Bambole dalla inequivocabile natura pedopornografica. La vendita è avvenuta, ormai diversi mesi fa, su Shein, la piattaforma cinese tra i colossi e tra le più popolari di commercio elettronico.
Abbiamo denunciato e documentato in cinque nostri articoli quanto avveniva e che le prime denunce sul traffico online di bambole pedopornografiche dell’associazione Meter sono avvenute già nel 2018. Ma questi traffici sono proseguiti e, qualche mese fa, la denuncia è tornata ad emergere.
Nello stesso anno delle prime denunce dell’associazione anti pedofilia fondata e presieduta da don Fortunato Di Noto intervenne anche il giornalista d’inchiesta Silvestro Montanaro. Una denuncia che, anche allora, era rivolta verso il commercio di una multinazionale cinese.
La bambola «con i suoi tratti orientali e il suo completino a fiori, ha le fattezze di una bambina di circa 6-7 anni, dunque non di una donna adulta – documentò e denuncio Montanaro in una delle sue storiche e coraggiose inchieste contro i pedocrimini (nei nostri archivi tante ne abbiamo citate e riportate – Ne sono giù stati acquistati tantissimi esemplari spediti negli USA, in Giappone, in Germania e l’annuncio relativo alla sua vendita parla di una bambola di estrema flessibilità e della quale “tutti e 3 i buchi possono essere utilizzati”. Le indicazioni tecniche precisano poi anche le posizioni che la bambola è in grado di assumere. Insomma una bambola porno per pedofili. Non è purtroppo un caso isolato. Il mercato mondiale, da un po’ di tempo, è inondato da prodotti di questo tipo. Dal Giappone, ad esempio, furoreggia da un decennio, Shin Takagin».
Il 27 ottobre 2025 abbiamo dato la notizia di una segnalazione che ci era giunta nei giorni precedenti: «Su un noto portale di shopping online, la segnalazione ci è giunta nello scorso fine settimana, c’è almeno una sezione intera in cui si vendono bambole per pedofili, bambole sessualizzate con le fattezze di bambini, bambole a disposizione per gli stupratori e con didascalie fin troppo esplicite. Frasi che enfatizzano la sessualizzazione delle bambole e gli scopi sessuali per cui sono state costruite e vendute».
La notizia è passata, nonostante alcuni lanci di agenzia, praticamente sotto silenzio in Italia, in Francia scattarono denunce penali. Il 5 novembre il governo francese avviò la procedura di sospensione di Shein. «Su istruzione del Primo Ministro, il governo avvia la procedura di sospensione di Shein, per il tempo necessario a permettere alla piattaforma di dimostrare alle autorità pubbliche che tutti i suoi contenuti siano finalmente conformi alle nostre leggi e regolamenti» riportò una nota riportata dall’Adn Kronos.
È notizia di ieri che si è mossa anche la Commissione Europea. «In base al Digital Services Act, la Commissione Europea ha avviato un procedimento formale nei confronti della piattaforma cinese di e-commerce e fast fashion. Nel mirino il design che “crea dipendenza”, la “mancanza di trasparenza” dei sistemi di raccomandazione e la vendita di prodotti “illegali”, tra cui materiale pedopornografico» ha riportato l’Adn Kronos.
«L’indagine si concentrerà anzitutto sui sistemi adottati da Shein per limitare la vendita di prodotti illegali nell’Unione Europea, incluse merci che potrebbero costituire materiale pedopornografico, come bambole gonfiabili con sembianze infantili. Nel mirino anche i rischi legati alla progettazione del servizio, che crea dipendenza, per esempio tramite l’assegnazione di punti o ricompense per l’interazione con i consumatori, nonché i sistemi adottati da Shein per mitigare questi rischi» si legge nel lancio dell’agenzia stampa di ieri in tarda mattinata.




