Questo governo ha promosso un cambiamento costituzionale per separare le carriere dei giudici da quella dei pubblici ministeri. Ma queste sono già separate di fatto e il passaggio dalla figura inquirente a quella giudicante riguarda non più di 30 magistrati ed ha norme stringenti come il cambiamento di sede e l’impossibilità di attuare altri passaggi. Non credo che si promuova una riforma costituzionale per un fenomeno così limitato.
Non riesco neppure a vedere il connubio che dovrebbe esserci tra pubblico ministero e giudice tenendo conto che spesso il parere dei giudici è diverso da quello dei pubblici ministeri e che una sentenza può cambiare nei tre gradi di giustizia.
Esistono problemi nell’ambito della giustizia? Certo. L’eccessiva lunghezza dei processi, associata alle norme di prescrizione, rende difficile molte volte avere giustizia o una sentenza la si ha quando ormai non serve.
Questa modifica costituzionale migliora i problemi della giustizia? Assolutamente no, come ha affermato lo stesso Nordio.
Per migliorare la giustizia occorrerebbe agire a livello di norme procedurali, con uno snellimento del corpus legislativo (in Italia abbiamo un corpus legislativo con più di 50.000 leggi mentre in altri paesi si arriva a poche migliaia), abolizione delle leggi ad personam per i colletti bianchi, aumentando gli organici sia di magistrati che di personale amministrativo, ecc. Nessuno di questi punti viene toccato dalla riforma costituzionale.
Sembra allora legittimo pensare che è una mossa per indebolire il potere della magistratura, separando i CSM e aggiungendo un ulteriore organismo giudicante. Nella selezione dei componenti togati di questi organi si procede ad un sorteggio casuale tra magistrati, mentre la parte politica può essere sorteggiata secondo criteri che esprimono l’indirizzo della maggioranza. Il fine ultimo sembrerebbe quello di controllare il potere giudicante da parte della politica.
Tutto questo è in linea con le tendenze, non solo italiane, di destrutturazione delle democrazie.
Per quello che può valere io voterò NO a questo referendum e mi impegnerò perché anche altri mi seguano in questa scelta.





