Dal 24 al 26 novembre 2026, Padula, in provincia di Salerno, ospiterà la quinta edizione del Premio nazionale Lea Garofalo. L’appuntamento di quest’anno assumerà un significato ancora più profondo: il Premio sarà dedicato anche a Denise, figlia della testimone di giustizia Lea Garofalo, morta tragicamente nel settembre scorso.
Le storie di Lea e Denise saranno collegate alla figura di Joe Petrosino, il poliziotto italiano che comprese prima di molti altri la dimensione internazionale della criminalità organizzata e pagò con la vita la propria battaglia contro la mafia.
Lea e Denise: due vite segnate dalla stessa solitudine
La quinta edizione non sarà una semplice commemorazione. Il Premio nazionale Lea Garofalo parte dalla vita di una donna che denunciò la ’ndrangheta e dalla storia di sua figlia, costretta fin da giovanissima a convivere con la violenza mafiosa, il programma di protezione, gli spostamenti, la perdita della madre e il peso di una vicenda più grande di lei. Lea Garofalo venne assassinata a Milano il 24 novembre 2009. Il suo corpo fu distrutto. La verità emerse grazie alla determinazione di Denise, che riconobbe nel padre Carlo Cosco (dei suoi fratelli e dei suoi sodali) il responsabile della scomparsa della madre.
Denise ha vissuto portando sulle spalle le conseguenze di quella scelta. E la sua morte impone domande che nessuna celebrazione può cancellare: cosa è stato fatto per proteggerla realmente? Chi avrebbe dovuto accompagnarla dopo i processi? Quanto può resistere una persona lasciata sola con i traumi, la paura e la memoria?
Dedicare a Denise la quinta edizione significa rifiutare il silenzio e ricordare che la tutela non può terminare quando si spengono le telecamere o quando si chiudono le aule di tribunale.
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Il legame con Joe Petrosino
Il Premio si svolgerà a Padula, città natale di Joe Petrosino, ucciso a Palermo il 12 marzo 1909. Il poliziotto italoamericano comprese la necessità di contrastare le organizzazioni mafiose seguendo collegamenti, affari e reti criminali oltre i confini nazionali. Il collegamento tra Petrosino, Lea e Denise non è simbolico.
Petrosino fu assassinato perché indagava sulla mafia; Lea fu eliminata perché aveva rotto il vincolo dell’omertà; Denise ha pagato per tutta la vita le conseguenze della scelta compiuta insieme alla madre.
Scelti i “Testimoni del nostro tempo”
Per la quinta edizione sono già stati individuati i “Testimoni del nostro tempo”, le personalità che riceveranno il riconoscimento per l’impegno dimostrato nei rispettivi ambiti. Sono donne e uomini che, attraverso il giornalismo, la magistratura, le istituzioni, la cultura, la scuola, l’associazionismo e l’impegno civile, hanno contribuito alla difesa della legalità e della dignità umana.
I loro nomi saranno presentati insieme al programma completo delle tre giornate.
Essere “testimoni del nostro tempo” significa assumersi una responsabilità, prendere posizione. Significa rifiutare l’indifferenza. Significa esserci prima, delle tragedie.
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Gli studenti italiani al centro della quinta edizione
Anche quest’anno un ruolo fondamentale sarà affidato agli studenti italiani, già impegnati nei lavori previsti dal bando nazionale della quinta edizione. Gli studenti sono chiamati a conoscere, approfondire e interpretare le storie di Lea Garofalo, Denise e Joe Petrosino, trasformando la ricerca storica e civile in elaborati, riflessioni e proposte.
Il Premio intende offrire ai giovani gli strumenti per riconoscere le mafie non soltanto attraverso i fatti di sangue, ma anche nei silenzi, nelle complicità, nell’emarginazione delle persone scomode e nella retorica di chi celebra le vittime dopo aver ignorato le loro richieste di aiuto. L’educazione alla legalità ha senso soltanto quando produce coscienza critica.
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Padula capitale della memoria attiva
Dal 24 al 26 novembre, Padula diventerà un luogo di incontro tra studenti, giornalisti, magistrati, rappresentanti delle istituzioni, testimoni di giustizia, familiari delle vittime e cittadini. La quinta edizione del Premio sarà costruita attorno a tre parole: memoria, verità e responsabilità. Il nome di Lea Garofalo non può essere utilizzato come un simbolo per il merchandising. La sua storia parla del coraggio di una donna, delle insufficienze di un sistema.
La storia di Denise costringe ad andare ancora oltre. Dopo l’omicidio della madre, qualcuno avrebbe dovuto occuparsi non soltanto della sua sicurezza, ma anche della sua vita, delle ferite interiori, delle relazioni e del futuro.
Ricordare i morti per proteggere i vivi
Il Premio nazionale Lea Garofalo nasce per mantenere viva una storia. La quinta edizione, dedicata anche a Denise, vuole ribadire che non serve riempire le piazze il giorno dopo se nessuno ascolta le richieste di aiuto quando è ancora possibile intervenire. Il Paese delle commemorazioni deve diventare il Paese della prevenzione e della tutela. Deve imparare a difendere chi denuncia.
