Stupro online. Con l’esplosione del web è diventata una delle attività più diffuse della depravazione e del perpetrare la cultura dello stupro: milioni di papponi diffondono e fruiscono di video e foto per i più perversi e depravati privilegi patriarcali. Donne considerate solo oggetti sessuali per le fantasie e interessi a dir poco immondi e bestiali, alla mercé della più disumana fallocrazia.
Lo abbiamo denunciato e documentato ripetutamente, denunce che in altri Paesi come Francia e USA sono entrate nel dibattito pubblico e persino istituzionale mentre in Italia vige l’omertà e la complicità più schifose. Le piattaforme pornografiche sono luoghi virtuali di stupri, violenze di ogni tipo, pedofilia, sfruttamento maschiocentrico e patriarcale, sessuale. Una moderna frontiera dello sfruttamento della schiavitù dello stupro.
Carol Maltesi è stata assassinata e il suo corpo squartato e nascosto per due mesi. Questa è l’unica incontrovertibile realtà. Ed invece, nella narrazione mediatica, ancora una volta abbiamo visto in azione il solito copione: colpevolizzazione della vittima, morbosità oscena giudicante lei, una latente assoluzione del femminicida. Quando le indagini delle forze dell’ordine hanno svelato il movente del suo assassinio, che ci troviamo di fronte l’ennesimo femminicidio la narrazione comunque ha «colpevolizzato» lei.
Voleva allontanarsi da lui, un titolo del genere ripetuto decine se non centinaia di volte, ha due effetti mediatici immediati: scarica su Carol Maltesi il «peso» della vicenda e omette dolosamente l’unica parola che è sicuramente centrale, pretesa di dominio maschile.
Quelle pretese che nello stupro a pagamento e nello stupro pornografico sono centrali, perpetrazioni di abusi di potere in nome delle depravazioni sessuali di papponi criminali, in omaggio alla cultura dello stupro.
Sex Industry is violence ha documentato che dopo l’esplosione della nuova guerra in Ucraina questi stupratori depravati hanno avuto immediatamente due pensieri: hanno esultato alla possibilità che il numero delle donne sfruttate e schiavizzate dalle mafie aumenteranno esponenzialmente e su piattaforme come PornHub si sono moltiplicate e diventate una «tendenza» le ricerche di donne ucraine.
La copertina di quest’articolo documenta quanto, dopo la notizia del femminicidio di Carol Maltesi, si sia scatenata la stessa dinamica. Questi esseri hanno perpetrato esattamente lo stesso copione: loro primo pensiero è stato quello di cercare video e foto con il suo nome.
Stuprate, sesso violento e forte, latina drogata, ubriache addormentate, finisce per piangere, prima volta anche dolorante, sorellina piccola e studentesse vergini (queste ultimi svelano, ancora una volta, come sia immediato il salto pedofilo) sono – come documenta l’immagine che pubblichiamo – alcune delle ricerche di «tendenza» su PornHub.
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