«La guerriglia», «Sembra il cielo sopra il Vietnam. Buon 2026 da Saigon». Sono alcuni dei commenti alla notte di San Silvestro nei cieli di Vasto, corredati da video che documentano la potenza di fuoco esplosa in città.
Ancora una volta, come avviene ogni anno e abbiamo già denunciato negli anni scorsi, è stata totalmente disattesa l’ordinanza firmata dal sindaco Francesco Menna di divieto dal 31 dicembre 2025 al 2 gennaio 2026 di «accendere, lanciare e sparare prodotti pirotecnici (petardi, fuochi d’artificio di ogni genere) in luoghi pubblici o di uso pubblico, e nei luoghi privati da cui possano essere raggiunte aree ad uso pubblico».
La sanzione stabilita per i trasgressori – da 25 a 500euro – non ha fatto desistere gli amati delle esplosioni, che si sono udite anche nel pieno centro della città, dalla zona dell’ospedale al belvedere a pochi passi dalla piazza in cui si è tenuto il concerto organizzato dall’amministrazione comunale.
Subito dopo la mezzanotte la potenza di fuoco ha raggiunto la sua massima potenza, nel centro cittadino e nel popoloso quartiere San Paolo, luogo in cui fuochi d’artificio sono segnalati dai cittadini durante tutto l’anno.
Lo raccontiamo sin dal nostro primo anno quali segnali, in luoghi delle città, sono espressi dall’esplosione di fuochi d’artificio. Segnali legati allo spaccio, all’arroganza criminale di determinate famiglie, al ventre oscuro (che tanto oscuro non è perché certi fatti accadono non certo nascosti, come spesso abbiamo denunciato) di questa società. Un ventre oscuro che è presente, segna, anche la costa abruzzese da Rancitelli fino al vastese. Lì dove lo spaccio e altri reati, come abbiamo ripetutamente sottolineato nell’anno appena trascorso, appaiono in netto incremento.
Che nella notte di San Silvestro fuochi d’artificio siano stati sparati, già dalle ore precedenti la mezzanotte, anche nel cuore della città, anche a pochi passi dal concerto che ha attirato migliaia di persone (oltre 5000 il numero reso noto dall’Amministrazione Comunale), intrecciandosi in maniera sconcertante con le note e il divertimento in piazza Pudente, è un segnale che dovrebbe far riflettere. Ma così pare non essere.
Un segnale forte e chiaro dal cuore della società cittadina che appare, purtroppo, molto più chiaro di quello espresso dalla stessa Amministrazione Comunale.
«Anche quest’anno, come da tempo avviene in molti Comuni italiani abbiamo voluto emanare questa ordinanza, al fine di evitare comportamenti che possano provocare pregiudizi di natura psicofisica alle persone, agli animali, nonché danni all’ambiente, al patrimonio pubblico e privato – avevano sottolineato alla vigilia il sindaco Francesco Menna e l’assessora alle Politiche per la difesa e la tutela degli animali Paola Cianci – Con una piccola rinuncia ciascuno di noi può contribuire in modo concreto a garantire la sicurezza, la serenità e il benessere di tutta la comunità».
Vietare l’esplosione di fuochi d’artificio è «prima di tutto di un gesto di civiltà, che nel tempo ha contribuito a superare una consuetudine sbagliata» ha dichiarato nelle ore precedenti la notte di San Silvestro l’assessore Cianci. Divieti che, ha aggiunto la delegata della giunta Menna, «hanno lanciato un messaggio chiaro che ha contribuito, passo dopo passo, a migliorare la qualità della vita dei nostri amici a quattro zampe». Messaggio che, purtroppo, non è stato recepito quest’anno come negli anni scorsi e ha portato a sfiorare in città due tragedie che si aggiungono al pesante bilancio nazionale di ogni notte di San Silvestro.
Un ragazzo è giunto già, intorno alle 22, presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale San Pio della città. Medicate le escoriazioni al volto e una leggera ustione alle dita della mano destra dai sanitari del nosocomio è stato dimesso prima della mezzanotte. Molto più gravi le condizioni in cui è giunto, nel cuore della notte, un secondo ragazzo di sedici anni. Le ferite gravi ad una mano hanno indotto i sanitari del pronto soccorso vastese a disporre il trasferimento del sedicenne, in via d’urgenza, fuori regione. La stessa notte il ragazzo è stato trasferito presso il centro specializzato di chirurgia ricostruttiva della mano dell’ospedale Torrette di Ancona, in cui le sorti del ragazzo sono affidate ad un intervento chirurgico.
Che questa poteva essere la conclusione, che si sarebbe approdati a tale situazione, era fin troppo scontato. I precedenti negli anni non inducevano ad altro e la stessa Amministrazione ne era cosciente. «Ogni anno si ripresenta la stessa polemica. Viene emanato il divieto dei botti a Capodanno e c’è chi reagisce sostenendo che sia inutile, perché in alcune zone della città non viene rispettato. Comprensibile» aveva dichiarato sui social l’assessore Cianci nella mattinata del 31 dicembre. Il 1° gennaio 2022 Giorgio Di Domenico, direttore di Vasto Domani, di fronte il copione ripetutosi quell’anno (e in tutti quelli successivi fino all’ultimo in questi giorni) pubblicò una amara riflessione corredata da pesanti interrogativi (che però non pesarono per molti allora e non pesano certamente oggi). La riproponiamo integralmente.
«A Capodanno il Sindaco di Vasto ha emesso un’ordinanza che ha vietato i soliti botti di fine anno dal 31 dicembre al 2 gennaio. Indubbiamente, come qualcuno ha chiosato, un segnale di civiltà che ci voleva. Ma al tempo stesso, vuoi per i tempi ristretti con cui l’ordinanza è stata emessa, vuoi per l’incertezza di controlli e di sanzioni, il risultato finale sa purtroppo di presa in giro. Ha il sapore piuttosto di far vedere che qualcosa è stata fatta, ricorrendo per la pubblicità ai soliti circuiti social.
Mentre già da diversi giorni prima della fine dell’anno girava per le vie della città, regolarmente autorizzato, un furgone per la pubblicità sonora noleggiato da una rivendita locale di fuochi d’artificio. Come dire alla cittadinanza correte a comprare i botti, salvo all’ultimo minuto vietarne l’uso. Crediamo che questo non sia il sistema migliore per educare i cittadini. Ed infatti questa notte i risultati si sono visti, anzi si sono sentiti anche a diversi chilometri di distanza da Vasto, con buona pace dei nostri amici a quattro zampe! Chi ha elevato le multe? Quanti cittadini sono stati “beccati” in flagranza? Chi ha effettuato i controlli? Tutte domande che resteranno senza alcuna risposta. Ed allora, per piacere, almeno non prendiamoci in giro».