A Padula, le vicende di Lea Garofalo, Denise e Joe Petrosino entreranno in dialogo con il presente.

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- 25 novembre 2023 – In morte di Lea, 14 anni dopo
- 2 settembre 2023 – Funerali del mafioso Curcio, la nota del Comitato: «Lo Stato deve intervenire»
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- 21 luglio 2023 – E se Curcio, ergastolano ’ndranghetista, non si fosse suicidato?
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- 17 luglio 2023 – Manifesti funebri per il massacratore di Lea Garofalo, Angela Napoli: «Sono indignata»
- 16 luglio 2023 – Il video del funerale di Curcio, l’ergastolano condannato per la distruzione del cadavere di Lea
- 14 luglio 2023 – Manifesto per la morte del killer Curcio: dopo la tempesta arrivano le scuse del sindaco
- 13 luglio 2023 – Omicidio Lea Garofalo: i festosi funerali per l’ergastolano Curcio
- 3 luglio 2023 – Dopo il suicidio di Curcio parla l’ex legale: «Non si è potuto rifiutare»
- 30 giugno 2023 – Omicidio Lea Garofalo: si è impiccato nel carcere di Opera l’ergastolano Rosario Curcio
- 30 giugno 2023 – Il filo rosso che collega gli infarti e i suicidi
- 5 maggio 2023 – Lea Garofalo: 14 anni fa il tentato sequestro di Campobasso
- 7 aprile 2023 – Marisa Garofalo: «Non sono una mafiosa, denuncio la serie The Good Mothers»
- 10 marzo 2023 – Quando verrà riposizionata la panchina dedicata a Lea?
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- 3 febbraio 2023 – “Una fimmina calabrese”: così Lea Garofalo sfidò la ’ndrangheta
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- 3 dicembre 2022 – “Una fimmina calabrese”: l’intervista con Paolo De Chiara
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- 26 novembre 2022 – Ingiustizia
- 26 novembre 2022 – Il sindaco di Petilia Policastro: «Non abbiamo dimenticato Lea»
- 24 novembre 2022 – Una canzone sulla storia di Lea
- 23 novembre 2022 – Lettera a Denise 2
- 22 novembre 2022 – Lettera a Denise
- 18 novembre 2022 – “Una fimmina calabrese”, da oggi in tutte le librerie e online
- 12 novembre 2022 – Lea Garofalo, 13 anni dopo: la presentazione del libro a Petilia Policastro
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- 8 agosto 2022 – Una pietra d’inciampo per Lea Garofalo 2
- 2 agosto 2022 – Una pietra d’inciampo per Lea Garofalo
- 24 luglio 2022 – Tutti dovremmo prendere esempio dal coraggio di Lea Garofalo
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- 16 luglio 2022 – Il ritorno della “bestia” Carlo Cosco
- 10 luglio 2022 – Una montagna di sterco
- 8 marzo 2022 – Il coraggio di dire no: la poesia
- 6 marzo 2022 – Il coraggio di dire no a Taurianova
- 24 novembre 2021 – Per non dimenticare la “fimmina calabrese” che sfidò la schifosa ’ndrangheta
- 22 novembre 2021 – In ricordo di Lea Garofalo e Giusy Potenza
- 19 novembre 2021 – Lea Garofalo, il coraggio di dire no
- 3 novembre 2021 – Superate le 15 mila firme per la “fimmina” che sfidò la schifosa ’ndrangheta
- 28 ottobre 2021 – Una strada per Lea Garofalo a Campobasso
- 29 settembre 2021 – Lea Garofalo fa ancora paura
- 30 luglio 2021 – Percorsi di lettura e di antimafia sociale: si parla di Lea Garofalo
- 5 maggio 2021 – Lea Garofalo, 5 maggio 2009: il tentato sequestro di Campobasso
- 24 novembre 2020 – Lea Garofalo, la testimone di giustizia abbandonata dallo Stato e bruciata dalla ’ndrangheta
- 23 novembre 2020 – Lea Garofalo è una testimone di giustizia
- 22 novembre 2020 – Il grido d’aiuto inascoltato di Lea Garofalo
- 21 ottobre 2020 – Dedicato a Lea Garofalo il giardino di viale Montello
- 5 maggio 2020 – Con Lea Garofalo siamo stati tutti poco sensibili
- 5 maggio 2020 – Lea Garofalo, il tentato sequestro di Campobasso
- 5 maggio 2020 – Undici anni dopo
- 8 marzo 2020 – Una panchina rossa per Lea
- 8 marzo 2020 – Lea, in vita, non è stata mai creduta
- 26 gennaio 2020 – Canusia, tra cultura popolare e impegno civile
- 13 gennaio 2020 – Lea Garofalo, il prete che nega l’evidenza: «Mai conosciuta»



