Nel panorama politico italiano, accanto alla cosiddetta sinistra parlamentare, è sempre esistita una galassia di movimenti e organizzazioni della sinistra radicale e anticapitalista, spesso emarginati dai grandi partiti, ma protagonisti del dibattito politico e sociale.
Da Lotta Comunista a Spartacus, da Che Fare a Il Bolscevico, fino all’esperienza pluridecennale del Partito dei CARC (Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo).
Ma cosa contraddistingue oggi la politica di questo movimento?
A spiegarlo è Pablo Bonuccelli, dirigente dei CARC, che parte da un’analisi della crisi del capitalismo, aggravata dal crollo finanziario del 2008 e dalla successiva trasformazione degli equilibri economici mondiali.
Secondo Bonuccelli, le principali forze politiche italiane, di destra e di sinistra, sarebbero ormai subordinate agli interessi del grande capitale finanziario internazionale, mentre le masse popolari affrontano condizioni sempre più difficili. In questo scenario, la stessa definizione di sinistra avrebbe perso gran parte del suo significato originario.
Il nuovo CLN e la ricerca di un’alternativa politica
Da questa analisi nasce la proposta di costruire una nuova forma di unità tra movimenti, organizzazioni e componenti sociali contrarie all’attuale sistema economico e politico.
Un progetto simbolicamente definito nuovo Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), anche se, come sottolinea Bonuccelli, non è la denominazione a essere determinante, ma l’obiettivo comune.
Il metodo dovrebbe essere assembleare e partecipativo, fondato sul confronto tra posizioni differenti, sulla libertà di esprimere dissenso e sulla ricerca di una sintesi condivisa.
Danilo Gullotto, appartenente a Sinistra Anticapitalista, richiama una riunione svoltasi a Catania, alla quale il suo movimento ha partecipato come osservatore.
Queste iniziative sono utili e devono essere ripetute?
La risposta di Bonuccelli è duplice: sì, perché favoriscono il confronto e la progettualità comune; no, se finiscono per riproporre strategie e modalità organizzative del passato, senza individuare nuovi strumenti di lotta.
Anche il ricorso alle elezioni, secondo il dirigente dei CARC, non può rappresentare lo strumento principale del cambiamento. Il sistema elettorale sarebbe diventato, nella sua interpretazione, un meccanismo funzionale alla conservazione del potere delle classi dominanti.
Masse popolari e proletariato: chi sono oggi?
Una delle questioni più interessanti riguarda la trasformazione del proletariato.
Esiste ancora? Possiamo continuare a identificarlo con l’immagine novecentesca degli operai in tuta blu che manifestano nelle piazze?
Per Bonuccelli, il proletariato esiste ancora, ma ha cambiato volto.
Oggi comprende lavoratori precari, infermieri del settore privato, impiegati, lavoratori dei servizi e persone sottoposte a condizioni contrattuali sempre più svantaggiose, spesso con diritti ridotti al minimo.
A questi si aggiungono settori della piccola e media borghesia, commercianti, artigiani e piccoli imprenditori progressivamente esclusi dai benefici della globalizzazione economica.
La tradizionale immagine del bottegaio benestante, particolarmente radicata nel Centro Italia, non corrisponderebbe più alle trasformazioni sociali contemporanee.
Si assisterebbe così, secondo l’analisi dei CARC, a una crescente proletarizzazione di ampie fasce della popolazione, con nuovi soggetti sociali potenzialmente protagonisti di un cambiamento politico.
Cina, Russia e BRICS: i nuovi equilibri internazionali
Il confronto affronta anche la situazione geopolitica mondiale, profondamente diversa rispetto a quella del Novecento.
L’affermazione della Cina, il ruolo della Russia, l’espansione dei BRICS e la presenza dell’Iran pongono interrogativi sulla natura dei nuovi equilibri internazionali.
Sono sistemi alternativi al capitalismo occidentale oppure rappresentano altre forme dello stesso modello economico?
Secondo l’interpretazione politica di Bonuccelli, Cina e Russia non sarebbero potenze imperialiste, una posizione che rimane oggetto di discussione nel panorama della sinistra radicale.
Il dirigente dei CARC individua inoltre nella volontà occidentale di conservare il proprio predominio economico e geopolitico uno dei principali fattori di tensione internazionale, con il rischio di un conflitto mondiale.
Un eventuale governo alternativo italiano dovrebbe quindi privilegiare il dialogo con le potenze emergenti, superando la logica della contrapposizione militare.
Ma il modello cinese potrebbe essere importato in Italia?
La risposta di Pablo Bonuccelli è netta: no.
Ogni Paese possiede una propria storia, una propria cultura e una specifica struttura sociale. Un sistema politico alternativo deve nascere dalle condizioni concrete della società in cui si sviluppa, senza riprodurre meccanicamente esperienze straniere.
Quale futuro per la sinistra anticapitalista?
L’intervista a Pablo Bonuccelli offre una lettura critica della società contemporanea, dalla crisi del capitalismo alla trasformazione delle masse popolari, fino alla necessità di costruire nuove forme di partecipazione e organizzazione politica.
Al centro resta una domanda: è possibile costruire un’alternativa al sistema attuale senza ripetere gli errori e gli schemi del passato?
Un confronto serrato e appassionante, che propone idee e interpretazioni fuori dagli schemi della politica tradizionale.
Un’intervista da non perdere.



