Siamo nella prima settimana di primavera, la stagione in cui i colori e il calore della natura e del mondo che ci circondano con poesia ci prendono per mano ad esplorare la bellezza e la profondità intorno a noi. Radicati in scrigni mozzafiato e nella storia del territorio. Ci sono angoli che ci raccontano decenni e secoli passati, libri aperti in cui camminare e rivivere la storia.
«Quando in un libro di poesia o di prosa, una frase, una parola, ti riporta ad altre immagini, ad altri ricordi provocando circuiti fantastici, allora, solo allora, risplende il valore di un testo. Al pari di un quadro, scultura o monumento, quel testo ti arricchisce non solo nell’immediato, ma ti muta nell’esistenza»
(Giulio Einaudi)
«Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinità, perché la lettura è un’immortalità all’indietro»
(Umberto Eco)
Chiunque conosca la passione della lettura, ha sfogliato pagine e pagine immergendosi nelle finestre sul mondo, sulla storia, sul cuore, sull’animo, sulle vite umane ha vissuto quanto Einaudi e Eco ben sintetizzavano. Viaggi straordinari su vascelli infiniti ancor più straordinari quando avvengono insieme, quando la lettura è convivialità, dialogo, cammino comune di menti appassionate.
Ogni angolo dei nostri paesi, tantissimi luoghi sotto il cielo stellato che ogni notte ci avvolge raccontano storie infinite, sono le nostre radici, la nostra identità, ci permettono di guardare quel che i nostri nonni e prima ancora i loro nonni e così via risalendo l’albero della Storia (e delle storie collettive e individuali). I libri rendono immortalità e possono essere imperiture vestigie di quel che piazze, monumenti, palazzi e tanto altro ci tramandano. La storia dei nostri territori, delle nostre comunità possono essere sfogliate e conosciute immergendosi in questi libri viventi.
Quei vascelli di cultura e umanità, profondità e radici, riflessioni e storie rappresentati dai libri sono da sempre tra i punti di forza della flotta dell’Associazione Culturale Nuovo Umanesimo. Nata 33 anni fa e pronta a rinnovare impegni storici e salpare per nuovi orizzonti anche in questo 2026 e nel futuro.
Tre grandi temi ritenuti cruciali per lo sviluppo Culturale e Turistico di Casalbordino sono stati individuati nell’assemblea dei soci che si è tenuta il mese scorso:
«- il Progetto De Arcangelis finalizzato alla realizzazione diun Museo di Arti Grafiche per il Centro abitato;
– il Parco Archeologico di Santo Stefano in Rivo maris con il Tratturo Magno per il Lido (con incontri e visite guidate);
– il Parco Religioso-Artistico-Letterario per la frazione Miracoli,la cui istituzione è stata proposta, sollecitata e auspicata da diversi anni da Nuovo Umanesimo e da illustri personalità, fra cui il Professor Luigi Lucarelli, da sempre impegnate, insieme all’Associazione, nella valorizzazione di questo territorio.
E’ stata inoltre avanzata la proposta di dedicare un altro incontro di approfondimento sulla figura e l’opera di Leonardo da Vinci con l’Arch. Alfredo Forenza autore del libro “ Il visibile parlare dell’Uomo Vitruviano”, presentato lo scorso 13 dicembre.
Per ricordare e celebrare il 30mo anniversario del progetto pioneristico e lungimirante“Gioventù per l’Europa” (avviato nel luglio 1996 a Casalbordino, proseguito poi con altri appuntamenti negli anni successivi e che ha visto coinvolti diversi giovani casalesi e altrettanti ragazze e ragazzi provenienti da altri Paesi europei in scambi internazionali) sarà organizzata una Festa con il coinvolgimento e la partecipazione dei giovani di allora e degli studenti di oggi.
Sempre nell’ottica statutaria della conoscenza, valorizzazione e promozione anchedelle risorse umane del territorio in un confronto aperto anche con altre realtà,si intende continuare gli incontri dialoganti fra Libri e Mostre d’Arte, fra Musica e Immagini e le diverse espressioni della Creatività e Solidarietà a cura del GruppoeVenti dArte, che ha rilanciato, fra l’altro, l’idea di una Mostra Diffusa di Arte e Artigianato al femminile nel Centro Storico, in collaborazione anche con la dottoressa Lilli D’Agostino, Presidente dell’Associazione Il Canestro di Frutta .
