«Puoi rompere a metà il sonaglio dei bebé e vedere da dove viene il suo rumore, ma esiste un velo che ricopre il mondo invisibile che nemmeno l’uomo più forte, nemmeno la forza di tutti gli uomini più forti del mondo, potrebbe strappare» scrisse Francis Pharcellus Church in risposta alla piccola Virginia.
Dietro quel velo c’è l’invisibile che si guarda solo col cuore, l’essenziale della vita, la meraviglia che ci rapisce nei momenti più diversi, prende il cuore e lo porta a danzare «sui sentieri dove corrono le fate».
«Hai mai visto le fate ballare sul prato? Naturalmente no, ma questa non è la prova che non siano veramente lì. Nessuno può concepire o immaginare tutte le meraviglie del mondo che non si possono vedere» scrisse il veterano di guerra Francis Pharcellus Church alla piccola Virginia.
Le fate esistono, come esistono la magia, la meraviglia e la poesia. Che può irrompere improvvisamente nelle nostre vite. Lirica, commovente, che colora le giornate e scende come balsamo nelle corde del cuore. O apparentemente piccola, quotidiana ma bellissima.
I bambini capiscono sempre tutto prima degli adulti, disse il Piccolo Principe, e devono spiegarlo agli adulti. Sperando sempre che non si stanchino di ripetere ad insegnare. Vedono e comprendono quel che gli adulti non vedono, quel che esiste più di ciò che ci appare reale. E quindi vedono fate ballare nei prati, gnomi cantare, animali fantastici volare nei cieli.
È lo sguardo della meraviglia, gli occhi dell’emozione, gli occhiali di cuori puri e autentici.
I bambini ce lo possono insegnare ogni giorno, i bambini insegnano ogni giorno che la meraviglia esiste e colora le nostre giornate, di una musica vibrante. Lo insegnano ogni giorno agli adulti, che da soli non capiscono mai, fin quando – ammonì il Piccolo Principe – non si stancano. Mai far stancare i bambini, quanto sarebbe più triste il mondo, quanto più grigie le nostre vite.
C’è stato un tempo in cui gli adulti di oggi sono stati bambini. Nella nostra infanzia tanti i simboli della meraviglia dietro il velo, quel mondo invisibile più visibile di quel che ci circonda. Tra questi le bolle di sapone, quell’acqua che soffiata volava via nell’aria leggera, volava e ci faceva sognare.
Le bolle di sapone, i clown, la magia del divertimento e della condivisione, dell’incontro attraverso linguaggi universali, quelli più veri e autentici che non hanno bisogno di traduttori e interpreti, sono stati al centro dell’evento SUPERIRIS 3000 a Vasto.
Con l’artista Billy Bolla le bolle di sapone sono state le ali con cui hanno volato bambini di ogni età. Superando barriere, vedendo quel che l’apparenza non fa vedere. Un pomeriggio magico in cui si è insegnato agli adulti. Iniziativa del Consorzio Matrix, nell’ambito del Progetto SAI, con il patrocinio del Comune di Vasto e dell’Assessorato alle Politiche Sociali guidato da Anna Bosco.
«Favorire l’incontro autentico tra le famiglie creando uno spazio condiviso in cui conoscersi, riconoscersi e costruire relazioni attraverso il linguaggio universale del teatro e la magia delle bolle di sapone, vogliamo promuovere inclusione, dialogo interculturale e coesione sociale – obiettivo dell’evento sottolinea l’Amministrazione Comunale – Occasioni come questa contribuiscono a superare distanze e stereotipi, trasformando l’accoglienza in un’esperienza concreta di partecipazione e cittadinanza attiva».
Lo stupore e la meraviglia dei più piccoli, la magia delle bolle di sapone e dei clown – eroi dell’infanzia e dello splendore di occhi sognanti e visi illuminati da sorrisi autentici – hanno animato un «pomeriggio di magia e divertimento pensato per i bambini e per le famiglie, per stare insieme e vivere un momento di incontro e condivisione» sottolinea l’assessora Anna Bosco che ha espresso un enorme «grazie al Consorzio Matrix, a Rosa Milano, Valentina Di Petta e a tutti gli operatori e beneficiari del progetto SAI per aver promosso questa bella iniziativa dedicata alla città».
«Portare in scena lo spettacolo di Bolly Bolla al Teatro Figlie della Croce ha significato molto più che regalare un momento di leggerezza – ha raccontato la delegata alle politiche sociali della giunta Menna – È stata un’occasione per conoscere un artista straordinario, un momento magico per i bambini, oltre che un’occasione concreta di incontro e integrazione, dove il teatro si è trasformato in uno spazio vivo di dialogo, condivisione e comunità».
È stato un «pomeriggio speciale, profondamente apprezzato dai bambini e dalle famiglie, che hanno saputo restituire entusiasmo, sorrisi e partecipazione» ha sottolineato Anna Bosco.





