“Oggi Catania ha mandato un messaggio che non può essere ignorato: non si può continuare a chiedere sacrifici a chi vive di salario o di pensione mentre il costo della vita divora ogni mese una parte sempre più grande del reddito”,
“Dietro il caro benzina ci sono lavoratori che devono raggiungere il posto di lavoro, pensionati che fanno i conti al centesimo, famiglie costrette a scegliere quali spese rinviare. Questa spirale deve essere fermata. Vogliamo salari più forti, pensioni tutelate, servizi pubblici che funzionino e una fiscalità che faccia pagare di più a chi ha di più e a chi ha accumulato extraprofitti durante le crisi. Non accetteremo che siano ancora lavoratori, pensionati e famiglie a pagare il conto. E diciamo con altrettanta chiarezza che non vogliamo che il caro energia e il caro benzina diventino il prezzo delle guerre scaricato sulla vita quotidiana delle persone”.
“Questa è la piazza dei diritti e del contrasto alle disuguaglianze che si contrappone al palazzo delle clientele. – ha detto il segretario di Cgil Sicilia -Chiediamo interventi concreti al governo nazionale e a quello regionale. A quest’ultimo abbiamo indirizzato una piattaforma di richieste affinchè si sostengano i redditi più bassi, ci sia un controllo sugli aumenti che riguardano i beni essenziali e si mettano in campo politiche e risorse per i servizi fondamentali, come la sanità, l’istruzione, per le politiche abitative e per lo sviluppo. Su questi temi auspichiamo un grande movimento di popolo e la partecipazione massiccia alle manifestazioni in corso in Sicilia e a quella nazionale della “Via maestra” in programma a Roma il 17 ottobre”.
“Catania sarà anche protagonisti della battaglia per il diritto alla mobilità. Dal casello autostradale il 21 ottobre partirà infatti una delle carovane dirette verso l’area di servizio di Calatabiano (lato Messina) per chiedere interventi per sicurezza delle autostrade e scongiurare la paralisi della Sicilia”.
- interventi sul prezzo dei carburanti, anche sulla componente fiscale,
- controlli sulla formazione dei prezzi e sulle eventuali condotte speculative;
- un trasporto pubblico più forte e abbonamenti agevolati;
- rinnovo dei contratti,
- recupero del potere d’acquisto dei salari,
- detassazione degli aumenti contrattuali
- adeguata rivalutazione delle pensioni.
Sul fronte della casa e delle utenze vengono chiesti
- maggiori sostegni contro la povertà energetica,
- contributi per l’affitto
- interventi sull’edilizia residenziale pubblica.
Ai Comuni, a partire da Catania, si chiede di alleggerire il peso della TARI sulle famiglie più fragili.
- più risorse per la sanità pubblica,
- riduzione delle liste d’attesa,
- rafforzamento della medicina territoriale e dell’assistenza domiciliare,
- servizi educativi e sociali più accessibili,
- trasporti e mense scolastiche gratuiti o fortemente agevolati,
- affitti calmierati
- più alloggi per gli studenti universitari.
Per reperire le risorse necessarie, la CGIL chiede una tassazione straordinaria degli extraprofitti e una maggiore progressività fiscale.
“La corsa al riarmo e la crescente economia di guerra non devono sottrarre risorse alla sanità, all’istruzione, alla casa, ai trasporti e alla protezione sociale”,
“Pace e giustizia sociale sono dunque parte della stessa rivendicazione”.
“Fermare il carovita significa difendere il lavoro, le pensioni e il diritto a una vita dignitosa. Non c’è sicurezza senza diritti, non c’è pace senza giustizia sociale”,



