Fari puntati dalle forze dell’ordine su un segmento dell’organizzazione di un evento pubblico istituzionale con esponenti di multinazionali estere, attive nel territorio da decenni, e rappresentanti locali, regionali e nazionali tenutosi di recente.
L’attenzione dei Carabinieri si è soffermata sulla presenza di quattro soggetti che erano stati qualificati come “addetti alla sicurezza”. Identificati i quattro dai militari del Comando di Vasto, alla cui guida tra pochi giorni succederà il tenente Arcangelo Silecchia al tenente colonnello Mario Giacona, sono risaliti ad un uomo nato in America del Sud e residente nel vastese.
Il soggetto in esame è stato colpito da interdittiva antimafia in qualità di amministratore unico di una società operante nel settore della sicurezza privata. Il provvedimento della prefettura di Chieti, oggi guidata da Silvana D’Agostino, è giunto motivato perché in varie operazioni e inchieste sono stati coinvolti soggetti appartenenti alla criminalità organizzata di stampo mafioso campane, calabresi e albanesi. Tutto avvenuto in un arco di tempo lungo 8 anni e che ha visto l’ultimo capitolo partire dalla Direzione Investigativa Antimafia di Campobasso l’anno scorso.
La sicurezza dell’evento, su cui si sono accesi i riflettori degli investigatori, da successivi approfondimenti, risulta essere stata affidata ad una società operante in un settore totalmente distinto e afferente al sociale e all’assistenza socio-sanitaria. Affidamento che non ha coperto il singolo evento e la cui durata sarà di svariati mesi. Nell’ambito dell’affidamento si colloca una società, nata negli ultimi anni, e diversa da quella nella cui qualità di amministratore il responsabile era stato colpito da interdittiva antimafia.
L’insieme di queste circostanze ha suscitato l’attenzione delle forze dell’ordine nelle sedi competenti, in cui andrà chiarita se è stata aggirata la normativa relativa alle interdittive antimafia.



