I fatti della storia. Anzi, i fattacci della storia.
Come ricorda appunto Guido Zanella, ospite assieme al prof. Eric Gobetti di questa puntata di PrimaLinea News, la prima dopo la pausa estiva. E, soprattutto, come linea guida di approccio: i fatti effettivi, che differiscono dalle interpretazioni, soprattutto successive.
Argomento primario: l’8 Settembre e l’inizio della Liberazione.
Ma vi sono altri due avvenimenti, molto importanti, accaduti nei primi giorni di settembre da ricordare. Tutti e due lo stesso giorno, l’11 settembre.
Il primo: il colpo di Stato contro Salvador Allende in Cile da parte dei militari guidati dal generale Augusto Pinochet Duarte. Un esempio-immagine del sistema di potere attuato durante la Guerra Fredda nel ventesimo secolo. Ovvero, combattere una guerra tra superpotenze tramite il controllo di aree geografiche, con la destabilizzazione e la deposizione di governi e leader non ben visti, per la loro politica, dall’imperialismo americano.
9/11: altra data significativa, impressa nella storia. Per tre motivi.
Il primo: introduce, dopo l’avvenimento, alle dinamiche politiche globali che hanno portato all’attuale assetto geopolitico del decennio 2026.
Il secondo: esempio e caso di studio di terrorismo, di fenomeno terroristico esteso a larghe fette di civili, localizzato in area statunitense, come spiegato in un libro del prof. Gobetti.
Il terzo motivo, forse più importante di tutti, è quello del post 9/11.
Al pari dell’altra famosa data storica del post ’89, qui si è attuato il cambio di politica degli Stati Uniti. La cosiddetta Guerra al Terrorismo, che in realtà è, in misura maggioritaria, una guerra contro i Paesi islamici e contro chi non vuole accettare i diktat e i condizionamenti americani.
E gli strascichi li abbiamo ancora oggi, a 30 anni di distanza.
E, in sintesi, Marco Giuseppe Toma ci dice la realtà geopolitica di questi due avvenimenti.
Colpo di Stato contro Allende: simbolo della politica di condizionamento e dell’impostazione imperialista degli USA nella loro politica nel Cono Sur.
9/11: avvenimento controverso e ancora oggi capace di dare adito a svariate polemiche. Bin Laden e Al Qaida, il rapporto con Mullah Omar, le teorie cospirazioniste, la guerra che ne seguì, che doveva essere condotta – ma non fu attuata, tranne che contro Afghanistan e Iraq – contro i 252 Paesi del mondo nemici dell’America e alleati dell’Asse del Male, il concetto di mondo monopolare statunitense liberista come unico referente di governo globale.
Oggi, miseramente caduto tutto, nel fattore delle nuove superpotenze BRICS e di altro tipo, tutte figlie, appunto, del sistema liberista globale che si è voluto imporre nei primi decenni del ventunesimo secolo.
L’8 Settembre e la Liberazione
E veniamo all’8 Settembre e alla Liberazione.
Si inizia con una narrazione testimoniale di Guido Zanella. Un resoconto vivido, sentito e dettagliato delle vicissitudini di suo padre che, partendo dall’episodio di un individuo venuto alla caserma dei Carabinieri per dare una testimonianza, giunge al rifiuto di collaborare e alla mancata consegna delle armi ai tedeschi.
Una scelta che porta il padre alla prigionia nei campi di concentramento e, infine, alla partecipazione, insieme alla madre di Zanella, che faceva la staffetta, alla lotta partigiana.
Il problema primario che affrontano Zanella e il prof. Gobetti è proprio la firma dell’armistizio a Cassibile.
Tra le sue contraddizioni testuali, il punto di colpire militari stazionanti sul territorio italiano non appartenenti alle forze alleate, quindi solo i nazisti; la motivazione che non si può battere l’esercito statunitense perché troppo superiore; e l’accordo firmato che, secondo gli americani, avrebbe salvato l’onore dell’Italia.
Più la questione storica, anzi il fatto storico accertato, della confluenza e del volontario inserimento di tanti giovani che, fino a due giorni prima, erano fascisti dichiarati nella Resistenza.
Poi la cosiddetta fuga del re, ma che in realtà fu un espediente per salvare una parvenza di rappresentanza governativa dall’arresto probabile da parte delle truppe naziste, se fosse rimasto sul territorio da loro controllato.
E, infine, la parte più intrigante.
L’armistizio è stato fatto nelle date stabilite o era già stato concordato prima, verso il 3 Settembre, come progetto generale di strategia politica?
E qui entra in gioco il fattore della Memoria 44.
Dulcis in fundo: i documenti scoperti da Guido Zanella, che testimoniano come, in effetti, ci fossero già in atto ordini esecutivi inerenti alla dinamica dell’armistizio tra alti comandi e soldati.
E il ricordo che ha fatto Giuseppe Notaro dei militari italiani di stanza in Corsica, che aiutarono la resistenza francese e corsa a letteralmente buttare fuori gli occupanti nazisti dall’isola.
Altri particolari interessanti nel video su YouTube.



