Il 6 giugno 2026, alla Palazzina Liberty di Venafro (Is), torna la 2^ edizione del Premio Nazionale Letterario e Giornalistico “Pier Paolo Pasolini”: una giornata pensata per chi crede che la parola debba servire a capire.
Chi vuole partecipare e consultare tutto il materiale ufficiale può farlo qui, dove sono disponibili bando, regolamento e moduli della seconda edizione: [QUI IL LINK].
https://www.dioghenesaps.com/premio-nazionale-letterario-giornalistico-pier-paolo-pasolini/
Alle ore 17.00 è previsto un evento pubblico, alle ore 18.30 si passa alla premiazione, momento conclusivo di un percorso che mette insieme letteratura e giornalismo, due modi diversi di fare la stessa cosa: guardare la realtà e restituirla con responsabilità.
Il Premio nasce nel nome di Pasolini perché Pasolini non è un santino ma è un disturbo. È quella voce che entra nell’anima e nella mente e costringe a spostare lo sguardo. Per questo il Premio si rivolge a opere e lavori che non si limitano a raccontare ma provano a incidere, a lasciare un segno nel dibattito pubblico.
La struttura dell’iniziativa attraversa due grandi aree. Da un lato la sezione letteraria, pensata per valorizzare narrazioni, saggi e poesia capaci di toccare nervi scoperti del presente. Dall’altro la sezione giornalistica, che riconosce il lavoro di chi fa informazione con metodo e coraggio, includendo anche i linguaggi che oggi arrivano più lontano e più in fretta: radio e tv, dove la qualità non è un lusso ma una responsabilità moltiplicata.

Non è un premio “di facciata”. È un’occasione pubblica per rimettere al centro una domanda: quanto vale davvero la libertà di informare?
E qui la frase di Pasolini: “Nulla è più anarchico del potere, il potere fa praticamente ciò che vuole”.
La seconda edizione, già sostenuta dal patrocinio del Comune di Venafro, punta a crescere in partecipazione e rilevanza nazionale, costruendo un appuntamento stabile che unisca qualità culturale e impatto civile.
Venafro, con la sua Palazzina Liberty, diventa così un punto di incontro: uno spazio per parole che restano.