Oltre ai componenti del Direttivo e alla referente Maria Alba Simigliani, eVenti d’Arte è aperto alla partecipazione e al contributo di quanti vorranno farne parte».
Su corso Garibaldi, il principale corso di Casalbordino, sorge il palazzo che oggi ospita l’Upim. Una presenza quasi familiare, abitudinaria per tutti i casalesi che lo attraversano ogni giorno. Lì, un secolo fa, dietro quelle mura, si sono scritte pagine importanti della storia della cultura: gli anni della Tipografia De Arcangelis.

«Un tuffo nella storia di Casalbordino e della cultura italiana nel pieno centro storico», così l’Associazione Culturale Nuovo Umanesimo ha raccontato l’esperienza vissuta dagli studenti della classe quarta dell’Istituto Tecnico Economico e della scuola primaria nei giorni precedenti il Natale 2025, accompagnati dalle insegnanti Maria Teresa Santini e Roberta Pesce e dalla vicesindaca Carla Zinni. Scopo dell’iniziativa la scoperta della storia della Tipografia De Arcangelis, la cui sede era un palazzo storico di Casalbordino, per decenni punto di riferimento culturale per tutta l’Italia centrale e meridionale. L’evento è iniziato presso la Saletta delle Arti, in cui è esposta una mostra dedicata alla storia della tipografia, e si è conclusa davanti il palazzo in cui vi era la sede.
«I libri in mostra provengono dalle collezioni private di Luigi Lucarelli e Duilio e Mario Fornarola, mentre macchinari (attualmente custoditi dal Comune) e caratteri sono stati donati all’associazione dalla famiglia Coladonato con lo scopo di istituire un pubblico Museo delle Arti Grafiche» di cui l’associazione è promotrice da vent’anni. «Fondata nel 1885 la “De Arcangelis” testimonia non solo la vivace proliferazione delle aziende tipografiche abruzzesi in quell’epoca ma anche un nuovo dinamismo culturale volto ad indicare e rappresentare, ad un pubblico sempre più alfabetizzato e consapevole, sia il patrimonio storico-culturale che le potenzialità della nostra regione, allora impegnata a partecipare con una sua identità e specificità al processo di integrazione nazionale del giovane Regno d’Italia» ricorda il sodalizio culturale presieduto da Nicola Zinni.
«Pur rimanendo un’azienda tipografica “minore”, la “De Arcangelis” ha lasciato un’impronta significativa sia per il livello culturale che per la qualità tipografica delle opere impresse, riuscendo a catalizzare il coraggio imprenditoriale del suo fondatore con l’appassionato e qualificato lavoro intellettuale di una schiera di insigni autori: da Antonio De Nino a Filippo Masci ,da Emile Bertaux a N. F. Faraglia, da Giovanni Pansa a Pietro Piccirilli, da Giovanni De Caesaris a Silvio Spaventa, da Ettore Moschino a Carlo Ignazio Gavini e a tanti altri esponenti della cultura regionale tra ‘600 e ‘900 – ricorda l’Associazione Culturale Nuovo Umanesimo – Ne è scaturita una produzione editoriale di oltre 400 pubblicazioni inerenti alla storia o all’Arte, alla Medicina e all’Agronomia, alla Religiosità o al folclore, ma anche alla Pedagogia e alla Didattica, con manuali scolastici e testi grammaticali da proporre come validi supporti all’istruzione o alla formazione delle nuove generazioni, quando si avviano nella nostra regione importanti processi di scolarizzazione e informazione pubblica; da rilevare che a fine ‘800 l’Abruzzo registra una stimolante diffusione di pubblicistica periodica, cui contribuisce validamente anche la nostra Editrice con la stampa sia di giornali locali — come “ L’Eco D’Abruzzo” (1890) e “L’Eco della Marsica” (1890) — sia di riviste specializzate, con illustri direttori e collaboratori vedi la Rassegna Abruzzese di Storia e Arte, diretta da Giovanni Pansa e Pietro Piccirilli, impressa dai torchi della Carabba nei primi due anni (1897—98) o della De Arcangelis nei successivi due (I899-l9OO); “Abruzzo Magistrale”, periodico quindicinale della scuola e dei maestri della Regione, diretto da Rosario Iavicoli (1909 e 1910); la Rivista Giuridica Abruzzese diretta da Vincenzo Speranza con un Comitato Scientifico di emeriti accademici delle Università dì Roma, Napoli, Bari, Palermo e Milano.
