È ormai acclarato che buona parte del ceto politico italiano è la perfetta sintesi dei peggiori difetti che può avere un essere umano: bugiardo, ignorante, incoerente, supponente, arrogante, prepotente, esibizionista, narcisista.
Forse me ne sfuggono altri.
Allora, se la situazione è questa, perché il popolo italiano continua a votare i peggiori?
La spiegazione più semplice è che molti italiani si rispecchiano in coloro che eleggono.
Ma c’è una parola di origine psichiatrica che fornisce un ulteriore elemento di spiegazione:
AMENZA.
Si tratta, spiegano i trattati della materia, «di una psicosi acuta di varia origine, caratterizzata da una sorta di atarassia mentale che sconvolge i processi della percezione e dell’ideazione e che può sospenderli fino all’incoscienza».
Il popolo italiano è AMENTE!
Cioè è privo di mente, in due sensi: non la usa perché non ce l’ha, oppure non funziona.
Nel primo caso il danno è irreparabile, nel secondo si può sperare che possa ripartire.
Impegnarsi, soprattutto con i giovani, affinché la mente possa riprendersi, superando l’oblio della ragione, è un dovere etico e civile.
In ciò risiede la speranza di un cambiamento.



