ci sarà comunque e certamente è uno specchietto per le allodole”
Un passaggio obbligatorio è stato fatto sullo strapotere delle correnti e l’influenza della politica all’interno del CSM:
“L’influenza della politica ci sarà comunque e certamente è uno specchietto per le allodole anche in questo caso. Dire che saranno sorteggiati i componenti consiglieri politici perché si dice semplicemente che saranno sorteggiati all’interno di un certo numero ma poi si rimanda alle leggi di attuazione, non costituzionali ma leggi ordinarie, determinare come saranno sorteggiati. Le faccio un esempio. Occorre sorteggiare 10 componenti politici peri i prossimi CSM? Bene, posso creare una lista di 11, 12, 15 componenti tra i quali sorteggiare, nessuno dice che la lista deve essere composta da ‘X’ persone se volessimo equipararla al sorteggio puro come previsto dalla magistratura, si potrebbe sorteggiare fra tutti gli avvocati e professori di diritto in Italia che hanno diritto, cosa che i politici si guardano ben dal fare perché sanno che indicando quei politici, quegli avvocati, quei professori tra i quali sorteggiare di fatto, qualunque sia il nome che esce fuori, è qualcuno che può essere da loro controllato.”
Il sorteggio nella Costituzione: “Il sorteggio di per sé non elimina quelle che possono essere le distorsioni individuali di chi non sa portare avanti la propria funzione”
Inserire il sorteggio, e quindi il caso, nella Costituzione è davvero una cosa che serve?
“Il sorteggio è un caso e va detto che è l’unico caso che è limitato solamente alla magistratura ordinaria. Nelle altre ipotesi di consigli superiori di magistratura non è assolutamente previsto. Si fa riferimento a sorteggi in epoca lontane che sono state alcune delle modalità per cercare di sanare quelle che potevano essere distorsioni d’influenza. Ma io faccio un esempio semplicissimo. È stato inserito in sorteggio anche nella nomina dei docenti universitari, dei ricercatori, degli assistenti? Le terne sorteggiate dei professori universitari, sulla base delle ultime vicende anche penali, non mi sembra che abbiano dato dei risultati sicché il sorteggio di per sé non elimina quelle che possono essere le distorsioni individuali di chi non sa portare avanti la propria funzione.”
Il proseguimento dei padri costituenti nel 1948: “ La Costituzione è un sistema di pesi e contrappesi che può essere sempre adeguata, per carità, però ogni volta che ci si è messo mano la situazione non è certamente migliorata”
Per chi sostiene il SI è il proseguimento di ciò che volevano i padri costituenti nel 1948:
“Io vedo che la Costituzione è un sistema di pesi e contrappesi che può essere sempre adeguata, per carità, però ogni volta che ci si è messo mano la situazione non è certamente migliorata. Non bisogna guardare un singolo articolo della Costituzione, è tutto un complesso di norme che regolano la Costituzione. E ribadisco, laddove i formatori del processo penale avessero voluto modificare quella che era la funzione del pubblico ministero o avesse voluto modificare l’ordinamento giudiziario come hanno fatto in certe parti, l’avrebbero ben previsto anziché oggi andare a riscoprire ciò che 25 anni fa si sarebbe dovuto fare e non si è fatto.”
Articolo 104 della Costituzione: “ Non esiste solo il 104 della Costituzione”
Un ulteriore passaggio è stato fatto sull’articolo 104 della Costituzione che, comunque, resta invariato:
“Limitare al 104 della Costituzione, è una norma, sarebbe troppo semplice dire che anche in altri ordinamenti, in Russia e nazioni con poco tasso di democrazia Egitto, non vi sia in articolo che regola l’autonomia dell’indipendenza amministrativa. Non esiste solo il 104 della Costituzione. Esiste il 102, esiste il 101. Faccio un esempio. Il 101 dice che il giudice è soggetto soggetto solo alla legge. Finora la Corte Costituzionale ha interpretato questa parola al giudice nella veste di magistrati per l’unicità della magistratura giudicante e requirente. Quando dovesse venir meno questa unicità di una magistratura, sarebbe troppo semplice dire che il giudice sia soggetto soltanto alla legge e il pubblico ministero no. Quindi non atteniamoci solamente al 104, ma guardiamo il complesso della Costituzione.”
Quello che chiede un non addetto ai lavori: “Non c’è nessuna parte della riforma così spacciata della giustizia che possa velocizzare e dare una velocità ai processi e una certezza della giurisdizione”
Chi non è giurista vede due problemi: la lunghezza dei processi e la mancanza di certezza della pena. ma questa riforma, li risolve?
“Non c’è nessuna parte della riforma così spacciata della giustizia che possa velocizzare e dare una velocità ai processi e una certezza della giurisdizione. È in realtà una riforma della magistratura che incide con forme di pressione sui magistrati.”
Un problema di giustizia in Italia. Cosa serve fare: “ Una cosa è sicura. Questa riforma non serve”
Per finire si è parlato di cosa potrebbe servire per risolvere il problema di giustizia in Italia, che comunque c’è:
“Un problema di giustizia in Italia c’è sicuramente. Il problema di giustizia è certamente un problema che riguarda strutture, che riguarda modalità processuali, che riguarda fondi, finanziamenti, informatizzazione. Sono tante le cose da poter fare che mi sembra veramente difficile poterle elencare adesso. Una cosa è sicura. Questa riforma non serve. Gli slogan del SI sono veramente slogan. Noi del NO abbiamo gli elementi concreti, i fatti concreti da citare, i timori concreti.”





