Anno nuovo, polemiche vecchie. O quasi. Il 2025 si è chiuso con le contestazioni delle opposizioni nel Consiglio Comunale di Vasto e in provincia di Chieti intorno alla figura di Vincenzo Toma, dirigente del comune in pensione ma ancora presente nella pianta organica dell’ente e nominato presidente della commissione esaminatrice dell’interpello per 6 Funzionari Amministrativi.
Il 2026 si è aperto con quattordici assunzioni alla provincia di Teramo attingendo ad una graduatoria del comune di Valle Castellana. Le contestazioni ruotano intorno alla figura del presidente della provincia, Camillo D’Angelo di area PD e dintorni, che ricopre l’incarico anche di sindaco del comune al confine con le Marche.
Doppio incarico, dovuto all’attuale natura delle province (ente di secondo livello, espressione degli amministratori comunali e non più dei cittadini come prima della riforma Renzi), anche in provincia di Chieti per Francesco Menna, sindaco di Vasto e appunto presidente della provincia.
I consiglieri provinciali di opposizione Catia Di Fabio, Carla Di Biase, Claudio Carretta e Graziana Di Florio hanno contestato la designazione di Toma a presidente della commissione esaminatrice dopo la notizia, resa nota da Anna Bontempo su Il Centro e da noi già rilanciata a novembre, che Vincenzo Toma è stato rinviato a giudizio con l’accusa di peculato. Contestazioni relative all’auto assegnazione di un “premio di risultato” di 30.000 euro nel suo ruolo di direttore generale del Comune di Vasto.
Questo il comunicato stampa dei quattro consiglieri di opposizione:
I Consiglieri Provinciali esprimono stupore ed esterrefazione per la decisione assunta dal Presidente della Provincia, Francesco Menna, di nominare il dott. Vincenzo Toma quale Presidente della Commissione esaminatrice dell’interpello per n. 6 Funzionari Amministrativi, con determinazione del 4 novembre 2025.
Una scelta a nostro avviso incomprensibile e gravemente inopportuna, poiché alla data della nomina il dott. Toma risultava rinviato a giudizio per peculato, per fatti relativi alla gestione amministrativa del Comune di Vasto, dello stesso Menna.
Pur nella doverosa presunzione di innocenza, riteniamo che la Provincia di Chieti non possa affidare ruoli di garanzia così delicati – come la presidenza di una commissione concorsuale – a un dirigente coinvolto in un procedimento penale per reati contro la Pubblica Amministrazione.
Questa decisione:
• compromette la credibilità dell’Ente;
• espone la procedura selettiva al rischio concreto di ricorsi e contestazioni;
• mina la trasparenza e la terzietà dovute a ogni concorso pubblico;
• produce un evidente conflitto di opportunità, trattandosi di un dirigente del Comune amministrato dal medesimo Presidente della Provincia.
Per tali ragioni, i consiglieri provinciali di minoranza hanno depositato un’interrogazione formale, chiedendo a Menna di chiarire:
• se fosse a conoscenza del procedimento penale a carico del dott. Toma;
• quali valutazioni di opportunità abbiano motivato tale nomina;
• se ritenga di dover revocare immediatamente l’incarico;
• quali misure intenda adottare per tutelare l’Ente e i candidati coinvolti.
Ribadiamo che le procedure concorsuali della Provincia devono essere affidate a figure imparziali e autorevoli, del tutto estranee a vicende giudiziarie, per garantire la serietà dell’Ente e pari opportunità ai candidati.
Fratelli d’Italia continuerà a vigilare affinché la Provincia di Chieti agisca nel pieno rispetto dei principi di legalità, trasparenza e correttezza amministrativa.
La risposta della maggioranza in consiglio provinciale abbiamo avuto notizia da altre testate che è stata affidata ad Arturo Scopino, Partito Democratico. Risposta che, seguendo una dinamica che troppe volte da ormai oltre cinque anni continuiamo a vedere, secondo qualcuno noi e i nostri lettori non siamo degni di pubblicare e leggere. Seguendo questa loro considerazione, e nel rispetto della dignità e dell’indipendenza nostra e di autorevoli nostri colleghi, tale comunicato non l’abbiamo pubblicato e non lo pubblicheremo.
Cinque anni ci fu risposto che non eravamo legittimati a conoscere, documentare, ad essere giornalisti. Abbiamo riportato come finì, lo eravamo eccome. Cinque anni dopo, ancora una volta, c’è chi ignora una testata giornalistica e tenta di boicottarla, ridurla al silenzio, non considerarla legittima. Non abbiamo pubblicato la “replica” noi, è il mittente che non l’ha inviata. Ancora una volta registriamo lo stesso identico comportamento, pochi mesi dopo la visita dell’ex ministro Speranza a Vasto.
Episodio che abbiamo raccontato in due nostri articoli. Senza pubblicare foto e “cronaca” (in realtà il comunicato autocelebrativo post evento), la stampa non è un passacarte, non è un juke box. Articoli di cui indichiamo i link alle pubblicazioni insieme ad altri articoli su due (delle diverse) vicende di questi mesi che hanno dimostrato quanto riportiamo in questo articolo.
Dopo la notizia del rinvio a giudizio di Vincenzo Toma i consiglieri comunali in quota Fratelli d’Italia Guido Giangiacomo, Vincenzo Suriani e Francesco Prospero hanno presentato una mozione proponendo la sospensione dall’incarico e la costituzione di parte civile. Costituzione, è emerso nell’ultima seduta del consiglio comunale, ormai impossibile per decorrenza dei termini. Mozione respinta dopo una accesa discussione dalla maggioranza che sostiene il sindaco Francesco Menna, Partito Democratico.
È stato pubblicato nei giorni scorsi sull’albo pretorio del Comune di Vasto il verbale della discussione. Come già abbiamo fatto per il consiglio comunale straordinario sul concorso per messi notificatori, per trasparenza e dovere d’informazione, pubblicheremo a puntate questo verbale.





