«Luoghi che hanno rappresentato illegalità e sopraffazione, saranno simbolo di rinascita, dignità e inclusione sociale, restituendo alla collettività ciò che la criminalità aveva sottratto, un atto di giustizia e di speranza per il futuro» l’annuncio di Anna Bosco, l’assessore alle politiche sociali del Comune di Vasto il 21 marzo dell’anno scorso in occasione dell’approvazione della delibera di assegnazione di un’abitazione, sequestrata alla criminalità organizzata, in via Acquedotto delle Luci n. 38 a Vasto al programma “Housing First”, un’iniziativa volta a contrastare la grave marginalità attraverso l’inserimento abitativo stabile di persone senza dimora o in situazioni di disagio cronico.
«Insieme alla Regione Abruzzo e all’Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna stiamo inoltre realizzando un importante progetto di Housing First, destinando un immobile confiscato alla criminalità a percorsi di inclusione e reinserimento lavorativo della durata di 18 mesi – ha sottolineato l’assessora Anna Bosco il 26 settembre scorso in occasione del convegno al Teatro Rossetti “FARE FUTURO. Dal limite al cantiere, il lavoro che ricostruisce vite. Il reinserimento socio-lavorativo delle persone sottoposte a provvedimenti di giustizia” – un segnale concreto di comunità che non lascia indietro nessuno».
Poco meno di un anno dopo il progetto sta giungendo alla sua piena realizzazione. Sull’albo pretorio del Comune di Vasto è stata pubblicata la determinazione dirigenziale per la fornitura, montaggio e prima accensione della caldaia a gas.
Sono undici gli interventi programmati nel “Piano integrativo di attività e organizzazione” 2024-20026 dell’Amministrazione Comunale di Vasto dall’assessora alle politiche sociali Anna Bosco, alcuni dei quali già concretizzati o in fase avanzata di realizzazione. Un altro immobile, in via Colli, verrà destinato ad un altro progetto con le stesse finalità con un’azione di cohousing come previsto dalla Legge “Dopo di noi”: un gruppo appartamento per persone con disabilità.
Una scelta dall’alto valore simbolico e sociale che permette la riconversione di un bene sottratto alla criminalità organizzata in favore della collettività ed un progetto sociale importante – ha sottolineato l’assessora alle Politiche sociali Anna Bosco – L’obiettivo è garantire la piena autonomia e inclusione sociale di queste persone, anche dopo la scomparsa dei genitori o dei familiari che si prendevano cura di loro.
Questo spazio non sarà solo un’abitazione ma un luogo dove persone fragili potranno contare su supporti educativi, sanitari e sociali integrati, e su una rete costruita insieme con le famiglie e con il territorio. L’abitazione sarà personalizzata e dotata di tecnologie di domotica e interazione a distanza. Un ringraziamento agli organi giudiziari, alle forze dell’ordine, al dirigente e agli uffici dei Servizi sociali».
Progetti in una città che soffre una fortissima emergenza abitativa: «la situazione abitativa è un tema molto critico per tante famiglie, una vera e propria emergenza casa» l’allarme di Bosco, delegata della giunta Menna anche all’edilizia popolare.
«La richiesta di alloggi popolari è altissima: sono già arrivate 160 domande nel nostro Comune e si tratta di un numero cresciuto negli ultimi anni anche a causa dell’aumento degli affitti, dei redditi insufficienti e della fragilità sociale di molte famiglie – ha sottolineato Anna Bosco – Le famiglie che chiedono aiuto non sono più solo quelle in povertà estrema, ma anche persone con lavoro stabile che non riescono comunque a sostenere affitti molto alti. In risposta all’ultimo avviso pubblicato dal Comune sono arrivate oltre 160 richieste, un numero abnorme rispetto alla disponibilità di alloggi a disposizione».
Diversi gli strumenti messi in campo dall’assessorato alle politiche sociali per cercare di arginare e fronteggiare questa gravissima emergenza abitativa. «Il Comune segue costantemente i nuclei familiari più fragili, che hanno riversato nella richiesta di sussidi economici comunali le loro emergenze crescenti e supporto nella ricerca di soluzioni temporanee» racconta Bosco aggiungendo che «nonostante il grande lavoro, il numero di alloggi disponibili rimane insufficiente» e tra le azioni in campo c’è la messa a disposizione di «terreni comunali destinati da prg ad edilizia pubblica residenziale».
«Salvaguardare il diritto alla casa è una priorità sociale» sottolineò l’assessora oltre un anno fa.
Altri progetti già concretizzati sono il “Programma di Intervento per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione” per le famiglie che vivono situazioni di vulnerabilità sociale e educativa e il Pronto Intervento Sociale. «Vasto può essere una città della cura, si può andare oltre l’individualismo, la vera essenza dell’essere umano si manifesta nella capacità di prendersi cura del prossimo, il benessere autentico nasce quando scegliamo di costruire relazioni basate sulla solidarietà e sull’ascolto, la cura non è solo un’azione, ma un nuovo modo di vedere il mondo, un cambiamento di prospettiva che mette al centro le persone – ha dichiarato l’assessora Bosco – il nostro impegno è quello di non lasciare nessuno indietro». «Sempre più persone soffrono di povertà energetica, la difficoltà di accedere a servizi essenziali come riscaldarsi, cucinare e illuminare la propria abitazione» è l’allarme lanciato in una intervista da Anna Bosco, assessore alle politiche sociali del Comune di Vasto.
«La fascia di popolazione più colpita è quella degli anziani e dei pensionati» ha sottolineato Bosco. «Come amministratori locali ci sentiamo in prima persona impegnati a dar voce a queste istanze, come Comune di Vasto cerchiamo di venire incontro anche con l’erogazione di sussidi straordinari». «Nella terza età esiste un forte problema di solitudine e di difficoltà nelle necessità quotidiane» ha sottolineato l’assessora alle politiche sociali in un’intervista.




