La Corte d’Appello dell’Aquila ha respinto il ricorso della Sasi, gestore del servizio idrico, ad una sentenza del Tribunale di Vasto che aveva revocato un decreto ingiuntivo di 14.500 euro ad un utente di San Salvo.
L’importo era stato considerato anomalo e spropositato dall’utente che aveva presentato un reclamo alla società. Accolto solo parzialmente con la diminuzione dell’importo a 8.000 euro. Si è giunti, così, al decreto ingiuntivo e alla contestazione di fronte i giudici del foro vastese.
Il cittadino vastese è stato assistito dallo studio legale Felice Raimondo, avvocato del foro di Campobasso e presente anche a Vasto.
“Consumi idrici occulti” ovvero la dispersione idrica non rilevabile dall’utente, è stata la motivazione della lievitazione della bolletta e motivo della contestazione presso il Tribunale di Vasto.
«Ai fini della conservazione della risorsa, laddove il gestore idrico rilevi un consumo anomalo in sede di raccolta della misura, è tenuto a darne comunicazione tempestiva all’utente interessato – hanno affermato nella sentenza di primo grado i giudici vastesi – tutto ciò non è avvenuto e, per tali ragioni, anche in violazione di basilari precetti normativi (esecuzione in buona fede del contratto, condotta omissiva), il decreto ingiuntivo è stato revocato». Basandosi sul consumo storico il Tribunale di Vasto ha quindi rideterminato l’anno scorso l’importo in soli 110 euro.
«Questo risultato evidenzia la necessità di una verifica rigorosa dei presupposti richiesti per l’emissione dei decreti ingiuntivi, specialmente in presenza di consumi idrici anomali che non dipendono da malfunzionamenti del contatore o da comportamenti negligenti del consumatore – ha sottolineato nel giugno 2025 lo studio legale Raimondo – l’acqua è un bene essenziale e va preservata con ogni mezzo che possa evitare dispersioni importanti come quella capitata nel caso di specie». L’avvocato Felice Raimondo ha dichiarato nell’occasione che «collaborazione e trasparenza nel rapporto contrattuale – specialmente in zone che hanno un’alta percentuali di guasti idrici – sono alla base di questa prevenzione ma, soprattutto, le Carte dei Servizi dovrebbero fornire maggiori tutele nei confronti degli utenti che, in maniera del tutto ignara, ricevono fatturazioni di importi abnormi, trovandosi costretti a rivolgersi al Tribunale per tutelare i propri diritti».
La Sasi ha proposto appello contro la sentenza del Tribunale di Vasto. Ricorso respinto dalla Corte d’Appello dell’Aquila. «È una decisione che va oltre il singolo caso» e «conferma, questa volta anche in appello, che il gestore di un servizio pubblico come quello idrico non può restare in silenzio quando i propri strumenti segnalano un consumo fuori scala: deve avvisare l’utente, non limitarsi a fatturare a distanza di mesi o anni. È un principio che riguarda potenzialmente moltissime famiglie in tutta Italia» ha sottolineato l’avvocato Felice Raimondo.
foto: fonte sito web Studio Legale Raimondi



