Albert Einstein disse che l’impossibile resta tale finché non arriva qualcuno che non lo sa e lo realizza. Ci sono temi e settori sociali da troppi anni intossicati da interessi particolari, mediocrità, incapacità. L’Italia appare sempre più un Paese, in troppi ambiti, ripiegato su se stesso, su consorterie e situazioni di comodo. Troppo facile accontentarsi, ancor più facile trovare scusanti e moventi perché nulla mai cambi. È una delle frasi più diffuse, è sempre andata così, non ci si può far nulla.
«Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così» disse Giovanni Falcone. E così c’è chi non lo sa che qualcosa è impossibile, che il fatalismo e la rassegnazione dominano imposti e va oltre. Alexander Langer ci lasciò l’invito a cercare di riparare il mondo, ad impegnarci per migliorarlo, non lasciare che le crepe siano l’unico orizzonte. Quelle crepe in cui, come scrisse Coen, entra la luce.
A Fresagrandinaria, comune dell’alto vastese, è stato avviato il progetto tra amministrazione comunale, Ecolan (la società che si occupa dell’igiene urbana) e il Consorzio Matrix denominato “(Ri)generazioni urbane”. Un progetto di cura del verde pubblico, di cittadinanza attiva che vede protagonisti i cittadini del mondo. Un progetto in cui si integrano accoglienza, cura del territorio e comunità.
«Nel momento in cui si appartiene a un territorio, occorre comprendere anche gli sforzi che i piccoli comuni fanno per tenere visivamente curato un paese – ha sottolineato Letizia Finamore, Ecolan, referente per la progettazione – Gesti quotidiani come la raccolta differenziata non sono solo obblighi, ma strumenti di tutela del decoro urbano attraverso progetti di riqualificazione urbana “sostenibili”».
Il Consorzio Matrix è l’ente gestore dei due progetti SAI minori e ordinari di Fresagrandinaria, il progetto è «una buona prassi che sosteniamo con grande forza, già sviluppata in altri ambiti dell’accoglienza, in quanto presuppone una partecipazione attiva tra le persone che sono accolte e il territorio» ha affermato l’Avv. Rosa Milano, legale rappresentante del Consorzio.
All’incontro di presentazione di “(Ri)generazioni urbane” hanno partecipato le beneficiarie e i beneficiari dei due progetti di accoglienza e i membri dell’équipe multidisciplinare che sosterranno le cittadine e i cittadini rifugiati e richiedenti asilo in questo percorso, «soprattutto nell’ottica della presa in carico in termini di sviluppo delle competenze di cittadinanza attiva, nonché al fine di sviluppare integrazione tramite lo strumento interculturale della co-programmazione e della partecipazione alla rigenerazione urbana e sociale del luogo» ha sottolineato la coordinatrice dei due progetti SAI Francesca Colella.
«La progettualità avrà una durata prolungata nel tempo, partirà con una collaborazione tra il Comune, i Progetti SAI ed ECOLAN concentrandosi inizialmente solo su alcune aree, per poi essere estesa, negli anni successivi, ad altre aree e altre collaborazioni, in particolare con le scuole e le associazioni del territorio, tra cui la Proloco» riporta l’amministrazione comunale in una nota.
«Ci auguriamo che questo progetto possa essere una base di partenza per coinvolgere tutta la cittadinanza e far sì che ognuno si prenda cura della propria parte di spazio urbano vicino alla sua abitazione, in una collaborazione condivisa tra tutta la cittadinanza» ha affermato il vicesindaco Aldo Taraborrelli che ha sottolineato la capacità di questo tipo di progettazione «nel costruire ambiti di intervento sempre più ampi in cui poter promuovere, su diversi versanti e in modalità differenti, la presa in carico e quell’ “essere parte” profondamente significativo nell’approccio dinamico al concetto di cittadinanza attiva».





