Si è tenuto venerdì 2 ottobre presso la Pinacoteca di Palazzo D’Avalos a Vasto l’incontro pubblico organizzato dall’associazione Abruzzo progressista – 25 aprile in cui è stato presentato il libro inchiesta sulle morti sul lavoro “Corpi al macello” di Giovanni Mancinone, giornalista e scrittore molisano e vincitore del Premio Nazionale Pier Paolo Pasolini conferito dall’associazione Dioghenes Aps, editrice di WordNews.it.
Dopo il saluto istituzionale dell’assessore alla cultura Nicola Della Gatta e l’introduzione dell’assessore Paola Cianci si è tenuto il dibattito tra Giovanni Mancinone, Francesco Del Viscio (consigliere comunale) e Franco Spina, Cgil.
Tanti i temi affrontati e ampio spazio è stato dato alle tre esplosioni in sei anni in cui sono morti sette lavoratori alla Esplodenti Sabino di Casalbordino. È intervenuta anche Paola De Camillis, portavoce del comitato “Disarmiamoci – Basta fabbriche di morte – Quanto vale una vita?”.
All’assemblea del 26 settembre del comitato, tenutasi presso l’Auditorium Comunale di Casalbordino, è intervenuto in collegamento telefonico anche lo stesso Mancinone da Venafro in cui era in corso la cerimonia del premio Pasolini con Luigi De Magistris.
«Corpi al macello è un libro che parla anche di Casalbordino, una parte importante riguarda proprio la ex Sabino Esplodenti. E dico subito che quella è una giostra da fermare e perché ogni giro ogni giro di questa giostra produce danni – ha sottolineato Giovanni Mancinone nel suo intervento – E ho capito da molto tempo, seguendo l’evoluzione della storia dell’ex Sabino esplodenti che lì c’è un pericolo costante. Lì si bonificavano materiali provenienti dalle guerre e qui si dovrebbero produrre munizioni. Noi dobbiamo ripudiare la guerra perché la guerra ci porta disastri, allora dobbiamo dire a tutti che bisogna garantire il lavoro senza mettere al rischio le vite delle persone, come è successo in quel territorio. Un territorio bello dove c’è il mare, c’è l’ambiente, c’è il vino, c’è la Madonna, ma c’è anche questo disastro che si è consumato nel corso degli anni.
Non posso dimenticare le parole di Emilio Di Cola che non c’è più che in una visita tra l’incidente del 2020 e quello del 2023 incontrò i proprietari della ex Sabino Esplodenti e pose il problema della sicurezza. La proprietà rispose ad Emilio che ci vogliono i soldi. Ecco i soldi e allora non si può mettere in gioco la vita delle persone perché c’è da guadagnare, ci sono i soldi di mezzo e non c’è nemmeno una giustificazione quando si parla di risarcimento. Quando ora una persona arriva al risarcimento, ma alla mamma un bambino chiederà dove sta papà? non chiederà quanti soldi abbiamo in banca.
Il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro è importante ed ecco perché condivido la vostra battaglia, condivido il vostro impegno sapendo che è un impegno per il bene della vostra comunità e dei territori dell’Abruzzo, del Molise, di queste aree che diventano sempre più marginali, avrebbero bisogno di uno sviluppo coerente con la vocazione del territorio. Invece ci troviamo spesso a parlare appunto di insediamenti che producono danni e io non credo nemmeno ve lo voglio dire, ve lo dico chiaramente che quando si parla di munizioni non ci sono munizioni che possono essere giustificati perché si dice quelle munizioni che potrebbero essere prodotte sono quelle da che utilizzerebbero nelle attività sportive, ma quando si producono munizioni non si vede se sono destinate allo sport in altro modo. Perché questa stessa spa che oggi dovrebbe arrivare a Casalbordino ha prodotto anche le munizioni utilizzate al G8 di Genoa. Ecco, questo è il problema. E allora questo vostro sforzo per combattere una battaglia di legalità, di sviluppo, di rinascita, lo condivido pienamente».