Tra le opere che hanno maggiormente qualificato la produzione editoriale della De Arcangelis, sono senz’altro da annoverare i tre pregevoli volumi, con eleganti tipi e preziosi fregi o illustrazioni, che riproducono atti e memorie del Convegno Storico Abruzzese-Molisano svoltosi a Roma nel 1931, inaugurato dal Ministro dell’Educazione Nazionale e presieduto da Enrico Carusi. La professionalità e lo spirito imprenditoriale, sempre palesati con larghezza di rapporti e di vedute – nonostante la dislocazione periferica così lontana dai principali circuiti editoriali – procurarono al Commendator Nicola De Arcangelis gratificazioni e riconoscimenti sia in ambito regionale (collaborò assiduamente, in qualità di “vice” col presidente della Camera di Commercio Mezzanotte, e instaurò rapporti di devota amicizia coi membri del Cenacolo Michettiano) sia in ambito nazionale dove riscuoteva lusinghieri apprezzamenti dai rappresentanti preminenti del mondo editoriale, come Mondadori, Ricordi e Sandron, specie quando entrò con loro a far parte (1927) del Consiglio Nazionale degli Industriali di Arti Grafiche d’Italia».
Alla memoria della Tipografia De Arcangelis fu dedicata anche una importante iniziativa dall’Associazione Culturale Nuovo Umanesimo: la ristampa del libro in tre volumi relativo al Convegno Storico Abruzzese-Molisano svoltosi a Roma presso l’Associazione Famiglia Abruzzese-Molisana dal 25 al 29 marzo del 1931. Il testo, alla cui ristampa ha partecipato la Editrice Rivista Abruzzese di Lanciano, è stato edito dalla Tipografia De Arcangelis di Casalbordino e rappresenta l’atto conclusivo del progetto di riscoperta e valorizzazione che l’associazione culturale casalese portò avanti.
“Il Convegno del 1931 ebbe notevole successo e vide la partecipazione dei massimi esponenti della cultura italiana, di una nutrita schiera di autorità politiche ed ecclesiali, del Ministro dell’Educazione Nazionale Balbino Giuliano, nonché del Mons. Enrico Carusi che presiedette il Convegno – sottolineò l’associazione in occasione della presentazione, in collaborazione con la BCC “Sangro Aventina”, del libro nel luglio 2009 – Gli atti e le memorie del Convegno furono pubblicati la prima volta nel 1933 e successivamente ristampati con edizioni nel 1935 e nel 1940 e rappresentarono la consacrazione di prestigiosi contributi di elevato valore scientifico e culturale difficilmente reperibili altrove”.
Al convegno del 1931, presieduto da Mons. Enrico Carusi, storico ed archivista nella Biblioteca Vaticana nativo di Pollutri, parteciparono – sottolineano la storica Lia Giancristofaro e il presidente dell’Associazione Nuovo Umanesimo Nicola Zinni nella prefazione – “importanti studiosi, non solo di abruzzesistica, con relazioni che toccarono tutti gli aspetti della cultura, dalla storia all’archeologia, all’epigrafia, alla letteratura, alla scienza , all’architettura, al diritto, all’arte, facendo così dell’evento un caposaldo per gli studi sull’Abruzzo e il Molise”. Gli atti di quel convegno furono stampati grazie a Nicola De Arcangelis, tre volumi di 1039 pagine complessive con 86 tavole fuori testo in carta patinata che riproducono monumenti artistici e archeologici, documenti archivistici e incunaboli, che “assumendosi il carico della stampa, ha mostrato di occuparsi del buon nome della sua casa più che dei suoi interessi materiali” sottolineò all’epoca Monsignor Carusi.
