L’8 aprile 2026 per Bojano non è stata una data qualsiasi. È stata una di quelle giornate che segnano un passaggio, un piccolo spartiacque tra ciò che un territorio ha perduto negli anni e ciò che può ancora provare a ricostruire. L’inaugurazione del nuovo Auditorium all’interno dell’Istituto omnicomprensivo Lombardo-Amatuzio-Pallotta-Radice rappresenta il tentativo di restituire alla città un luogo di incontro, di confronto e di respiro culturale.
In una realtà che, come molte aree interne del Molise, ha conosciuto negli anni una lenta erosione di energie, presenze e occasioni condivise, l’apertura di un auditorium assume un significato che va ben oltre la cerimonia istituzionale. Non è solo una struttura da circa 200 posti. È, almeno nelle intenzioni, un luogo capace di ospitare teatro, musica, iniziative pubbliche, dibattiti, eventi scolastici e momenti di partecipazione collettiva.
L’inaugurazione si è svolta in un clima particolare. L’assenza degli studenti, costretti lontano dalle aule a causa delle criticità legate alle frane che stanno colpendo il territorio molisano, ha dato all’evento un tono più sobrio. Ma proprio questa fragilità ha finito per rendere ancora più forte il valore simbolico del momento.
Durante la cerimonia sono intervenuti il sindaco Carmine Ruscetta e il parroco, che ha impartito la benedizione al nuovo spazio. Bojano aveva bisogno di un luogo che potesse tornare a generare partecipazione.
Il nuovo Auditorium di Bojano può diventare un presidio culturale, un laboratorio, un punto di ripartenza.





