Si è tenuto venerdì 2 ottobre presso la Pinacoteca di Palazzo D’Avalos a Vasto l’incontro pubblico organizzato dall’associazione Abruzzo progressista – 25 aprile in cui è stato presentato il libro inchiesta sulle morti sul lavoro “Corpi al macello” di Giovanni Mancinone, giornalista e scrittore molisano e vincitore del Premio Nazionale Pier Paolo Pasolini conferito dall’associazione Dioghenes Aps, editrice di WordNews.it.
Dopo il saluto istituzionale dell’assessore alla cultura Nicola Della Gatta e l’introduzione dell’assessore Paola Cianci si è tenuto il dibattito tra Giovanni Mancinone, Francesco Del Viscio (consigliere comunale) e Franco Spina, Cgil.
Tanti i temi affrontati e ampio spazio è stato dato alle tre esplosioni in sei anni in cui sono morti sette lavoratori alla Esplodenti Sabino di Casalbordino. È intervenuta anche Paola De Camillis, portavoce del comitato “Disarmiamoci – Basta fabbriche di morte – Quanto vale una vita?“.
Durante l’intervento di Paola De Camillis è stato esposto lo striscione «Disarmiamoci – Chiudiamo le fabbriche di morte» da alcuni esponenti della Casa del Popolo La Conviviale di Vasto, tra le realtà promotrici del comitato.
«Insieme al comitato di Vasto, la Casa del Popolo La Conviviale di Vasto, insieme al comitato di Termoli e di Chieti, con un gruppo di Casalbordino, insieme al parroco di Casalbordino, don Silvio, abbiamo deciso che davanti l’omertà, l’omertà del silenzio che sta dietro a tutte queste morti che possano essere le morti della polveriera soprattutto, ma anche delle morti delle fabbriche, in campagna, nei cantieri, siamo stufi di sentire questo silenzio, siamo circondati da silenzio, da non voler far sentire che queste morti sono diventate tante – ha testimoniato Paola De Camillis – Siamo stufi di vedere una polveriera che continua a esistere nonostante in pochissimi anni abbia avuto tutte queste morti. Siamo sufi di vedere istituzioni che in silenzio continuano a far finta di niente.
Politici, comitati di altri partiti, sindacati.
Questa fabbrica continua a esistere come se niente fosse.
Si trova in un posto bellissimo, la famosa costa dei Trabocchi. C’è un parco bellissimo che noi speriamo, assessore, che vada avanti. Però perché non sta andando avanti? Anche perché c’è questa azienda, come può esistere un parco insieme a una polveriera? dice il nostro sindaco. Ecco, ce lo chiediamo anche noi.
Ci sono più di 1000 abitanti che ci abitano a fianco, case vicinissime, 80 m, la chiesa, una stazione. Eppure questa fabbrica continua a esistere, cambierà nome, cambierà produzione, ma sarà sempre lì. È possibile che non c’è un’istituzione che ci possa dare una mano a far sì che questa non esista più? Basta con la morte. E io ringrazio Giovanni per averci dato questa possibilità e chiediamo a tutti voi, a chiunque voglia darci una mano nel comitato, istituzioni, politici, comuni, sindaci, assessori, chiunque voglia darci una mano, noi vi accogliamo a braccia aperte perché vogliamo dire basta con le morti. Quanto vale una vita per uno stipendio da fame?».



