IL TOTALE FALLIMENTO DI UNA CLASSE DIRIGENTE. Superate le 42mila firme per dire al ministro della Giustizia, Nordio, che il suo tempo è finito. La valanga dei NO ha creato un maremoto istituzionale. Delmastro, Bartolozzi, Santanchè, Gasparri hanno già fatto le valigie.
La nostra Costituzione Antifascista, che volevano sacrificare, si sta vendicando dei rappresentanti di un governo fascista.
Il segnale netto, concreto è arrivato dal basso. Dai cittadini che hanno espresso la propria volontà all’interno della cabina elettorale. Certi soggetti, che hanno la faccia tosta di giurare sulla Sacra Costituzione, non dovrebbero nemmeno nominarla. Altro che stravolgerla.
La petizione promossa dal Comitato di cittadini attivi per la Costituzione, per chiedere le dimissioni del ministro della Giustizia – per le tante cazzate che ha ripetuto durante questa campagna elettorale -, nasce in un clima tossico: una frattura sempre più evidente tra il sentimento di una parte del Paese e la risposta delle istituzioni.
La petizione usa parole misurate.
Noi cittadini e cittadine firmatari della presente petizione esprimiamo profonda preoccupazione per l’esito del recente referendum, che ha rappresentato un chiaro segnale di sfiducia nei confronti dell’operato del Ministero della Giustizia.
Il risultato referendario costituisce un momento di grande rilevanza democratica, nel quale la volontà popolare si è espressa in modo inequivocabile. Ignorare o minimizzare tale esito significherebbe indebolire il principio fondamentale della sovranità popolare su cui si fonda la nostra Repubblica.
Riteniamo pertanto che, alla luce della sconfitta politica e istituzionale emersa dal voto, sia necessario un atto di responsabilità da parte dei vertici del Ministero. In particolare, chiediamo le dimissioni del Ministro della Giustizia , quale figura apicali direttamente coinvolte nell’indirizzo e nella gestione delle politiche oggetto del referendum.
Questa richiesta non nasce da spirito polemico, ma dall’esigenza di ristabilire un rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni, nonché di garantire un rinnovamento nella guida del Ministero, nel rispetto della volontà espressa dal corpo elettorale.
Confidiamo che le istituzioni sapranno ascoltare questo appello e agire nel pieno rispetto dei principi democratici e costituzionali.
Per i firmatari, ignorare il messaggio uscito dalle urne significherebbe indebolire la sovranità popolare e svuotare di senso uno degli strumenti più forti della partecipazione democratica.
La petizione bussa alla porta del Palazzo. In una democrazia matura le sconfitte politiche non sono un mero incidente di percorso. Serve una riflessione politica profonda. Ma sono necessarie le dimissioni dei rappresentanti fallimentari. Manca Nordio e manca quella del presidente del consiglio.
Il Comitato di cittadini ha trasformato questo principio in una richiesta pubblica. La politica deve imparare ad assumersi le sue responsabilità. Questa richiesta è il sintomo di una ferita politica aperta.
Una parte di cittadini chiede di essere ascoltata.
FIRMA ANCHE TU: https://c.org/c8NVkVt69Z

Dopo Bartolozzi e Delmastro, Santanchè lascia (ma fuori tempo massimo)





