Il prossimo 22-23 marzo si voterà per il referendum costituzionale confermativo sulla giustizia e quindi senza quorum. Diversi saranno gli articoli della Costituzione che saranno cambiati. Abbiamo analizzato, intervistando diverse persone, le ragioni del NO. Adesso analizzeremo le ragioni del SI partendo da questa intervista all’avvocato Francesco Antille, presidente della Camera Penale di Catania “Serafino Famà”, che abbiamo diviso in due parti. Questa è la seconda. La prima la potete trovare qui.
L’imparzialità deve essere non soltanto affermata ma anche dimostrata ed esibita.
Sottomissione del giudice al pubblico ministero?
“Io non ho trovato una sottomissione del giudice ma ho trovato certamente molti provvedimenti in sintonia tra quello che il giudice ha deciso e quello che il pubblico ministero ha indicato. Quando lei dice che c’è un 50%di assoluzioni, lei sta consegnando un dato drammatico il che vuol dire che nel 50% dei casi vi è stata un’iniziativa del pubblico ministero sicuramente infondata o non vagliata o comunque certamente meritevole di annullamento o di diversa valutazione da parte del giudicante. Ma il problema rimane perché nel momento che comunque le funzioni sono sostanzialmente paritetiche ed entrambi fanno parte del medesimo ordine con le medesime eventualità rispetto a quelle che noi proponiamo con il referendum, il cittadino sa di essere giudicato da un soggetto che è tutto sommato suo collega.
Le faccio un esempio spicciolo, visto che l’imparzialità deve essere non soltanto affermata ma deve essere anche dimostrata ed esibita. Il pubblico ministero e il giudice spessissimo, anzi sempre per non dire quasi sempre ma sempre, si danno del tu e hanno un rapporto confidenziale cosa che non è consentita all’avvocato.
Ora lei si rende conto che lei cittadino si trova davanti al suo accusatore il quale riceve dal magistrato decidente della sua causa un atteggiamento che sicuramente, per carità che nel merito ciò possa non essere prodromico ad una decisione di un certo tipo è possibile anzi sicuramente in gran parte lo è, però certamente il cittadino riceve un’indicazione sbagliata soprattutto non viene rassicurato su quella terzietà, che è l’elemento fondamentale. D’altronde se le cose stessero così senza nessun problema i magistrati stanno, alcuni soprattutto, e la magistratura organizzata sta così violentemente in certi momenti, passionalmente direi meglio, insorgendo contro questa riforma? Insorge non rivelando la vera problematica perché il vero punto nodale che nuoce al sistema correntizio è il sorteggio.
Quindi sostanzialmente avremo un depotenziamento non della magistratura, ma della dimensione affaristica della magistratura. Ecco perché riteniamo che votare SI significa consentire un miglioramento di qualità del servizio giustizia.”
A seguire si è parlato del correntismo all’interno della magistratura e di ciò che questa riforma non sistema: velocità dei processi e giustizia vera.




