Siamo arrivati all’ultima settimana di campagna referendaria in vista del prossimo referendum costituzionale sulla giustizia del 22-23 marzo. Sarà un referendum confermativo e, in quanto tale, sarà senza quorum. Abbiamo seguito l’iter parlamentare, con il doppio passaggio alla Camera e al Senato. Abbiamo seguito l’approvazione. Dall’inizio della campagna referendaria abbiamo ascoltato le diverse motivazioni, quelle del SI e quelle del NO. Continuiamo adesso ad ascoltare quelle de Si con un magistrato, Carmen Giuffrida, attualmente giudice presso il Tribunale dei Minori di Catania e colei che ha riunito i magistrati per il SI.
I motivi del perché votare SI
“Votare si perché è un referendum giusto che non ha alcuna natura politica. Lo dimostra il fatto che già in precedenza la separazione delle carriere è stata proposta ripetutamente da diversi governi di sinistra e dimostra il fatto che anche l’Alta Corte è stata inserita nel progetto nel 2022 da parte del PD. Quindi non ha natura politica, non ha natura persecutoria nei confronti dei magistrati per come dimostra il fatto che per ben 40 anni gli avvocati hanno lottato per la separazione delle carriere, quindi in tempi non sospetti e anche per il sorteggio un gruppo di magistrati dei quali faccio parte anch’io, comunque di persone del tutto non connesse tra di loro se non con questa unica finalità lottano per il sorteggio. Quindi non ha natura politica, non ha natura persecutoria ed è una riforma giusta perché con la separazione delle carriere finalmente si realizza il principio del giusto processo che prevede un giudice realmente super partes invece che un pm superstar che è quello che abbiamo oggi, e con il sorteggio finalmente si debellerà il problema del correntismo cioè di queste associazioni di natura privata che sono le correnti che si sono trasformati in veri e propri partiti occupando così abusivamente il Consiglio Superiore della Magistratura, e con l’Alta Corte finalmente si avrà un processo disciplinare giusto. Giusto significa che sanzionerà i comportamenti disciplinarmente rilevanti dei magistrati con sanzioni eque, giuste perché attualmente anche laddove dicono che il numero delle sanzioni è elevatissimo in realtà non sono proporzionate all’entità del comportamento del magistrato e al contempo si eviterà anche un abuso del procedimento disciplinare utilizzato a scopi persecutori nei confronti dei magistrati controcorrente o comunque non allineati o che fanno delle indagini di natura politica non gradite alle correnti schierate politicamente.”
Sono queste le motivazioni principali secondo le quali bisogna votare SI per la dott.ssa Giuffrida.
I “plotoni d’esecuzione” nominati dalla capa di gabinetto del Ministro Nordio
“Veramente noi, io e gli altri magistrati che stiamo lavorando per il SI, io mi sono sentita infastidita perché questo suo sfogo non ha alcun aggancio con la riforma. Quindi francamente dopo tutto il lavoro che noi stiamo facendo per far conoscere la riforma nel merito una uscita, chiamiamola così, infelice genera molta confusione perché tradisce degli scopi che in realtà non appartengono alla riforma e che invece io credo che abbia più a che fare con un problema suo personale. Io ritengo sinceramente che non avrebbero dovuto consentire a lei, nella sua qualità, di presentarsi in una trasmissione. Non credo che abbia, in questo momento, una posizione tale che le consentisse di poter partecipare a un dibattito”
Queste sono le sue considerazioni a seguito delle parole, i “plotoni d’esecuzione” riferite ai magistrati, di Giusi Bartolozzi, capa di gabinetto del Ministero della Giustizia.
Nell’intervista abbiamo poi approfondito le tematiche principali della riforma: la separazione delle carriere, i due CSM, il sorteggio e l’istituzione dell’Alta Corte. In fine il riferimento alle parole della premier Giorgia Meloni e sull’eventuale assoggettamento del pubblico ministero all’esecutivo.
Sarà o non sarà così?