La tipografia fu fondata da Nicola De Arcangelis nel 1885 ed ha avuto sede in quello che ancora oggi è uno dei palazzi storici più belli del centro di Casalbordino, lungo Corso Garibaldi, fino al trasferimento a Pescara nel 1933. Editore ed, appunto, tipografo Nicola De Arcangelis ha accolto in quel palazzo anche illustri rappresentanti del mondo culturale abruzzese come D’Annunzio e Michetti. Oltre i già citati atti del convegno del 1931 tra i tantissimi libri stampati dalla tipografia De Arcangelis si può ricordare il “Vocabolario abruzzese” scritto da Domenico Bielli e con la prefazione di Cesare De Titta, l’illustre umanista, filologo e poeta dialettale abruzzese. Nicola De Arcangelis ha svolto un ruolo determinante nell’evoluzione culturale abruzzese tra Otto e Novecento, punto di riferimento per molti autori abruzzesi e di studiosi, anche non italiani, per le loro ricerche.
Tra i più conosciuti autori che hanno pubblicato con la tipografia De Arcangelis si ricordano Gabriele D’Annunzio, Gennaro Finamore, Cesare De Titta, Antonio Fogazzaro e, per conto dell’editore Carabba, la raccolta poetica di Edoardo Scarfoglio “Papaveri”. Tra i periodici “L’illustrazione abruzzese”, “L’annuario abruzzese” a cui contribuivano anche Benedetto Croce, Ignazio Silone e Michele Cascella, la “Rassegna Abruzzese di Storia e Arte” delle annate 1898-1900, la “Rivista Giuridica Abruzzese” per l’anno 1934 ed il primo numero del ’35, “L’Abruzzo Magistrale” (1909-10), periodico sindacale e didattico dei maestri elementari, “La Vita Agricola” (1925), bollettino della Cattedra ambulante di agricoltura del vastese.
Nel 2025 un evento dell’Associazione Culturale Nuovo Umanesimo è stato dedicato alla memoria di Tito Lanza, iniziativa in cui è stata scoperta una targa a imperitura memoria e ascoltare una profonda lezione di Storia dal prof. Roberto Fioriti.
In questa videointervista il prof. Fiorini si è soffermato sull’importanza della figura di Tito Lanza, sul suo impegno sociale e civile e sui contenuti del libro presentato.
Patriota e impegnato nella lotta al brigantaggio, Lanza partecipò attivamente alla vita sociale e politica del tempo. Poeta e oratore, tenne un discorso in occasione dei solenni funerali celebrati il 17 febbraio 1878 di Vittorio Emanuele II.
L’Associazione Culturale Nuovo Umanesimo, nell’ambito del ciclo di eventi organizzato quest’estate, lo ha ricordato e omaggiato martedì 22 luglio. L’incontro è iniziato scoprendo la targa commemorativa apposta sulla facciata del palazzo in cui Lanza nacque nel 1839. Alla cerimonia presenti gli eredi Lanza, il Presidente dell’Associazione Nuovo Umanesimo Nicola Zinni, la vicesindaca Carla Zinni (in rappresentanza anche del sindaco Filippo Marinucci, fuori Casalbordino per impegni istituzionali) e l’assessore al turismo Paola Basile.
La targa resterà a imperitura memoria dell’illustre casalese, a ricordare una parte importante della storia italiana, ed è frutto di un tenace e lungo impegno di Vincenzo Staffieri e Nicola Zinni presidente dell’Associazione Nuovo Umanesimo che già vent’anni fa organizzò un convegno per ricordarne la figura e proporre insieme alla famiglia Lanza di porre un segno tangibile a memoria di questo illustre cittadino. Grazie alla sensibilità dell’assessore Carla Zinni questa volta è stato possibile.

Dopo la cerimonia, alla presenza di un pubblico attento e interessato, si è tenuta la presentazione del libro del prof. Fiorini in cui l’autore ha tracciato non solo un approfondito ritratto storico, umano e artistico di Tito Lanza ma ha tenuto una lezione magistrale sulla storia del Risorgimento Italiano e del periodo a cavallo dell’800 e del 900.
Con lui hanno dialogato la prof.ssa Alba Simigliani dell’Associazione Culturale Nuovo Umanesimo e la vicesindaca Carla Zinni è stato possibile. La voce di Fabrizio D’Agostino con la lettura di alcune poesie di Tito Lanza ha impreziosito l’atmosfera della bella serata.
Foto copertina: il primo evento organizzato dall’Associazione Culturale Nuovo Umanesimo nel 1993






