«La mente non si apre se prima non si è aperto il cuore» ammoniva Platone. Molti secoli dopo il Piccolo Principe disse che «L’essenziale è invisibile agli occhi, non si vede bene che con il cuore». Il veterano del giornalismo statunitense Francis Pharcellus Church, rispondendo alla piccola Virginia nell’editoriale più famoso della storia del giornalismo di tutti i tempi, scrisse che «esiste un velo che ricopre il mondo invisibile» (se non per il cuore) e che «solo la fede, la poesia, l’amore possono spostare quella tenda e mostrare la bellezza e la meraviglia che nasconde».
In un mondo imbevuto di etichette, pregiudizi, aridità, in cui appaiono «il trionfo dell’apparenza» e «troppo tracotanti si riaffacciano durezza sociale, logica del più forte, competizione selvaggia», per dirla con le parole di Alexander Langer, è possibile ancora spostare quella tenda e praticare bellezza, meraviglia e sguardo del cuore? Il missionario comboniano Renato Kizito Sesana scrisse oltre vent’anni fa che c’è una forma di poesia che può essere in agguato ogni giorno nelle strade della vita. È ancora così?
Una risposta a tutte queste domande, una risposta concreta, fatta di colori e sorrisi, di vite e poesia in cammino, in questi giorni è sbarcata per le strade di Vasto. In cui sono comparsi tanti supereroi. L’immagine appare quella classica dei fumetti e dei film ma c’è qualcosa di particolare: i volti non sono quelli dei classici supereroi ma di alcune persone che vivono a Vasto, i ragazzi e le ragazze del Centro Diurno comunale per le persone con disabilità. I loro volti, nelle classiche pose da supereroi, stanno comparendo sui manifesti della nuova campagna di sensibilizzazione sociale in cui sono protagonisti promossa da “Come un filo rosso”, il centro gestito dal Consorzio Matrix, e dall’assessorato alle politiche sociali.
«Cambiare prospettiva: non più lo sguardo sul limite, ma sulle risorse, sui talenti, sulle capacità che rendono ogni persona unica» è l’obiettivo della campagna, sottolinea l’assessora alle politiche sociali Anna Bosco. «Il vero costume non è quello che si vede, il vero superpotere è dentro: è la resilienza, la capacità di affrontare le sfide, di creare relazioni, è la capacità di sorridere, di affrontare le sfide, di creare legami di credere in se stessi» perché «il vero superpotere è dentro» e «ogni scatto racconta una storia unica, fatta di emozioni autentiche e di forza silenziosa» la riflessione della delegata alle politiche sociali.
«Le fotografie di Ludovica Meo non sono semplici immagini. Sono messaggi – sottolinea l’Amministrazione Comunale – Sono sguardi che incontrano altri sguardi e chiedono di andare oltre i pregiudizi. Sono uno strumento per parlare alla città di Vasto, per stimolare riflessione, consapevolezza e rispetto. Per ricordare che le persone con disabilità non sono spettatori, ma protagonisti della vita della comunità».
Scopo della campagna è inviare «un messaggio verso una città sempre più inclusiva, capace di riconoscere e valorizzare ogni talento, un invito a tutta Vasto a cambiare sguardo e sentirsi parte attiva di un percorso culturale che mette al centro la persona» racconta l’assessora che ringrazia il Consorzio Matrix e la responsabile Valentina Di Petta.
«I superpoteri, spesso, sono più vicini di quanto immaginiamo» conclude Anna Bosco. Mancano pochi giorni al Festival di Sanremo e il lancio della campagna è accompagnato dalla canzone di Mr. Rain protagonista nell’edizione di tre anni fa “Supereroi”. Una canzone che ha ricevuto i ringraziamenti anche di don Fortunato Di Noto, presidente dell’associazione Meter. «È un supereroe chi squarcia gli schemi dell’individualismo» e «la pioggia mi ha ricordato le lacrime che sono anche un dono, apparentemente, manifestano un male, ma ci ricordano il bene di volare insieme» dichiarò il sacerdote impegnato da decenni nella difesa dell’infanzia.
















