Nuovo evento del Teatro del Sangro diretto da Stefano Angelucci Marino e Rossella Gesini. Dopo lo spettacolo “Truculentus” di Plauto il 14 febbraio in scena ci sarà “Lu cunto de li cunti” di Giambattista Basile, adattamento e regia Silvio Barbiero, produzione Teatro del Sangro. Appuntamento per il debutto domenica 22 febbraio 2026 ore 18.00 al Teatro Studio di Lanciano/Treglio.
«La vera forza non è adattarsi a ciò che ci viene chiesto di essere, ma avere il coraggio di restare fedeli a sé stessi, anche quando costa» la riflessione di Angelucci e Gesini che, tradotta in termini teatrali per il 2026, porterà il Teatro del Sangro Centro di Produzione Teatrale a produrre «spettacoli con gli artisti amici di sempre, gente con la quale la compagnia frentana condivide una comunità di destino, riconoscendosi in un progetto comune, unendo esperienze e idee».
«Ognuno lavora nel campo del teatro contemporaneo, pratica un teatro d’attore partendo dal proprio territorio e costruisce relazioni favorendo l’incontro delle persone con la pedagogia teatrale – sottolineano Angelucci e Gesini – Non fanno parte questi attori e registi dei grandi giri, e conoscono solo il piacere e i sacrifici del fare teatro che portano nella testa e nel cuore. Silvio Barbiero, Roberto Galano, Roberto Solofria, Manuel D’Amario e Ettore Nigro. Questo 2026 il Teatro del Sangro costruirà spettacoli con gli artisti amici di sempre».
«Silvio Barbiero – si legge nella presentazione dello spettacolo – ha lavorato con Tiziano Scarpa e portato in scena negli ultimi anni una splendida versione dell’ “Edipus” di Giovanni Testori» e «dirige e interpreta “Lu cunto de li cunti”, prodotto dal Teatro del Sangro, in lingua napoletana inesistente, scritta nel Seicento da Giambattista Basile».
«Attore professionista, regista e organizzatore teatrale, noto per aver vinto il premio come miglior attore al Roma Fringe Festival 2014 per “Groppi d’amore nella scuraglia” di Tiziano Scarpa» Silvio Barbiero «è cofondatore del circolo Carichi Sospesi e di MAT-Mare Alto Teatro, collaborando attivamente con realtà come Evoé!Teatro e Teatro del Sangro».
Stefano Angelucci Marino e Rossella Gesini presentano “Lu cunto de li cunti” come «un luogo magico dove concetti rarefatti e la saggezza popolare si fondono dando vita ad un’esplosione travolgente. Quando si parla di teatro popolare Lu cunto è pietra angolare, colto e poetico tocca le viscere profonde dell’animo umano. Le paure più intime, il trascorrere inesorabile del tempo, gli affetti familiari e tutte le loro profonde contraddizioni, l’amore e i suoi tragitti e tanto altro. Si ride e si pensa, quasi fossero fiabe».
Il Teatro del Sangro è una consolidata realtà culturale del territorio e di tutto l’Abruzzo. Nell’agosto scorso è stato proclamato “teatro stabile” e il Ministero della Cultura lo ha promosso a “Centro di produzione teatrale”. È il primo a ricevere questo riconoscimento in provincia di Chieti e il terzo in Abruzzo dopo il Teatro Stabile d’Abruzzo dell’Aquila e il Florian Metateatro di Pescara. Teatro con sede al Teatro Studio di Treglio, al Teatro Comunale “Antonio Di Jorio” di Atessa e al Teatro Comunale di Fara San Martino, continuando il lavoro di produzione e pedagogia del progetto Teatro Studio sulle città di Lanciano e Vasto.
«Il Teatro del Sangro nasce come compagnia teatrale nel 1998. Dal 2000 a tutt’oggi ha prodotto oltre trenta spettacoli in collaborazione, co-prodotti e prodotti direttamente dal Teatro Stabile d’Abruzzo. Dal 2006 dirige e gestisce il Teatro Studio di Lanciano/Treglio, un teatro da cento posti dove realizza numerose attività per la diffusione della cultura teatrale nel territorio frentano. Dal 2012 dirige e gestisce il Teatro Studio di Vasto, un centro dove realizza una scuola di teatro e diverse attività per la diffusione della cultura teatrale nel territorio vastese – ricordano i promotori – La compagnia Teatro del Sangro in Sudamerica (Argentina, Uruguay e Paraguay) dal 2014 a tutt’oggi realizza un importante progetto di diffusione del teatro italiano, allestendo cinque produzioni (“Tanos”, “Arturo lo chef in sudamerica”, “Hermanos”, “Familia Paone”, “Stéfano” di Armando Discepolo e “Grigia assenza” di Roberto Tito Cossa) in collaborazione con il Teatro Stabile d’Abruzzo. In questi undici anni di lavoro in Sudamerica il Teatro del Sangro è stato invitato in tournée dall’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires ed ha ottenuto l’importante riconoscimento “tournée all’estero” dal Ministero della Cultura».
«Un riconoscimento che premia una scommessa che abbiamo fatto oltre venti anni fa: investire sul nostro territorio, creare qui il teatro e la scuola di teatro che avevamo in mente – hanno sottolineato i direttori artistici Angelucci Marino e Gesini – sperimentare qui in provincia di Chieti elementi di innovazione per tutto il sistema teatrale».
«Un riconoscimento che premia un progetto che ha sempre puntato sulla professionalità del lavoro culturale e sulla sua “sostanza artistica”, convinti che porre al centro del nostro agire da un lato l’artista e dall’altro la cura per il pubblico, consentisse al nostro teatro di essere autenticamente popolare, di avere “successo”, nel senso di produrre dei cambiamenti nella vita delle persone – hanno aggiunto Angelucci Marino e Gesini – Per questo vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno fatto e faranno parte di questa comunità teatrale, le istituzioni che ci hanno sostenuto, le persone che non ci hanno mai abbandonato anche nei momenti più difficili».





