Cavi tranciati sulla linea ferroviaria all’altezza di Casalbordino, le indagini condotte dalla Procura di Vasto, dalla Polizia Ferroviaria e dalla Questura di Chieti stanno procedendo ipotizzando i reati di attentato alla sicurezza dei trasporti, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio.
È stato un sabotaggio doloso, scartata definitivamente l’ipotesi di un tentativo di furto di rame, gli autori si sono introdotti in una proprietà privata e si sono calati in una scarpata adiacente ai binari in località Casette Santini, al confine con Torino di Sangro e adiacente alla pineta bruciata vent’anni fa.
Gli investigatori stanno valutando analogie con altri sabotaggi e tentativi di attentati alle linee ferroviarie di queste ultime settimane, escalation eversiva di gruppi antagonisti dopo l’avvio delle Olimpiadi Invernali di Milano – Cortina. Non ci sono state rivendicazioni, come accaduto su siti web della galassia anarco-insurrezionalista, come accaduto per precedenti dei giorni scorsi. Ma l’ipotesi su cui stanno lavorando gli inquirenti è quella.
Mentre si delineava il quadro del possibile movente per i cavi tranciati a Casalbordino è stato arrestato un ventenne a Bologna mentre poneva mattoni sui binari. È notizia, invece, delle scorse ore l’arresto di cinque antagonisti (in totale 18 le misure cautelari) per le violenze di piazza dei mesi scorsi, tra cui l’assalto squadrista alla redazione di “La Stampa”. Altri 19 arresti erano scattati nei giorni scorsi.
Ha espresso preoccupazione per quanto accaduto lunedì Filippo Marinucci, sindaco di Casalbordino. Tanti i reati avvenuti negli anni sul territorio, anche violenti, ma mai sono avvenuti attentati e sabotaggi.




